Seconda prova per questo particolare progetto dell'olandese Arjen Lucassen.
Ad oggi, Actual Fantasy è l'unico album firmato Ayreon che non sia un concept e, per una strana coincidenza, è anche il più anonimo: se pur vi è immediatamente riconoscibile il sound raffinato e "spaziale" tipico di Lucassen, mancano infatti la varietà e la complessità che contraddistinguono altri dischi Ayreon, e che in fondo si vanno a cercare in un album prog metal.
In realtà il musicista stesso ammette di aver voluto realizzare canzoni con una struttura piuttosto semplice che mescolassero le tastiere anni '70-'80 in stile Kraftwerk(!) e Tangerine Dream con le chitarre metal: insomma ha deciso di rilassarsi un po'...
Ma è proprio l'energia metal che manca a quest'album, non compensata dalla presenza di melodie particolarmente memorabili, ed è emblematico che alla fine gli episodi che si distinguono maggiormente siano quelli forse meno personali, ovvero "Beyond the Last Horizon" e "Forevermore": grazie a un ritornello particolarmente orecchiabile la prima e a cullanti melodie la seconda.
Fortunatamente Arjen non ci farà aspettare molto per riconfermare le sue potenzialità compositive viste in The Final Experiment del 1995.
Per "The Stranger from Within" è stato realizzato anche l'unico video Ayreon visibile finora: un'insolita mescolanza di animazione digitale 3d e 2d che pur dando un aspetto un po' artigianale al risultato si accompagna bene ai toni psichedelici del pezzo.
Sono incerto sul voto da mettere perchè tutto sommato non è affatto un album da buttare, ottimo per fare da sottofondo ad altre attività senza attirare troppo l'attenzione su di sè..., ma lontano comunque dai livelli di altre opere dell'olandese. In questi casi è giusto essere più clementi nel giudizio (del tipo: "ok, questo è un mezzo passo falso, ma non si può dimenticare quello che ha fatto e farà in seguito" oppure "se quest'album fosse nato da un gruppo esordiente, sarebbe stato osannato!") o più drastici (sullo stile: "no, non ci siamo proprio, questo non è accettabile da uno che ha composto capolavori come... ")?
In questo caso ho optato per la seconda ipotesi.
Actual Fantasy (1996)
1. Actual Fantasy (1.33)
2. Abbey of Synn (9.34)
3. The Stranger from Within (7.40)
4. Computer Eyes (7.27)
5. Beyond the Last Horizon (5.33)
6. Farside of the World (6.20)
7. Back on Planet Earth (7.01)
8. Forevermore (6.07)
9. The Dawn of Man (7.32)
Commenti dei lettori (3)
dopo ke lo avro ascoltato altre tre o quattro volte dirò la mia
Se un musicista viene battezzato come progster, una sua uscita non esattamente linea con la "sua etichetta" (sia essa pertinente o meno) viene vista come un mezzo passo falso... ma questo è tipico di un fan che si sente tradito (evidentemente perché troppo abitudinario nei gusti), non di un recensore. Un recensore dovrebbe valutare la musica che sta ascoltando sensa pregiudizi, e poi dopo fare confronti e paragoni, ma come contorno e senza che ciò sia decisivo per il giudizio. Impossibile? Può darsi, se qualcosa non piace non piace, e allora spetta anche a chi dissente dare un giudizio diverso, emotivamente più coinvolto del recensore (che almeno nei confronti degli Ayreon mi pare proprio freddino) senza essere fanatico.
Per me questo Actual Fantasy è un bel lavoro.
Quando penso al progressive non penso per primo a quest'album, eppure, pur apprezzando l'originalità e la complessità del genere (che qui si trova effettivamente solo a tratti), ritengo Actual Fantasy evocativo e complessivamente ben riuscito, a partire proprio da pezzi relativamente facili (ma nient'affatto banali) come "Computer eyes" e la bellissima "Back on Planet Earth"...
Come prima cosa il fatto che non sia un concept toglie qualcosa a questo platter, anche se non è un difetto, anzi... la produzione omogenea conferisce nonostante tutto una buona continuità all'album, che appare subito caratterizzato dalla presenza (a volte quasi invasiva) di un lavoro spaziale dietro al mixer (marchio di fabbrica di Lucassen, ma in questo caso portato troppo all'estremo a mio avviso).
Andando ad esaminare track by track il platter devo dire che:
_Intro affascinante (con la voce infantile che scandisce il titolo del full-length) e con un raffinato inserto di flauto che dà anche quel tocco di personalità che no guasta mai;
_la vera e propria opener Abbey Of Sinn forse non è in grado di far decollare il disco, ma lasciatemelo dire, l'attacco verso il min. 2:32 è piacevolmente frizzante, così come il solo di tastiera verso il min.7:00. Forse un po' eccessivo e spiazzante l'outro con rintocchi di campane distorti e al limite del psichedelico;
_la seguente Stranger From Within è forse la track meglio rappresentative di questa seconda fatica di Lucassen; ritmo cadenzato e altalenante, voci filtrate e una miriade di tastiere/synths/hammond;
_Computer Eyes è un brano interessante, con mille sfaccettature, ma il pianissimo iniziale non giunge mai ad un vero e proprio crescendo sonoro se non verso la conclusione del pezzo, quando Arjen duella con la solita tastiera "spaziale" (passatemi il termine :=) intrecciando unisoni spettacolari, ma forse un po' troppo fini a se stessi;
_la successiva Beyond the Last Horizon è invece validissima, con un azzeccatissimo refrain che definire orecchiabile sarebbe riduttivo;
_d'altro canto, però, Far side of the World risulta anonima e purtoppo non raggiunge la sufficienza, neanche grazie alle trovate chitarristiche di Arjen.
Stesso discorso vale anche per Back On Planet Earth (la più metal del combo), se escludiamo tuttavia il buon attacco di Lucassen verso il min.0:54 (con tanto di bending trash);
_Forevermore si fa ascoltare anche considerati gl'inserti di violino (ovviamenti sintetizzati), ma in sè la track non aggiunge niente di nuovo all'album, che si chiude con The Dawn Of Man, brano anch'esso anonimo, ma con un buon finale che richiama la voce di bambino che apre il full-length.
In definitica cos'altro aggiungere se non che questo Actual Fantasy poteva essere curato maggiormente e forse essere un capolavoro?
Non è da Lucassen comporre nove tracce (ciascuna di circa sette minuti) le quali presentano così poche chitarre elettriche e per giunta solo dalla metà in poi della loro durata effettiva.
Non mezzo passo falso, ma solo una sbandata temporanea lungo il cammino musicale del mitico mastermind olandese.
P.S. tengo a ricordare che comunque pochi anni dopo verrà pubblicato l'ottimo Into The Electric Castle, album migliore sotto tutti i punti di vista, forse anche data la presenza di molti più guests musicians rispetto a quelli chiamati in causa in questo Actual Fantasy.
P.P.S. artwork inguardabile (ma è il solo che oso definire in questo modo fra quelli che sono legati alla discografia degli Ayreon).
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