Live report: Wisdom, Eluveitie e Sabaton a Milano

Di Emanuele Calderone - 8 Ottobre 2012 - 13:00
Live report: Wisdom, Eluveitie e Sabaton a Milano

Oggi l’Alcatraz ritorna ad essere tappa per i magnifici SABATON, impegnati nello “Swedish Empire Tour”, carichi del loro nuovo album “Carolus Rex” accompagnati dagli ELUVEITIE e dai WISDOM.

Live report a cura di Giacomo Cerutti.


Nel primo pomeriggio siamo solo una decina di fronte al locale, ma ora dopo ora l’affluenza aumenta gradualmente. La lunga attesa passa relativamente veloce e nel momento in cui dai tourbus scendono i membri delle band, ci si arma di digitale, biro, CD ecc. braccandoli per foto e autografi. I Wisdom si dimostrano persone molto alla mano, gentili e simpatici, gli Eluveitie, che ormai in Italia son di casa, si fermano come sempre a parlare. Pian piano si riesce ad intercettare anche i Sabaton, disponibili ma di fretta perché impegnati col soundcheck, a parte il cantante che viene letteralmente accerchiato e trattenuto fino all’ultimo autografo.
Finalmente si aprono i cancelli!  L’Alcatraz è ancora semivuoto ma nell’aria si sente già l’emozione e la voglia di divertirsi.Appena si spengono le luci parte il coro “WISDOM WISDOM”, la band ungherese nata nel 2001, ma con all’attivo solo due album riscuote molto successo. In questo tour promuove il nuovo CD “Judas” (2011): attaccando con “Fallin’ Away From Grace” scatenano già dalle prime note il pogo. Con la potenza del loro power/metal ogni fine canzone è un caloroso applauso. Riff e assoli potenti, ma sempre abbinati a sonorità epiche accentuate dall’incalzante voce e le movenze di Gabor Nagy, che ci incita a saltare e cantare in coro. Tengono molto bene il palco interagendo col pubblico, mantenendo sempre una certa compostezza che rientra nella loro epicità. A sorpresa suonano anche “Wasted Years” degli Iron Maiden: per le sue sonorità direi che come cover è azzeccata per una band power. Nonostante l’apprezzamento dal pubblico me compreso, onestamente avrei preferito sentire un altro pezzo dei Wisdom vista la breve scaletta. Concludono la scaletta l’omonima “Wisdom” e la title track “Judas”, chiudendo davvero un’ottima performance e raccogliendo urla e applausi.


Setlist:
Fallin Away From Grace
Somewhere Alone
Live Forevermore
Heaven and Hell
Wasted Years (Iron Maiden cover)
Wisdom
Judas


Ora che il pubblico è caldo tocca agli ELUVEITIE salire sul palco: il combo svizzero ci porta una fresca ondata di folk/metal tratta dalla loro sesta fatica “Helvetios”. Le luci si abbassano e parte “Prologue”, il pubblico ascolta il superstite delle guerre galliche mentre la tensione cresce, la band fa capolino in stage, urla assordanti si alzano dalla folla molto più numerosa e compressa. Il gruppo parte con la title track dandoci una botta d’energia. La calca nelle prime file si intensifica: ad ogni canzone le melodie di violino, ghironda e flauti si intrecciano diffondendo nel locale la mistica atmosfera celtica che pervade il pubblico che applaude, canta e (dove c’è spazio) balla. Appena Merlin Sutter inizia a picchiare sulle pelli accompagnando le ritmiche pesanti di chitarre e basso, le danze si trasformano in poghi accesi dal growl di Chrigel Glanzman. Ogni canzone è una vittoria. Da segnalare “A Rose For Epona” cantata dalla bella e brava Anna Murphy, unico momento tranquillo dello show. Gli Eluveitie fanno un regalo alla folla eseguendo “Divico”, pezzo inedito tratto dalla compilation “The Early Years”, attaccando subito dopo con l’attesissima “Inis Mona” seguita da “Alesia” dove Chrigel e Anna duettano. La loro esibizione è stata eccezionale soprattutto per Chrigel, dato che, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe avuto la febbre! Peccato che l’audio, non dei migliori, sia stato penalizzante, in quanto i suoni erano un po’ impastati.


Setilist:
Prologue
Helvetios
Luxtos
Neverland
A Rose for Epona
Divico
Inis Mona
Alesia
The Uprising
Havoc
Epilogue


Giunge finalmente il momento di vedere sul palco i Sabaton! La folla è in fibrillazione e quando il buio preannuncia  l’intro “The March To War”, urla assordanti accolgono la band che sale on stage. Quando i Sabaton irrompono sul palco con “Ghost Division” , si alza un boato e dal fondo del locale parte una calca che schiaccia sulla transenna gli spettatori delle prime file. Cresta, Ray-Ban, giubbotto/armatura tempestata di ingranaggi, entra in scena Joakim Brodén: front-man di grande carisma, grazie alla voce fiera e aggressiva e al suo temperamento, tiene in pugno la folla, sembra di sentir cantare un generale al suo plotone per trasmettere forza e coraggio! Nonostante si tratti del tour di “Carolus Rex” la scaletta spazia su pezzi di tutti e sette gli album, eseguiti perfettamente dai i nuovi membri Chris Rörland e Thobbe Englund (chitarre) e Daniel Mÿhr (batteria), accompagnati dal sempre sorridente Pär Sundström al basso, mentre la mancanza del tastierista è tristemente risolta col playback. Ma i Sabaton non si perdono d’animo, ogni canzone è un trionfo dell’Heavy/power incentrato sul patriottismo della guerra, con parti melodiche adatte per cantare in coro, alternate a cannonate che spingono i metallari al pogo come soldati alla carica in battaglia. Ero già venuto a vederli nel precedente tour e la cosa più bella dei loro live sta nella forte sinergia, suonano e si divertono. Quanti di voi hanno visto cantanti e chitarristi prendersi a calci? Inoltre Joakim ha una straordinaria interazione col pubblico e stasera ancor di più! Mentre cantava si è avvicinato alla prima fila e prendendo una digitale scatta una foto al pubblico. Poi ha chiesto direttamente al pubblico se preferiva sentire “Into The Fire” o “Attero Dominatus” giudicando in base alle nostre urla; per la nostra gioia le hanno suonate entrambe. In seguito si prende la libertà di una “pausa birretta” che trasforma in un’impresa eclatante bevendola tutta d’un fiato in un gesto eroico; infine lateralmente al palco vede un bimbo in braccio alla mamma, gli chiede l’età e quanti concerti ha visto, dopodiché gli regala i suoi sacri Ray-Ban; questo è sapersi far amare dai fan!
Ancora una volta il carro armato SABATON ha marciato trionfante sull’Italia, colpendoci al cuore e soprattutto ai timpani! Fantastici ELUVEITIE che mantengono vivo il folclore celtico e grandissimi WISDOM, che per il potenziale dimostrato spero di rivedere da headliner.


Setlist:
The March To War
Ghost Division
Gott Mit Uns
Poltava
White Death/Talvisota
Carolus Rex
Karolinens bön
40:1
Cliffs Of Gallipoli
Midway/Uprising
The Lion From the North
The Hammer Has Fallen
Into The Fire Attero Dominatus
Art of War
Primo Victoria
Metal Crüe