
È cambiato qualcosa anche per gli Hate: "Chi?" diranno molti. Gli Hate sono un gruppo polacco - peraltro sulle scene da un bel quindicennio - che l'anno scorso ha creato quel gioiellino di Awakening Of The Liar, disco che, in pieno stile "polacco", com'è ovvio vista la loro provenienza, fondeva certo brutal alla Deicide al death metal di estrazione più classica in un lotto di canzoni di grande impatto.
Anaclasis li vede trasformati in trio, dopo l'abbandono di un chitarrista, e porta una ventata di modernismo al loro sound: gli influssi industrial si sono fatti pesanti non solo nei canonici campionamenti, comunque presenti in quantità, ma anche nella ripetitività dei riff, semplificati a volte sino all'osso e riproposti in modo ossessivo. Una scelta che inizialmente spiazza, va detto, ma che conquista una volta entrati nell'ottica dei "nuovi" Hate: gruppo che guarda al futuro contando su un solido passato, su una grande esperienza e sull'ispirazione che permette loro di scrivere brani come Necropolis, mirabile mix di death e black metal deformato dall'industrial, o la diretta Razorblade, quasi cantabile nel ripetersi della strofa.
Il limite del loro modo di suonare può essere individuato in certa ripetitività che spesso li coglie, e che in ‘Anaclasis’ si è fatta sistematica (o quasi), forse proprio per assecondare le voglie industriali di Adam The First Sinner e compagni: ma l'esperienza supplisce ai difetti, aiutandoli a variare i pezzi quanto basta ad essere coinvolgenti e col giusto impatto. Non hanno ancora creato il loro album definitivo, ma lasciarli nell'oblio un'altra volta sarebbe un errore enorme: da riscoprire, finalmente, con Anaclasis.
Alberto 'Hellbound' Fittarelli
Tracklist:
1. Anaclasis
2. Necropolis
3. Hex
4. Malediction
5. Euphoria Of The New Breed
6. Empire Of Dirt
7. Immortality
8. Fountains Of Blood To Reach Heaven
Commenti dei lettori (8)
...sperèm!
questo sicuramente lo comprerò...speriamo bene.....
stay brutal
ilp rcedento non riesco ancora a smetter di ascoltarlo e questo è pazzesco.... si lascia spiazzati però ,alla hellbound, una volta entrati dentro l'album è facile intuirne la compattezza!
da ascoltare, una delle migliori bands polacche.
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