Mike Portnoy: avrei aspettato Petrucci se avesse voluto prendere una pausa

Di Lucia Cal - 18 Settembre 2011 - 11:30
Mike Portnoy: avrei aspettato Petrucci se avesse voluto prendere una pausa

In una recente intervista rilasciata all’edizione greca di Rock Hard magazine, il batterista Mike Portnoy (ADRENALINE MOB, DREAM THEATER, AVENGED SEVENFOLD) parla nuovamente dei propri sentimenti nei confronti della band di cui è stato batterista e fondatore: i Dream Theater. Il musicista in particolare commenta alcune parole di diversi fan, secondo cui sarebbe svanita la magia che caratterizzava il sound della band:

Ho sempre pensato che gli elementi e le personalità più forti dei Dream Theater fossimo io e John Petrucci. E nei primi tempi, Kevin Moore (il precedente tastierista dei Dream Theater), contribuiva in grande, grandissima parte a quell’alchimia, del resto successivamente, negli ultimi giorni, Jordan Rudess era una parte molto importante di quell’alchimia. Ma in fin dei conti eravamo sempre io e John (Petrucci). E John Myung, lui sicuramente è una persona più silenziosa, lui non è un elemento dalla presenza così forte, a causa della propria natura traquilla. Ma sicuramente, io e John Petrucci eravamo il sound, lo stile, il cuore e l’anima dei Dream Theater e penso che lo saremo per sempre. Penso che se se uno di noi due se ne vada, succeda una cosa simile a quella che successe quando Roger Waters e David Gilmour si separarono. David Gilmour ha continuato con i PINK FLOYD senza Roger Waters, ma per quanto mi riguarda, non sono mai più stati la stessa cosa. Roger Waters rappresentava una parte importante (del sound) di tutti gli album classici dei PINK FLOYD e quando ha lasciato il gruppo, ho pensato che i PINK FLOYD sembravano più la band solista di David Gilmour. Onestamente penso che se John Petrucci fosse venuto da me lo scorso anno, dicendo che gli sarebbe servita una pausa, non avrei continuato i Dream Theater senza di lui; avrei rispettato il suo desiderio di staccare e avrei messo la band da parte, aspettandolo. Quindi mi rattrista che lui non abbia fatto la stessa cosa per me, perché penso che i Dream Theater, in fin dei conti, fossero il risultato dell’alchimia esistente tra me e lui“.