
Il caro vecchio Madman … si diceva fosse pronto per la pensione, ormai una vecchia e superata cariatide, un dinosauro alla fine della propria carriera buono solo per reality e gossip…e invece che ti combina?
Zitto, zitto e senza scomporsi di mezzo millimetro piazza sul mercato un disco che non definiremmo perfetto, termine forse eccessivo, ma in grado, questo si, di sbertucciare senza troppe difficoltà un buon 80 – 85 % delle nuove leve che si accalcano sulla scena di questo inizio secolo, esibendo una sicurezza ed una classe che si credevano perdute e, soprattutto, una capacità di scrivere canzoni affascinanti e ricche di groove come non ci era dato di sentire da parecchio tempo a questa parte, forse azzardando di molto, sin dai tempi dell’eccellente No More Tears’, pietra angolare di una discografia sino ad allora spettacolare e fuori dalla norma.
C’è Zakk Wylde naturalmente dietro ad una rinascita artistica inattesa e dai contorni quasi miracolosi, fidato compagno ed amico insostituibile che da anni impartisce ad intere squadriglie di chitarristi lezioni di feeling e passione, miste ad una tecnica devastante e ad un tocco senza eguali.
Potentissimo scudiero, all’occorrenza in grado di divenire prim’attore, Wylde scolpisce con la propria sei corde ogni singolo attimo di questo nuovo platter, dispensando vagonate di potenza, riffs assassini, ritmo e sentimento al servizio della creatività di Mr. Osbourne, forse non il miglior cantante esistente ma sempre riconoscibilissimo e carismatico, enorme nella propria ritrovata teatralità ed ancora in grado di suscitare brividi e sussulti ai tantissimi fans dispersi in giro per il globo.
Eccellente per una volta il roster delle canzoni in scaletta, probabilmente studiate ad arte per garantire agli ascoltatori due elementi ben distinti: impatto ed orecchiabilità, l’uno ottenuto attraverso artifici modernisti che rendono il suono attuale ma mai ruffiano e l’altra estratta dal classico songwriting del madman, fatto di ritornelli facili e grintosi, a volte sornioni a volte quadrati come un cubetto di porfido ma sempre memorizzabili e godibilissimi.
Davvero vasta la scelta ed incredibilmente elevato il trend qualitativo dei brani: impossibile non citare pezzi come l’iniziale mid tempo ‘Not Going Away’ , dalla potenza inarrestabile, la oscura ‘Black Rain’ e la romantica ‘Lay Your World On Me’ (dove la ruvida mano di Zakk Wylde è evidentissima), perfette per una ipotetica colonna sonora di un moderno movie noir, senza scordare le groovy e scardinanti ’Don’t Wanna Stop’, ‘The Almighty Dollar’ e ‘Countdown Begun’, il lento in pieno stile Osbourniano ‘Here For You’, per finire con la trascinante ’11 Silver’, canzone da volumi folli, (sensazionali gli assoli e le ritmiche di basso molto seventies) assolutamente pericolosa per gli effetti da esaltazione fulminante e tra i migliori pezzi dell’anno a detta di chi scrive.
Impossibile far meglio anche in sede di produzione, altro punto forte di un disco che beneficia di suoni penetranti ed a tutto tondo, mai impastati sebbene basati su tonalità a volte molto profonde.
Su tutto, come già accennato poc’anzi, svettano le personalità, possenti e perfettamente amalgamate, dei due leaders della band, l’immarcescibile Ozzy, con una ritrovata verve ed una resa vocale ancora oggi più che accettabile ed il suo “figlioccio” Zakk, chitarrista geniale e superiore, le cui qualità ormai sono note e riconosciute anche nelle galassie vicine.
Dopo averlo metabolizzato con calma nel corso di un mese abbondante, possiamo dunque affermare che ‘Black Rain’ va così inaspettatamente a posizionarsi dalle parti di una virtuale “pole position” di questo 2007, meritando un voto larghissimo e suscitando applausi a scena aperta da parte di chi, da sempre amante del grande Ozzy (vorrete perdonarmi se vi risulterò un po’ partigiano), avrà ora la certezza che la pensione del madman è rimandata ancora di un bel po’, apprezzando un prodotto ottimo che si rivela essere moderno senza ruffianerie ed appare credibile e molto riuscito nella propria dirompente forza e vitalità, senza per questo vendere l’anima a mode imperanti o a discutibili cure “ringiovanenti”…aspetto questo che, per un brillante ragazzotto, nato quasi sessant’anni fa, è cosa davvero per nulla trascurabile.
Lunga vita al Madman!
Tracklist:
01. Not Going Away
02. I Don’t Wanna Stop
03. Black Rain
04. Lay Your World On Me
05. The Almighty Dollar
06. 11 Silver
07. Civilize The Universe
08. Here For You
09. Countdown’s Begun
10. Trap Door
Line Up:
Ozzy Osbourne – Voce
Zakk Wylde – Chitarra
Rob Nicholson – Basso
Mike Bordin - Batteria
Commenti dei lettori (47)
Dischetto a mio modo di vedere insignificante e privo di mordente. Se fosse stato inciso da un gruppo emergente sarebbe stato massacrato.
Ha fatto il suo tempo, quello che mi infastidisce e che rovinerà anche i Sabbath. Il mio consiglio e di tenersi Ronnie James Dio in favore di un'ottima resa live e magari un mega disco in studio visto l'eccellenza delle tre tracce inedite presenti su Dio Years e lasciar perdere un guadagno sicuro procurato solo dal nome Ozzy ma non dall'effettiva qualità odierna di Osbourne.
Le canzoni ci sono, la produzione è ottima, il riffing spaccaosse, le ballate sono da brividi...è un disco degno del nome di Ozzy Osbourne.
A chi si lamenta del suo sound "troppo moderno" o "ruffiano", ci tengo a ricordare che non esiste un album di Ozzy che all'epoca della sua uscita non abbia stretto un occhio alle sonorità in voga o di moda dell'epoca, ed è piuttosto evidente...come credete abbiano reagito i fans del periodo Rhoads quando con "Bark At The Moon" e soprattutto "Ultimate Sin" Ozzy si è messo a fare hair metal con tastiere e compagnia bella? E l'ammodernamento del sound con "No Rest" e "No More Tears"?? E "Ozzmosis"???
La verità è che quelli che adesso consideriamo capolavori immortali, all'epoca erano DI MODA, MODERNI e perfino RUFFIANI come dischi...ma forse ai tempi c'era meno gente che si faceva seghe mentali come adesso sull'essere "commerciale" o "moderno" di un disco.
E trovatemi qualcuno che non si è adattato alle mode o agli strumenti di ogni epoca: Priest, Maiden, Metallica....persino i Motorhead, in modo minore, si sono adattati. La musica si evolve, si trasforma, e i criteri per giudicarla sono "materiale valido" / "porcheria mal composta e registrata" secondo gli standards dell'anno 2007, non "ruffiano" o "moderno" perchè non suona come un disco dell'82!!
Prestando un po' di attenzione si nota che ogni disco, anche tra i più estremi, stringe l'occhiolino alle tendenze del periodo in cui è stato composto. Come è giusto che sia!! Se Ozzy avesse fatto un disco nel 2007 con il riffing capovolto di "Bark At The Moon" sarebbe stato da sputi...i nostalgici hanno su che masturbarsi nel mercato delle ristampe, è giusto guardare AVANTI!
Un album bello dall'inizio alla fine, ottima e corretta la recensione.
Unica nota, carcatevi la "b-side" Nightmare... poteva benissimo stare in un album come Bark at the Moon!!
la potete ascoltare qui: http://www.youtube.com/watch?v=4bRwT2FYITY
Non commento nemmeno chi insiste a dire che Ozzy è un cantante finito... semplicemente ridicolo pensarlo. Ozzy rules! :)
C'è qualche spunto interessante qua e là, ma nell' insieme non mi ha colpito particolarmente.
Come qualcuno ha già scritto Ozzy ha sempre strizzato l'occhio alle sonorità del momento (chi ricorda quelle brutture pop degli anni '80????), quindi le sonorità sono semplicemente quelle che Mr. Ozzy ritiene di poter/dover esprimere. Come qualsiasi muscicista che guarda un pò in là del suo naso. sinceramente non è quello il grande problema. Magari ascoltandolo altre volte...
Si sente che è "Ozzy sound" e Zakk Wilde si riconsoce al primo secondo ma l asong in questione mi sembra poca cosa.
Il Voto e quindi alla canzone.
Per il resto già con Ozzmosis ci fu un calo vistoso. Si salvavano solo 3 song ( Perry Mason una di queste è una grande canzone).
Per quanto riguarda il cd in questione è SICURAMENTE sopra down to... ma di certo sotto e di parecchio rispetto alla produzione targata madman.
troppi filtraggi per la voce e troppa effettistica collegata alle sue corde vocali, sebra che voglia tornare un pelino indietro, come composizioni, verso lidi già collaudati e di sicuro effetto.
Ma è lui che non ce la fa più...
Ozzy è ozzy, quando si è trattato di fargli alcune critiche l'ho sempre fatto, ora è giusto dare a questo discone tutti gli allori che si merita... Zakk ha colpito nel segno, il suo tocco è sempre più marcato, un album davvero buono sotto ogni punto di vista.
Per chi inoltre come me ha assistito al concerto di ozzy due giorni fa al gods spero si sia reso conto di quanto fantastico sia stato... l'unica cosa da dire a questo punto è BENTORNATO Principe Delle Tenebre, e finalmente torniamo a parlare della musica di ozzy, la Musica, con la M maiuscola, l'unica cosa della quale si dovrebbe sempre parlare riguardo ad uno dei più grandi cantanti, showman e personaggi a 360 gradi che la musica che ascoltiamo abbia mai avuto...
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