
La chitarra ritmica fa capolino solo un paio di volte in 44 minuti e l'atmosfera, a volte quasi romantica, creata dalle tastiere, induce l'ascoltatore a togliere il cd dal lettore, o nel migliore dei casi ad addormentarsi in un sonno profondo. Si riprende un po' di conoscenza solo quando giunge il momento di "The Last Summer", forse il miglior pezzo, un pizzico più allegro e tirato, che ai più ottimisti può perfino strappare un debole sorriso.
Conclude la lunghissima "Why?", la quale può essere definita come il giusto riepilogo di quanto ascoltato; vi si alternano discreti spunti (pochi) a momenti di totale noia (molti). Curiose le cornamuse che aprono e chiudono quest'ultimo brano.
Dopo quanto detto, comunque, va anche giustamente riconosciuto a questo ragazzo, di essere un chitarrista, nel complesso, abbastanza interessante, che potrà farsi notare al grande pubblico, se lavorerà a fondo per migliorare le sue proposte. La cosa è difficile, soprattutto per le scarse possibilità offerte dal paese d’origine ma chissà, emigrando verso lidi maggiormente favorevoli nulla appare precluso o vietato.
Sufficienza piena alla produzione.
Ad oggi, Faraz Anwar ha pubblicato un altro album, nel 2004, e nel 2009 è arrivato secondo nella classifica di "Guitar Idol" con 470 voti.
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Tracklist:
01. "Through the Passage of Time" – 12:44
02. "Maze" – 4:53
03. "Prophet" – 6:56
04. "Don't Let Your Spirit Die" – 5:30
05. "Last Summer" – 4:46
06. "Why?" – 10:28
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