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recensito martedì 18 novembre 2008 alle 00:00 da Angelo D'Acunto
Черно
 

Черно


KYPCK
2008, Century Media/Self
Doom
Voto della redazione

Cantano in russo, celebrano nel migliore dei modi la cultura della vecchia Unione Sovietica, ma provengono dalla Finlandia. Dietro a questo nuovo e interessante progetto denominato KYPCK (trasposizione in cirillico di Kursk) si celano i nomi dell'ex-Senteced Sami Lopakka e di Erkki Seppänen (già cantante della power metal band Dreamtale). La band esce alla luce nell'anno 2008, deliziandoci con Черно, un prodotto che si immerge totalmente in quella che è la cultura russa sia per quanto riguarda le tematiche affrontate, sia per i testi scritti appositamente in cirillico.

Черно è il full-length d'esordio del combo finlandese, un disco che racchiude al suo interno un sound doom forte debitore della scuola più classica del genere, fatto di ritmiche lente e suoni di chitarra cupi e ossessivi all'inverosimile. Sicuramente una proposta musicale durissima da digerire al primo impatto, ma non per questo priva di fascino. Se da una parte abbiamo una serie di brani che si adagiano su ritmiche di una lentezza quasi esasperante, dall'altra vi è un gusto melodico sopraffino che ritroviamo sulla gran parte dei refrain azzeccati e ben strutturati.
Un suono di sommergibile (il Kursk K-14) in sottofondo, appena percettibile se non ad un volume più alto, caratterizza l'intro Gidrolokator, preludio che dà il via alla lenta marcia che comincia con l'opener Rozhdestvo V Murmanske, brano dedicato a Murmansk, la disastrata città situata ai confini del circolo polare artico. Le atmosfere si fanno da subito gelide e rarefatte, l'andamento dei cinque finlandesi viene guidato egregiamente dai suoni possenti della chitarra di Lopakka e da una sezione ritmica precisa in cui spicca il basso monocorda (!) di J. T. Ylä-Rautio. In primo piano sopratutto la prestazione del singer Erkki Seppänen sia per quanto riguarda una interpretazione drammatica e che ben si amalgama con le atmosfere ricreate, sia, sopratutto, per un cantato in lingua russa con il quale si ritrova incredibilmente a proprio agio. La successiva Predatel è caratterizzata dal continuo alternarsi fra parti più lente e ragionate ed aperture più violente, senza mai tendere ad accelerare i ritmi. Nemmeno il tempo di riprendersi dagli attacchi frontali di quest'ultima che subito ci si ritrova immersi nella malinconica 1917 (highlight assoluto dell'intero lavoro), pezzo dedicato alla rivoluzione russa e dotato di un refrain brividi, melodico ed altamente emozionante. Se la pesantissima Chernaya Dyra strizza nettamente l'occhio al sound dei connazionali e ormai defunti Reverend Bizarre, la successiva Stalingrad riesce a fondere sapientemente il riffing ruvido del doom più tradizionale con l'eleganza del gothic d'alta scuola dei Paradise Lost. Un brano, quest'ultimo, dai ritmi leggermente più sostenuti e sicuramente più assimilabile rispetto a quella che è la media dell'intero disco, ma è solo un episodio isolato capace di dare un po' di respiro all'ascoltatore, prima di lasciare spazio ad una seconda parte che ben poco aggiunge a quel che è stato già detto fino ad ora, ma che comunque non abbassa il livello qualitativo dell'intero lavoro. In ogni caso, resta da citare la chiusura affidata all'ipnotica e struggente Demon, brano a dir poco emozionante, sopratutto per quanto riguarda le melodie malinconiche, che equivale ad un vero e proprio viaggio mentale verso territori sconosciuti.

A completare il tutto ci sono una produzione moderna, curata nei minimi dettagli e un artwork che ben illustra quelli che sono i contenuti racchiusi all'interno del disco. Per il resto rimane ben poco da aggiungere a quello che effettivamente è Черно; forse non tutti riusciranno a comprendere il cantato in russo e gli argomenti trattati al suo interno, ancora di meno saranno quelli che riusciranno a reggere l'ascolto di un'opera di queste dimensioni, ma chi avrà la pazienza di assimilarlo, non ne resterà sicuramente deluso.

Angelo 'KK' D'Acunto

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Tracklist:

01 Gidrolokator
02 Rozhdestvo V Murmanske
03 Predatel
04 1917
05 Chernaya Dyra
06 Stalingrad
07 Ne Prosti
08 Ocherednye
09 Odin Den Iz Zhizni Yegora Kuznetsova
10 Demon

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10 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Hellbound (18/11/2008 08:00)
0
Gran disco di doom "catchy", e affascinante (anche se non so quanto longeva) la scelta di cantare di Russia e URSS.
progInside (18/11/2008 14:50)
0
ottimo disco di un doom molto accessibile anche a non patiti della scena. nel libretto c'e' la traduzione inglese dei testi, il cantato russo è sicuramente affascinante ma sinceramente mi da un po' fastidio non riuscire a capire nulla ascoltando il cd.

tra l'altro il nome del gruppo traslitterato in alfabeto occidentale è KURSK
Hellbound (18/11/2008 21:46)
0
Ecco, parliamo del libretto. Perche' io ho dovuto rendere il CD una volta che aperto il booklet mi sono trovato le stesse 4 pagine stampate 6 volte :D
corpse_desecrator (19/11/2008 10:30)
0
sarà mio
grutle_kjellson (19/11/2008 10:35)
0
Ottima band!
In qualche giro di chitarra i Sentenced fanno capolino...
Peccato essermeli persi al Tuska :(
hansen77 (20/11/2008 10:24)
0
LO DEVO AVERE A TUTTI I COSTI PER ONORARE LA GRANDE MADRE RUSSIA
VincentBlack (21/11/2008 14:06)
0
Qui siamo di fronte a un lavoro di spessore non indifferente. L' approccio alle tematiche e la padronanza degli argomenti è di livello superiore (non dimentichiamoci che la finlandia ha un'impronta notevole di folklore di derivazione nord-caucasico). Lo stile non è certo superinnovativo ma la reinterpretazione di classici stilemi melodic-doom in questa chiave epica e drammatica è SUBLIME. Onore. Privet
opeth18 (15/12/2008 17:05)
0
Un lavoro sicuramente molto valido. Il cantato in russo mi piace parecchio.
Vittorio76 (27/12/2009 02:00)
0
Appena scoperti, da approfondire assolutamente...
Vittorio76 (22/01/2010 00:46)
0
Ho preso il CD: un progetto originale realizzato tramite un album valido e canzoni di gusto. Proposta ragguardevole.
10 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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