Accesso utenti

Nome utente:
Password:
recensito giovedì 26 agosto 2004 alle 00:00 da Filippo Benedetto
Back for the attack
 

Back for the attack


Dokken
1987, Elektra
Heavy
Voto della redazione

Il 1987 per i Dokken, storica band hard'n'heavy, fu decisamente un anno fortunato sia per quanto riguarda la rendita di successo che per quanto concerne la creatività musicale. Già con "Under lock and key" la band aveva riscosso notevoli consensi sia a livello di critica che nei responsi dell'audience hard rock- metal del periodo. Forti di questo successo i nostri nel 1987 bissarono e consolidarono la loro fama con la produzione dell'ormai storico "Back for the attack". Quest'album, che vede all'opera la stessa line up del precedente platter, può essere considerato un capitolo particolare della discografia del combo mostrando un gruppo in gran forma eseguire songs di forte impatto, in alcuni frangenti anche più "heavy oriented", ma sempre elaborate con la ben collaudata miscela di potenza e melodia in un mix davvero coinvolgente. Corredato da una sontuosa front cover, l'album in questione divenne nel giro di poco tempo dalla sua uscita "disco di platino" permettendo al combo di partecipare alla storica kermesse hard'n'heavy "Monsters of Rock". Andiamo, dunque, ad analizzare nel dettaglio "Back for the attack".

Il disco mostra fin dalle prime note un'attitudine compositiva ed esecutiva decisamente più heavy, a partire dalla potente e diretta opener "Kiss of Death". Il riff d'apertura, coinvolgente nel suo incedere incalzante, cattura subito l'attenzione dell'ascoltatore conquistandone il cuore soprattutto nello splendido refrain dove Don Dokken da un'ottima prova delle sue doti vocali. Menzione particolare non può essere fatta per il pregevole lavoro alla chitarre di George Lynch, che si lancia in un assolo davvero fulminante. Proseguendo con "Prisoner" notiamo qui un rallentamento delle ritmiche e una maggiore concentrazione del combo su temi musicali già ben collaudati dal combo, donando all'ascoltatore poco più di quattro minuti di elegante "hard'n'heavy" impreziosito da un bel refrain e soprattutto da un assolo melodico e per certi versi quasi struggente. Maggiore accento su riffs tipicamente hard rock viene dato nella terza traccia, "Night by night", dove il lavoro alle chitarre del buon Lynch viene sostenuto a dover da una sezione ritmica "pomposa" al punto giusto. Ovviamente anche in questa track i solos sono tutti ben costruiti e compattano il sound del pezzo nel suo complesso. Un riff "pizzicato" (tanto da ricordare vagamente gli acdc dei bei tempi) ci introduce all'ascolto di "Standing in the shadows", altro brano dove il drumming gioca un ruolo non indifferente insieme alle chitarre, che costruiscono solidi ed efficaci riffs sui quali la voce di Don ha il pregio di stendere vocals più graffianti. Particolare song risulta essere "Heaven Sent", brano che vede alternarsi momenti più morbidi e abrasivi a parti in cui la band irrigidisce il sound dando luogo a linee melodiche non prive di accenti drammatici. A dare ulteriore "pathos" al tutto contribuisce Lynch che aggiunge, con un pregevole assolo, una certa "teatralità" al tutto. Giunti alla sesta traccia ci troviamo, a modesto parere del sottoscritto, di fronte alla vera gemma dell'album: trattasi della strumentale "Mr Scary". La composizione è perfetta sotto tutti i punti di vista: arrangiamento, tecnica strumentale, originalità compositiva. Il tema fondamentale di questa instrumental song è molto "heavy" trascinando l'ascoltatore in un susseguirsi di riffs davvero uno più bello , potente e coinvolgente dell'altro! Qui c'è la prova definitiva, in estrema sintesi, dell'importanza di George Lynch nel dare un marchio inconfondibile al sound della band ( con tutto il dispiacere per il brutto modo in cui, in seguito, ha lasciato la band, aggiungo io). Proseguendo, "So many tears" risalta in tutta evidenza l'anima "melodic rock" del combo, dando in pasto all'ascoltatore quasi cinque minuti di grazia ed eleganza sia a livello di arrangiamenti che per quanto concerne la prestazione di ognuno dei membri del gruppo. Frizzante risulta essere "Burning like a flame", grazie ad un brioso, ma sempre corposo, riffing che trova una risolutiva (e riuscita, aggiungo io) apertura melodica nel bel refrain. Da notare in particolare la prova vocale di Don Dokken, pulito nella tecnica e perfettamente a suo agio. La nona "Lost behind the wall" è una song impostata ai classici canoni hard rock, tanto da far balzare alla mente, ascoltando la voce di Don Dokken in alcuni passaggi, allo storico cantante degli Scorpions (Klaus Meine). Comunque sia qui troviamo grande maestria nel mixare riffs potenti ad altri di più melodico impatto. "Stop fighing love" viene introdotta da un liveve ed abrasivo arpeggio acustico, al quale subito segue un riffing roccioso e accattivante. Grande, in questo episodio, la capacità della band di calibrare il sound ora privilegiando momenti di più diretto impatto ora concentrandosi più sull'armonia (come bene viene eseguito il refrain principale….!). Il tocco di classe, come se non bastasse, lo mette ancora Lynch con un assolo che si innesta molto opportunamente lungo le linee portanti del brano. Riffs sontuosi ed incalzanti danno il via a "Cry of the Gypsy", brano di grande impatto dove la band al completo regala all'ascoltatore un grande episodio di "hard'n'heavy" d'altri tempi. Chiude in bellezza l'album, dopo la sontuosità del riffing di "Sleepless Nights", la splendida "Dream Warriors", brano che venne inserito nella soundtrack dell'horror film "Nightmare on elm street III" (uscito proprio nel 1987). Non poteva chiudersi in modo migliore questo disco, con tutti gli ingredienti giusti che hanno reso famosa la band americana: classe, grinta e una punta di malinconica vena melodica che in ogni loro composizione ha sempre saputo colpire dritto al cuore di ogni buon hard rocker.

"Back for the attack", in conclusione, può essere considerato il disco della maturità del combo americano. Non averlo nella propria discografia sarebbe davvero una imperdonabile lacuna per ogni amante del hard rock e dell'heavy metal made in '80s.

Tracklist:

1. Kiss Of Death
2. Prisoner
3. Night By Night
4. Standing In The Shadows
5. Heaven Sent
6. Mr. Scary
7. So Many Tears
8. Burning Like A Flame
9. Lost Behind The Wall
10. Stop Fighting Love
11. Cry Of The Gypsy
12. Sleepless Nights
13. Dream Warriors

Line Up:

Mick Brown drums, backing vocals
George Lynch guitars
Don Dokken lead vocals
Jeff Pilson bass, backing vocals

Aggiungi un tuo commento
40 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2
Abbadon (26/08/2004 14:39)
0
io preferisco under lock and key. Cmq è un gran bell'album pure questo :)
juliushark (26/08/2004 15:02)
0
Un disco a cui sono molto legato, ci sono cresciuto con queste canzoni, bravo Filippo
Loud65 (26/08/2004 16:55)
0
HEAVY METAL all'ennesima potenza. Caro recensore, dall'alto (ahimè) dei miei anni posso affermare che questo è il più grande disco mai partorito da quel fesso di Don Dokken.
Heavy metal puro e semplice...di classe ovviamente!
Loud65 (26/08/2004 17:17)
0
Ah, cmq ritengo Filippo uno dei migliori writer qui! Ho letto ora anche la bellissima review di Under!
Ma il capolavoro è questo qui!
blackwizard69 (26/08/2004 19:28)
0
Anch'io, come juliushark, sono stato tirato su, negli anni '80, a pane e Dokken, per cui sono "sentimentalmente" legato a questo album. Ma similmente ad Abbadon, ritengo che il vero "gioiello" dei Dokken sia Under Lock and Key. Grande recensione Filippo!
blackwizard69 (26/08/2004 19:36)
0
A proposito, non conosco l'età di Abbadon, ma data l'età media dei rimanenti elementi qui presenti, propongo la fondazione di un Truemetal Club "Over 30s"!!! Caro Loud65, come vedi sei in buona compagnia!
Abbadon (26/08/2004 23:11)
0
io ho poco più di 21 anni :)
norum (27/08/2004 01:38)
0
Un capolavoro nel suo genere e pure in generale. L'ho consumato a forza di ascoltarlo... kiss of death, standing in the shadows, heaven sent, mr scary, dream warriors... un Lynch ineguagliabile riesce a far sembrare un fulmine di guerra anche Don. Perfetto.
StevenRich (27/08/2004 14:10)
0
Gran bel disco anche se inferiore al patinato Under The Lock & Key e al più diretto Tooth And Nail che secondo me sono ineguagliabili. A proposito ... se addirittura farete un Truemetal Club "Over40s" , non lasciatemi fuori ! Io ne ho 40 suonati !!!!!!!.
Hail Defenders !

Filippo Benedetto (27/08/2004 14:16)
0
Mi sento di dover intervenire. Dico solo che mi fa piacere di condividere con voi il piacere di appartenere alla "vecchia guardia"

un Over30 :)
Brown Jenkin (27/08/2004 18:06)
0
Gran bel disco :)
Rombonauta (28/08/2004 14:36)
0
Dei Dokken conosco solo Under The Lock & Key e Tooth And Nail e mi piacciono. Ma anche se coi commenti al disco non c'entra una mazza, ci tengo ad intervenire per il "club" degli over 30 o 40, io il 7 settembre ne faccio 37, e sopratutto la cosa più importante stò per diventare papà!!!
juliushark (30/08/2004 09:06)
0
Con i miei 31 anche io entro a far parte di diritto della vecchia guardia rokkettara trentenne (felicitazioni a rombonauta) PS semo li mejo!!!
Thrashing_Rage (02/09/2004 08:45)
0
sicuramente al pari di Under Lock and Key e Tooth and Nail....la triade che ha fatto capire al mondo un modo di suonare heavy metal sia ruffiano sia di classe.
marmar (02/09/2004 11:11)
0
E vabbeh, visto che ormai gli "anta" sono vicini anche per me, e visto che questo "vinile" ce l'ho da almeno 3 lustri, mi iscrivo di diritto al club della vecchia guardia.
E venendo al lavoro in questione, pur premettendo che non è il mio genere preferito, non posso fare a meno che riservargli le mie più sincere lodi, perchè di grande lavoro si tratta (certamente il migliore ed il più completo dei Dokken).
L'apertura di "Kiss of Death" è semplicemente esplosiva, con la coppia Linch/Pilson in forma smagliante, e comunque tutto il Lato 1, che termina con la funambolica "Mr. Scary", dove per inciso Linch spazza via decine e decine di pseudo guitar hero che hanno imperversato negli anni '80, rimane ad altissimi livelli. Voltato il disco, qualche piccolo cedimento, ma il valore resta sempre elevato, e, come ha già fatto notare qualcuno, perfino il buon Don si esprime a livelli mai sentiti. E sulle note di "Standing In The Shadows" auguri sinceri a Rombonauta, da chi ha già due simpatiche "bestioline" che scorazzano per casa.
ryche74 (07/09/2004 15:44)
0
I Dokken rappresentano per me uno di quegli amori mancati. Sembrava sempre prossima una cotta di quelle che provai in ordine cronologico per Bon Jovi, Metallica, Maiden, Queensryche e pure... Nirvana (almeno spero si possa scrivere il nome visto che solo nominarli scatena vorticose tempeste). Li scoprii nelll' 87 col famigerato e bellissimo video "Dream Warriors", colonna sonora della serie"Nightmare"(più precisamente del terzo e forse più bell' episodio). Quel video magari doveva essere il preludio invece per un motivo o per l'altro non ho mai avuto nella mia discografia nulla degli americani. Incredibilmente. Vedrò di procurarmi "Tooth and Nail" ,"Under Lock and Key"
e questo "Back for the Attack"
murdock (24/09/2004 15:05)
0
non avevo mai sentino niente dei dokken, ho preso questo disco a caso e mi ha lasciato entusiasta!
trasuda eighties da ogni nota.
i brani sono semplici ed ammiccanti, ma non è quello che si cerca da un album del genere?
longliverock'n'roll'72 (21/10/2004 01:40)
0
grandissimo album ;quante volte ho cantato kiss of death...
sixx77 (20/11/2004 12:00)
0
Questo disco e "under lock and key" meritano un solo voto!!
Il massimo! Cantato favoloso, soli inarrivabili, ogni singola song( e non ce ne sono poche in questo disco) è un vero capolavoro!
Top album assolutamente da avere!
hellbound77 (23/11/2004 14:17)
0
la chitarra di Linch e la voce di Don Dokken sono sempre stati il vero punto di forza dei dokken ,l'album a parere mio non si discosta molto dal masterpiece Under lock and key la formula rimane invariata class metal di grande fattura con una dream warrior stupenda accompagnata all'epoca da un video tipicamente80's proprio come piace alla maggior parte di noi
40 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2
Devi essere collegato scrivere un commento!

Accesso utenti

Nome utente:
Password:
Tutti i loghi e i marchi in questo sito sono proprietà dei legittimi registratari. Gli utenti sono responsabili per ogni commento.
Copyright Truemetal.it 2001-2013 - Ringraziamo chi ci ha copiato
Clicca per i dettagli