
Nati a Monaco nel lontano 1986 dalle menti dei due chitarristi Wolfgang Kerinnis e Stefan Gassner, i tedeschi Dreamscape sono una delle prime band ad aver cominciato a muovere i primi passi verso quel sound Progressive Metal che ha reso famosi gruppi decisamente più blasonati del calibro di Dream Theater, Fates Warning, Symphony X e simili. A circa due anni di distanza da Revoiced, album che riproponeva alcuni vecchi brani del repertorio ri-registrati per l'occasione con la nuova line up, la band tedesca approda in casa Massacre Records e ritorna sul mercato con 5th Season.
5th Season continua a seguire la stessa linea tracciata dal gruppo tedesco in tutti questi anni di onorata carriera: un sound Progressive Metal melodico che si rifà molto allo stile di gruppi del calibro di Dream Theater e Fates Warning. La produzione, curata in ogni suo minimo dettaglio, tende a mettere sopratutto in risalto gli inserimenti delle tastiere di Jan Vacik capaci di rendere il lavoro decisamente affascinante e d'alta classe. Quella che ci presentano i Dreamscape, è un'opera matura e raffinata, contenente una varietà di brani completamente diversi l'uno dall'altro, che vanno a muoversi su diversi livelli ritmici accompagnati da ritornelli orecchiabili capaci di stamparsi in mente fin dal primo ascolto senza mai risultare essere troppo scontati o addirittura pesanti. Il livello tecnico dell'intera band è nettamente alto, ma nonostante questo, il combo di Monaco decide di concentrare gran parte delle proprie forze su un songwriting maturo e d'alti livelli, il quale risulta essere il vero e proprio punto di forza dell'intera produzione. Ed è così che ci si ritrova con un'iniziale Fed Up With caratterizzata dai vari cambi di tempo dettati dall'ottimo lavoro dietro le pelli del batterista Michael Schwager, mentre la seconda traccia Borderline si lascia apprezzare particolarmente per le ritmiche coinvolgenti e sognanti e per via di un ritornello semplice che si stampa subito in mente. La lunghissima suite 5th Season, con i suoi 14 minuti circa, ci mette in mostra le ottime doti tecniche della sezione ritmica impegnata in lunghi fraseggi nella varie parti strumentali della title-track. Il resto della tracklist continua ad alternarsi fra brani più aggressivi come la dirompente Déjà Vu e la frenetica Difference; entrambe caratterizzate da un roccioso riff di matrice Heavy ad opera di un Wolfgang Kerinnis in grande spolvero, per poi lasciarsi andare ai momenti più romantici e sognanti della bellissima Somebody con il suo refrain melodico e semplice che si avvicina a standard decisamente più "commerciali". Parti sognanti e raffinate che ritroviamo anche in Phenomenon e nelle conclusive Point Zero e Farewell in cui, ancora una volta, sono le tastiere di Jan a mettersi in risalto rispetto a tutti gli altri strumenti senza in alcun modo sminuire il lavoro degli altri componenti del gruppo.
Pur non essendosi distaccati più di tanto da quelli che sono gli standard del genere, i Dreamscape continuano a percorrere imperterriti la propria strada senza badare troppo all'evoluzione del sound, ma concentrandosi sopratutto sulla qualità media delle singole tracce e su un songwriting che è riuscito a raggiungere livelli eccellenti. 5th Season non sarà di certo un capolavoro che rientrerà nella storia del Progressive Metal, ma risulta essere ugualmente un prodotto ben riuscito che si lascia apprezzare tranquillamente anche dopo svariati ascolti.
Angelo 'KK' D'Acunto
Tracklist:
01 Fed Up With
02 Borderline
03 5th Season
04 Déjà Vu
05 Somebody
06 Phenomenon
07 Different
08 Point Zero
09 Farewell
Commenti dei lettori (6)
CONSIGLIATO PER UN BEL NATALE PROGRESSIVE METAL!
Visti i cambi di line-up penso che sia plausibile pensare che vi sia nella'aria anche un cambio di stile...già evidente nei lavori successivi al sopraccitato Very.
Io terrei sott'occhio gli ex-componenti.
Bocciato!
..Vacik era un ottimo tastierista, e speriamo Bortok (il rimpiazzo della nuova line up) sia in grado di reggere: Breathing Spaces sul Revoiced rimasterizzato non ci sta mica male, anzi! Conto su di loro per un nuovo album coi fiocchi, e live non son mica male, anzi!
Tornando all'album, le canzoni che più mi han colpito sono state Deja Vu e Somebody, entrambi trascinanti e con un chorus da urlare a squarciagola: non da meno sono Point Zero e la intricata Different, con un tiro iniziale mica male. Il resto rimane comunque su buoni livelli, senza aver nemmeno un pezzo fondamentalmente troppo debole.
Consigliatissimo agli amanti della tastiera (come il sottoscritto,eheh) e a chi, in generale, cerca musica trascinante e ben suonata.
Forse perchè guardando alle recensioni di Octavarium e Systematic Chaos...mi sembra ci sia una bella incoerenza di fondo...
Accesso utenti