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recensito venerdì 03 agosto 2007 alle 00:00 da Marco Ferrari
Bleed
 

Bleed


Angel Dust
1999, Century Media
Power
Voto della redazione

Gli Angel Dust sono una di quelle band per i quali stupire l’ascoltatore sembra quasi un obbligo morale. La band della Westfalen dopo la pubblicazione del secondo album (To Dust You Will Decay - 1988) decide di sciogliersi  inaspettatamente per poi tornare a gran sorpresa dopo dieci anni con il  granitico “Border Of Reality”. A distanza di un solo replicano con “Bleed” e ancora una volta stupiscono con un lavoro che si discosta (molto) dai precedenti episodi della loro discografia: un power metal di matrice statunitense con intensi passaggi sinfonici, senza però disdegnare quelle accelerazioni thrash alle quali ci avevano piacevolmente abituati.

L’album comincia con le delicate e calde note di  un pianoforte che ci avvolgono pronte a guidarci in un suggestivo viaggio tra le più profonde e personali credenze: fobie senza tempo legate alla morte ed alla paura dell’ignoto che ci attende.
La prima tappa del viaggio è rappresentata dalla sontuosa title track, un mid tempo granitico nelle ritmiche e modellato dalla potente e profonda voce di un Dirk Thurisch mai così protagonista grazie anche al consueto gusto per la melodia che caratterizza il refrain che ci accompagna verso un finale all’insegna della migliore teatralità. Le differenze stilistiche rispetto al precedente “Border of Reality” sono evidenti ma, per i nostalgici, dopo la profonda opener irrompe uno dei pezzi più diretti del lavoro, “Black Rain”, sorretto da una instancabile quanto puntuale sezione ritmica ed un ritornello killer nato per infuocare i concerti della band teutonica.
Con la successiva “Never” tornano protagoniste le tastiere di Steven Banx che danno vita ad un pezzo camaleontico con un intro dal sapore progressive nel suo incedere che lascia spazio a riff taglienti ed a un ritornello supportato da linee vocali quanto mai originali, il tutto in un costante mutare di suoni ed emozioni: una vera gemma.
E’ momento di rallentare il ritmo per lasciarsi cullare dalle note di “Follow Me – Part I” in cui pianoforte e chitarra acustica hanno il compito di accompagnare la voce di Thurusch che, per l’occasione, diviene calda e dolce pronta a cullarci in questa nuova e suggestiva dimensione. L’incedere melodico fa da ponte immettendoci nel brano che rappresenta al meglio la sorprendente versatilità degli Angel Dust: è infatti un ipnotico suono di tastiere che ci introduce a “Follow Me – Part II” pezzo irresistibile nel suo crescendo teatrale e sinfonico pronto a lanciarsi in improvvise accelerazioni di stampo puramente thrash prima di atterrare su note tanto care all’hard rock melodico: sorprendente e coinvolgente, un brano irripetibile.
Nemmeno il tempo di prendere fiato ed il combo teutonico ci presenta un altro capitolo di grande impatto, la veloce e sognante “Addicted To Serenity”, canzone lineare nel suo incedere di matrice power metal, caratterizzata da uno stupendo refrain che rimane immediatamente impresso nella mente dell’ascoltatore. La successiva “Surrender” fa della teatralità e delle suggestioni le sue fondamenta, con sonorità che risultano, ancora oggi, moderne. Suggestioni e modernismi presenti anche nella successiva “Sanity”, pezzo in cui forza e melodia rappresentano gli attori protagonisti.
Si giunge così all’ultima tappa del viaggio, “Liquid Angel”, autentico gioiello in cui i Nostri, ancora una volta, ci sorprendono, con un finale che prende la forma di una dolce preghiera che da vita a passaggi emozionanti che chiudono nel migliore, e nel più inaspettato dei modi, un album unico.

Disco mutevole, difficile, spiazzante, disco che sa attingere da tutte le sfaccettature del metal regalandoci momenti di soffici emozioni alternate a brucianti e trascinanti accelerazioni condite con il tipico gusto tedesco per la melodia. Un piccolo grande capolavoro moderno e, per chi scrive, l’apice compositivo degli Angel Dust. Un disco capace di sorprendere e capace di farsi amare nei secoli dei secoli. Amen.


Marco “Homer_Jai” Ferrari


Tracklist:
1 Bleed
2 Black Rain
3 Never
4 Follow Me – part I
5 Follow Me – part II
6 Addicted to Serenity
7 Surrender
8 Sanity
9 Liquid Angel

Line up:
Dirk Thurisch – Vocals
Bernd Aufermann – Guitar
Frank Banx – Bass
Dirk Assmuth – Drums
Steven Banx – Keyboards

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6 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
The Windwaker (03/08/2007 14:01)
0
Disco in cui la band scopre la sua vera identità.La title track è una perla di valore assoluto,davvero una traccia fantastica. Il resto del disco si muove su livelli tra il discreto e il buono, ma il meglio si avrà coi due episodi successivi. L'attesa e la curiosità per il nuovo lavoro, nel frattempo, si fanno sentire.
donzia81 (03/08/2007 15:12)
0
blackvalon (03/08/2007 16:05)
0
Disco da avere a tutti i costi!
Eagle_Fly_Free (10/08/2007 10:52)
0
gruppo che meriterebbe ben altra fama, e non sono gli unici purtroppo...

la title track e le due parti di Follow Me sono spettacolari, ma in genereale è quasi tutto il disco a mantenersi sempre su ottimi livelli.
KILLER QUEEN (13/08/2007 08:45)
0
GRANDE DISCO

un paio di filler, un paio di canzoni che forse potevano essere sviluppate un po' meglio, per il resto capolavori (bleed e' una dedlle mie 10 canzoni metal preferite).
si sente che questo e' un disco che prepara la band ad un vero capolavoro....e infatti.....
Spitfire (06/11/2010 23:27)
0
Fantastico, uno dei migliori dischi power che abbia mai sentito, anche se definirlo semplicemente "power metal" è un po' riduttivo
6 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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