Recensione libro: 100 Grandi Rock Ballad selezionate da Marco Garavelli

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Recensione libro: 100 Grandi Rock Ballad selezionate da Marco Garavelli

100 Grandi Rock Ballad selezionate da Marco Garavelli

di Luca Fassina

I Tifoni 12

164 pagine - copertine a colori - 15x21

ISBN 978-88-96131-99-2

Prezzo: €18.00

Tsunami Edizioni

 

100 Grandi Rock Ballad, contrariamente a quanto si possa pensare, non è un libro di sole recensioni. Addirittura in alcuni casi il pezzo analizzato è la scusa per far decollare un discorso più ampio. Le parole a ruota libera che costituiscono le 164 pagine del volume sono quelle di Marco Garavelli, “il deejay” per antonomasia del mondo hard’n’heavy italiano [qui sua intervista su queste stesse pagine del 2005], colui il quale ha fatto sognare ed ascoltare generazioni di appassionati grazie a quel programma mitico che resterà per sempre Linea Rock. Luca Fassina, altra vecchia triglia delle cronache dure, è stato bravo a far vuotare il sacco a Garavelli, andando a scavare oltre le solite dichiarazioni buoniste “da intervista” rilasciate dai vari interlocutori in occasione dei molteplici incontri che il nostro ha avuto con gli artisti coinvolti nel lavoro griffato Tsunami Edizioni.

I veri protagonisti del libro non sono, però, i vari musicisti e le band né tantomeno le canzoni che ne hanno ispirato il titolo. Il leit motif di 100 Rock Ballad sono gli aneddoti, per lo più raccolti dallo stesso Garavelli in sede di incontro, negli studi delle radio che hanno goduto della sua presenza fissa e di quella dei vari ospiti spesso lì per promuovere sé stessi, un disco o un concerto. Le altre chicche provengono da storie di vita vissuta, confronti con colleghi di alto rango e dichiarazioni a microfoni spenti. Questa è la vera forza del libro Tsunami, capace di spingere la lettura pagina dopo pagina mettendo al muro sin dalle prime facciate lo sbadiglio facile che sorgerebbe spontaneo nel momento in cui ci si dovesse imbattere in una sterile serie di recensioni, seppur ben fatte, s’intende.                   

La prefazione di Rudolf Schenker degli Scorpions, uno che miele in salsa rock se ne intende, dà il via a una rassegna che passa dalle obbligatorie “Wind of Change”, “Stairway to Heaven”, “Dream On” e “Is this Love” a pezzi meno altisonanti quali “One More Fucking Time” dei Motörhead piuttosto che “Things Ain’t Like they Used to Be” interpretata dall’accoppiata Billy Sheehan/Glenn Hughes. Non mancano poi le ballad per antonomasia per lo scrivente, brani capolavoro ed evergreen incredibili rispondenti ai nomi di “Don’t Know What You Got (Till it’s Gone)” dei Cinderella e “I Want to Know What Love is” dei Foreigner. Peccato non trovare nessuna canzone legata a band italiane fra la centuria selezionata da Marco Garavelli, “Home Again” dei Revenge così come “Easy Way to Love” dei Vanadium, solo per citarne due, ci sarebbero state a fagiuolo, nello stesso tempo si nota la mancanza dei Pretty Maids.

Mi immagino però che Garavelli sia partito da un monte-ballad ideale dalle proporzioni mostruose, per poi arrivare faticosamente a duecento ed infine, obtorto collo, sfrondando sanguinosamente parecchio, alla metà selezionate per il libro. Da che mondo è mondo i libri con le “100 migliori…” sono destinati per definizione a far discutere, così come le convocazioni della Nazionale, più per le omissioni che per le presenze “fra i 22”, ops… 100!

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

          

 100 ROCK BALLAD GARAVELLI