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recensito mercoledì 09 gennaio 2008 alle 00:00 da Alberto Fittarelli
Apocalyptic Syndrome
 

Apocalyptic Syndrome


Darkmoon
2007, CCP/Roadrunner
Death
Voto della redazione

Il death metal melodico è un genere decisamente abusato, come abusato è il termine "death" nel suo nome, molto spesso; e, ultimamente, è stato anche stuprato dalle miriadi di cosiddette band "metalcore", parola altrimenti riservata a definire commistioni ben più sincere, in cui l'hardcore influiva pesantemente. Ma è successo, talvolta, che il death melodico si spostasse dal solito abbinamento Dark Tranquillity/In Flames/ Soilwork per dare vita a qualcosa di più viscerale, sentito e personale. Succedeva per esempio coi sottovalutatissimi Construcdead di Repent, ormai cinque annetti fa, quando alla melodia andava a fare da fondamenta un pesantissimo strato death metal, ricco di idee, poi persesi negli anni successivi nell'impellente desiderio di uniformarsi alla massa melodic-ruffiana: in sostanza, un suicidio artistico.

Gli svizzeri Darkmoon però sembrano fotografare proprio quel periodo degli svedesi di cui sopra: ne riprendono a grandi linee il sound, anche se non con gli stessi eccellenti risultati, ma sapendo comunque rendere il loro Apocalyptic Syndrome un disco interessante e degno di ascolto. La base è un death metal europeo, quindi quadrato e tutto sommato semplice, ma reso catchy sia da ritmiche spessissimo cadenzate, sia dalle melodie che si insinuano nei loro riff. Il punto vincente, probabilmente, è la scelta di usare un timbro vocale più death metal tout-court che emo/core/melodic/quello che vi pare: il cantato non basta però ovviamente a reggere da solo un intero album, ma in questo caso contribuisce a rendere sicuramente più gradevoli pezzi che, altrimenti, rischierebbero di perdersi in frettissima l'oblio.

Il vero problema è che strutture così semplici, senza picchi particolari di qualità, l'oblio lo rischiano comunque: ci sono sì pezzi accattivanti, come la title-track, la terza The hate still burns, la successiva Caravan of the dead, o il tentativo black svedese di Black domain, ma tutto si perde nello spunto iniziale, nella scelta di una soluzione sonora non sviluppata a dovere, troppo immatura per sopravvivere alle avversità del mercato metal odierno, oceano in piena capace di sommergere in fretta un disco quasi inerme, come questo.

Siamo quindi alla fatidica frase "Avrebbero potuto... se fossero usciti anni fa", di cui troppe, troppe band oggi non si rendono conto: non basta più suonare bene, produrre bene, proporre un artwork digitale, far uscire il disco. Oggi bisogna spaccare, a tutti i costi, o ci si perde.

Questo fanno i Darkmoon, nonostante le indubbie qualità: soccombono al mostro, dicono la loro con voce flebile e scivolano via, verso una carriera futura dai molti dubbi.

Alberto Fittarelli


Tracklist:

1. Apocalyptic syndrome
2. My misery
3. The hate still burns
4. Caravan of the dead
5. Black domain
6. I am the end
7. Falling down
8. Human plague
9. I will be the last
10. Before the storm

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1 commento - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
thermonuclearwarrior (09/01/2008 21:08)
0
Se volete veramente ascoltare un gruppo che spacca nel death melodico odierno vi consiglio i Burden Of Grief o i più melodici (e ahimé defunti) Divine Souls..davvero due belle bands.
1 commento - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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