Recensione libro: I Dieci Comandamenti

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Recensione libro: I Dieci Comandamenti

“Q”

I Dieci Comandamenti

I Precetti delle Rockstar per Migliorarti la Vita

 

Le Tormente 12

 208 pagine - 16x23

ISBN 978-88-94859-19-5

19,00 Euro

Tsunami Edizioni

 

A voler fare i duri e puri, dal libro “Q” I Dieci Comandamenti – I Precetti delle Rockstar per Migliorarti la Vita licenziato recentemente da Tsunami Edizioni e tradotto da Stefania Renzetti (Titolo dell'opera originale, The 10 Commandments - The Rock Star's Guide to Life) si dovrebbero leggere con la dovuta attenzione le “perle” fornite da gente come John Lydon, Alice Cooper, Pete Townshend, Henry Rollins, Iggy Pop, ovviamente Lars Ulrich, Dave Grohl, Eddie Vedder e buttare alle ortiche tutto quanto invece profferito dalle varie orde di rapper coinvolti, tanto per citare una categoria a caso di quelle “fuori” dal recinto - seppur un po’ allargato come esemplificato sopra - dell’hard rock e dell’heavy metal.

Orbene, al di là di come la si possa pensare e dal numero degli steccati mentali che affiorano nel cervello di tutti coloro che coltivano attivamente la propria passione musicale, sarebbe davvero un delitto applicare siffatte rigide categorizzazioni a un lavoro che alla fine raccoglie dei pensieri figli di esperienze di vita. Che possono per definizione essere interessanti indipendentemente dal genere trattato.

Puntualizzato questo, di chicche “Q” I Dieci Comandamenti – I Precetti delle Rockstar per Migliorarti la Vita ne elargisce a gogò, che è poi quello che conta, in questi casi. 208 pagine con nessuna foto, solo dichiarazioni sparate una dopo l’altra senza alcuna concessione al trombonismo che è sempre in agguato in operazioni di questa portata. Un esempio di giornalismo musicale dal taglio anglosassone bello e buono, insomma. Asciutto, che punta al sodo senza quel tocco cerimonioso che noi latini sappiamo distillare al meglio, quando vogliamo. Un lavoro sentenzioso senza paura di esserlo! Basti leggere le dichiarazioni del direttore di “Q”, Ted Kessler, rivista musicale e di costume nata nel 1986 e ancora oggi fra le più in vista e vendute al mondo, di fatto il deus ex machina dell’operazione.

«Tutte le cose belle della vita mi sono state consigliate dai miei eroi musicali. Nessuno ha avuto su di me lo stesso impatto delle rockstar. Sono sempre stato attratto dai metodi che possono trasmettere efficacemente ai lettori le lezioni imparate dalle rockstar, e I DIECI COMANDAMENTI, una rubrica che la rivista Q ha pubblicato per quasi un decennio, in cui le star di un vasto spettro musicale e generazionale propongono le loro lezioni di vita, è senza dubbio il metodo più godibile e profondo.

I DIECI COMANDAMENTI è pieno di interviste, alcune nuovissime e altre tra le nostre preferite di sempre. Sono tutte profondamente illuminanti. Vi consiglio di tenere la vostra copia a portata di mano anche dopo averla letta, per quei momenti in cui la noia o i dubbi vi attanagliano. Vi aiuterà a risolvere le crisi, vi darà ispirazione. Mettetela anche su uno scaffale basso, se possibile. Non si può mai sapere quando i bambini che girano per casa avranno bisogno di farsi cambiare in meglio la vita».

Esilarante, ancorché sfidante, l’introduzione del libro a opera dello stesso Kessler, che incensa I Dieci Comandamenti a mo’ di guida per la vita, consigliando di tenere il volume sempre a portata di mano. Da come lo scrive e dai toni che usa – privi dell’obbligatoria ironia - pare ci creda per davvero! Sia mai per spingere qualsivoglia lettore all’acquisto di “Q” che ogni mese, in edicola, sforna “nuovi” comandamenti?

Sorvolando sugli aspetti commerciali e di business toccati dal direttore, talmente evidenti che fanno quasi tenerezza, il tomo griffato Tsunami spunti interessanti ne declina a decine, come anticipato sopra.

“Non dimenticare mai che la cocaina è la forfora del demonio” (Dave Grohl)

“Gli infami capiscono solo la violenza” (Tricky)

“Porta sempre con te un rossetto rosso” (Charli XCX)

“Dio può aiutarti a fare del rock” (Iggy Pop)

“Dormire è una perdita di tempo” (Alice Cooper)

“Impara a dire <<capisco ogni parola che dici, brutto stronzo>> in varie lingue” (Ezra Koenig)

 

Questi i titoli di alcune delle perle di vita contenute, che poi ovviamente vengono declinate dai vari autori, fra il serio e il faceto. In conclusione, “Q” I Dieci Comandamenti possiede il giusto potenziale per sollazzarsi e magari prendere spunto da storie di rock, vere o presunte esse siano… Il che basta e avanza, per una piacevole e simpatica lettura, senza ulteriori pretese.

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti             

 

 

I DIECI COMANDAMENTI DELLE ROCKSTAR