Live Report: Loud and Proud Night (Sacred Steel e Axton) @ Lecco

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Live Report: Loud and Proud Night (Sacred Steel e Axton) @ Lecco

Loud and Proud Night

Sacred Steel e Axton

Sabato 21 ottobre 2017

Circolo del Libero Pensiero

Lecco  

Serata da ricordare negli annali dell’Acciaio quella consumatasi fra le mura del Circolo del Libero Pensiero di Lecco. A celebrare la Loud and Proud Night degli amici nonché colleghi del sito omonimo due band senza dubbio stuzzicanti, per motivi diversi: Axton e Sacred Steel.

 

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Marino Gianoli, Axton

 

Glorie indimenticate degli anni Ottanta, i primi vantano un seguito d’eccezione nella propria città, Lecco, cosa non poi così frequente nell’Italia dei cortili e cortiletti. Nel caso del combo di Ed D’Amico (chitarra) e Marino Gianoli (voce) pare per davvero che la sindrome da campanile/nemo profeta in patria non abbia avuto seguito ma addirittura abbia sortito l’effetto contrario. Tanti dei convenuti erano lì per loro, per poter riassaporare pezzi immortali quali Symbol of my Sex e Lucifer, autentici cavalli di battaglia degli Axton alive. E le attese sono state ampiamente ripagate, sia in termini di esecuzione che di calore sprigionato dal palco verso l’audience.

Marino Gianoli il solito animale da palcoscenico, Ed D’amico alla sua destra a reggere le sorti di uno show lungo tre quarti d’ora che a più riprese è riuscito a far partire il coro “Axton, Axton, Axton”. Ad affiancare i due veterani tre musicisti con i controcolleoni quali Edo Sala (Folkstone tra gli altri) alla batteria e Riccardo Zanardo (Evil Wings) al basso. Alla seconda chitarra Ettore Riva (Innomina).

La loro è una scaletta killer che non fa prigionieri: Symbol of my Sex, Wild Fire, Like a Thunder, Love City, Dirty Fuckin’ Rock’n’Roll, la struggente When the Night Is Coming Down e finale super heavy metal con Snake Eyes seguita da Heavy Metal, per l’appunto per poi chiudere con Lucifer, fra i pezzi più attesi dai fan. Peccato, ma forse il contesto si prestava poco alla cosa, non aver potuto godere delle note di One Last Time, per lo scriba il capolavoro degli Axton

Cambio di palco veloce ed ecco palesarsi Gerrit P. Mutz e soci, paladini dell’HM senza fronzoli, straclassico, deprivato da qualsivoglia impurità e ortodosso all’ennesima potenza. Di fronte alle prime file pregne di defender ultras la compagine di Ludwigsburg picchia duro e veloce forte di un album che spacca come l’ultimo Heavy Metal Sacrifice. Pochissime le variazioni di sorta, la ricetta è supercollaudata: Acciaio, Acciaio e ancora Acciaio! Ed è quello che la gente vuole e pretende dai Sacred Steel. Un’ora e rotti di bombardamento sonoro portato avanti da un gruppo dal credo infrangibile. Pezzi che paiono sempre più degli inni uno dietro l’altro, senza redenzione alcuna: Heavy Metal Sacrifice, Battle Angel, Sacred Bloody Steel, No God No Religion, Metal is War, fra gli altri. Climax raggiunto durante l’esecuzione di Wargods of Metal seguita dalla cover di Battle Cry degli Omen per poi chiudere baracca e burattini sulle note di Heavy Metal ‘Till the End.       

 

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Sacred Steel

 

Alla fine, da buoni tedesconi alla buona – gioco di parole voluto… - piena disponibilità da parte della band per strette di mano, foto, autografi o semplicemente due chiacchiere. L’heavy metal è musica viscerale, chi sale su di un palco con uno strumento in mano è uno che la sera prima stava di fronte ad un altro palco a sgolarsi per chi suonava. La magia dell’HM è questa, peste colga chi la infrange regolarmente sapendo di farlo!       

Loud and Proud Night: una notte da incorniciare e appuntarsi nella memoria con piacere: bella gente, bel posto, bel clima, scazzo alla tedesca il giusto… Pogo improbabile praticato anche da simpatici personaggi a prima vista improbabili pure loro, a significare un ottimo clima di comunanza metallica che non sempre si riesce a realizzare.  Complimenti quindi a chi si è sbattuto per allestire la kermesse (Noisy Hours, Piddu Promotion & Co. insieme con lo staff del Circolo del libero Pensiero e l’Associazione Risuono) e chi ha fortemente voluto una notte celebrativa di questa portata (Gli uomini di Loud and Proud: Luca Bernasconi, Sandro Buti e Massimo Incerti Guidotti). Appuntamento per l’anno prossimo. A seguire la gallery fotografica delle due band. 

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

AXTON:

 

 

SACRED STEEL: