
Gli Europe non ne vogliono proprio sapere di adagiarsi su quanto fatto in precedenza.
La loro carriera discografica non conosce ripetizioni: ad ogni uscita corrisponde una sorpresa per gli estimatori della band svedese.
Dall'heavy degli esordi all'hard'n'heavy moderno degli ultimi dischi, passando per il rock melodico di centro carriera, i nostri si sono sempre rimessi in discussione, evitando di ripetersi ma riuscendo, dote molto rara, a conservare uno stile proprio ed inimitabile.
Questo primo live ufficiale contiene la registrazione del concerto semiacustico tenutosi al teatro Nalen di Stoccolma il 26 Gennaio 2008, trasmesso in diretta via web sul sito web della band.
L'inizio è affidato a ”Got To Have Faith”, opener di Start From The Dark, disco che ha segnato la reunion del combo svedese nel 2004 con il gradito rientro in formazione di John Norum.
Non c'è bisogno di far passare molto tempo nell'ascolto, per scoprire che i mattatori della serata saranno Joey Tempest e lo stesso Norum.
Si prosegue con due brani dall'ultimo Secret Society: ”Forever Travelling” e ”Devil Sings The Blues”, con un assolo di chitarra assolutamente degno di nota in quest'ultima.
La formazione è in serata di grazia ed il pubblico non può che gradire prestazione ed atmosfera.
Si giunge così, dopo essere entrati nel mood adatto, alla prima cover della serata (alla fine se ne conteranno quattro): l'arcinota ”Wish You Were Here” dei Pink Floyd.
La performance è impeccabile, ma risulta nel contempo poco personale, avendo evidentemente i nostri più a cuore la cura dell'esecuzione che la voglia di regalare qualcosa di proprio all'arrangiamento del pezzo. Per chi scrive risulterà la riproposizione meno interessante della serata tra i brani altrui.
Arriva il momento di ”Dreamer”, brano toccante e uno dei tanti higlight della carriera dei cinque di Stoccolma. Joey dimostra una volta di più di avere, oltre ad una splendida voce, una capacità d'interpretazione fuori dal comune; impossibile non gradire.
Il concerto non conosce soste, e si giunge ormai completamente avvolti nella calda atmosfera venutasi a creare alla seconda cover: ”Love To Love” degli UFO di Michael Schenker.
La canzone, nonostante i 33 anni di vita, conserva intatto il fascino che risulta difficile non tributarle, e finalmente porta in primo piano il quartetto d'archi che, eccezionalmente per la serata, accompagna la band (anche se, a dire il vero, si era già fatto apprezzare nel secondo brano ”Forever Travelling”).
Proprio agli archi viene riservato un ruolo importante nell'esecuzione di uno dei cavalli di battaglia dei nostri: nella successiva ”The Final Countdown” è affidato proprio al quartetto, il riff inconfondibile che ha fatto la fortuna (commercialmente parlando) dei cinque. L'arrangiamento è ad hoc, ma il brano perde (com'è logico attendersi) gran parte della carica che lo contraddistingue, e, a modesto parere di chi scrive, è una delle esecuzioni meno interessanti della serata.
Molto coinvolgente la successiva ”Yesterday's News”, brano compreso nella raccolta Rock The Night del 2004, che ci introduce alla terza cover. Questa volta è il turno di ”Since I've Been Loving You” dei Led Zeppelin.
Se da un lato la voce di Tempest non sembra adattarsi completamente al pezzo (nonostante la solita verve interpretativa), dall'altro Norum ci regala tutta la sua vena rock blues, lanciandosi in un assolo da applausi a scena aperta.
Giungiamo così ad un intermezzo dedicato al compianto Phil Lynott; l'omaggio si articola in due parti, iniziando con ”Hero”, tratta dalla penultima uscita discografia degli svedesi e proprio al rocker irlandese dedicato, per continuare e concludere con Suicide dei Thin Lizzy, band capitanata dallo stesso Lynott.
La serata continua a regalare sorprese: è il turno infatti di ”Memories”, pezzo che chiude l'omonimo disco d'esordio datato 1983. L'arrangiamento per l'occasione risulta azzeccato ed il pubblico gradisce.
Il finale è affidato alle inossidabili ”Superstitious” e ”Rock The Night”, come sempre coinvolgenti ed apprezzate, anche nella rilettura semiacustica.
Tempest sembra non reggere granchè il finale, ma da grande frontman qual è, nel momento in cui la voce sembra andarsene, sfodera tutto il suo carisma per concludere una serata trionfale.
Finita la musica rimangono alcune considerazioni da fare: ancora una volta viene snobbato dai cinque Prisoners In Paradise, dal quale non viene estratto neanche un pezzo. E' un peccato che Norum non gradisca il platter in questione, e forse farebbe bene a pensare che i fan del gruppo non lo considerano così poco come fa lui. Pazienza.
Altro appunto: possibile che per un'occasione come questa si sia deciso di estromettere dalla scaletta ”Carrie” (tra l'altro già molte volte proposta in chiave acustica dal vivo)? Rimane il dubbio che la scelta sia stata più dettata dalla voglia di stupire che dallo spirito artistico tout court, dal momento che, il brano in questione, non manca mai in sede live. Lascia perplessi ad ogni modo, il fatto che nel primo live ufficiale della band non ci sia uno dei pezzi che più contraddistingue il gruppo e che tanta notorietà ha contribuito a fornire alla band alla fine degli anni '90.
Concludo sottolineando la capacità degli Europe tutti (ottime prestazioni anche di Michaeli, Levén e Haugland) di essere riusciti nel creare un'atmosfera magica che da questa registrazione traspare appieno, lasciando all'ascoltatore pochi dubbi sulla bontà del risultato ed un pizzico d'invidia nei confronti di chi c'era.
Commenti dei lettori (13)
Wish u were here è ben eseguita ma assolutamente impersonale...Carrie e girl from lebanon sarebbero state ben gradite con arrangiamento barocco degli archi
Ho trovato Since I've Been Lovin' You assolutamente da brividi grazie alla personalissima re interpretazione di Joey Tempest e a un John Norum da favola per feeling e classe e ho trovato assolutamente azzeccata la scelta della scaletta, compresa l'estromissione dell'abusatissima Carrie (già fatta in acustico sul Live From The Dark) e se devo trovare una canzone "mancante" che mi sarebbe piaciuto sentire riarrangiata in acustico dico America. Copertina minimale ed elegantissima, perfettamente a tono con l'atmosfera dell'esibizione e il contenuto dell'album.
Consigliato atutti gli amanti della buona musica!
Divertente.
Ben suonato.
Ma... di unplugged non ha poi molto visto che diversi brani sono suonati con una massiccia dose di chitarra distorta.
Unica pecca aver fatto pochi pezzi loro....potevano arrivare a una ventina con 5 pezzi presi dai vari album..."Open Your Heart"oppure "i'll cry for you" e "Tomorrow"
sarebbero state gradite....e magari anche una "Scream of Anger"....per dare quel quid in più:)
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