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recensito venerdì 05 maggio 2006 alle 00:00 da Stefano Risso
Conquering The Throne
 

Conquering The Throne


Hate Eternal
1999, Wicked World/Earache/Self
Death
Voto della redazione

Conquering The Throne, ovvero quando si dice l'unione non fa la forza. Non bastano a questo disco due nomi illustri del panorama death metal come Erik Rutan e Doug Cerrito (ex Suffocation), un bassista preparato come Jared Anderson, e un batterista velocissimo come Tim Yeung (recente vincitore come "piede più veloce" del Namm International Fastest Drummer) per riuscire ad affermarsi e farsi ricordare a lungo. O meglio, le grandi aspettative mosse da nomi così influenti non sono state ripagate del tutto.

Da musicisti di tale scuola non possiamo che aspettarci un lavoro fedelissimo al death americano più intransigente, con tutti i cliché del genere espressi nel migliore dei modi, ovverosia assalti ritmici affilatissimi, drumming martellante, parti solistiche di buon gusto e tutto quello che di bello potrete trovare nel brutal death d'oltre oceano. Nulla di nuovo sotto il sole quindi per la band di Erik Rutan, che abbandonando temporaneamente i maestri Morbid Angel, si concentra sul suo progetto riproponendo a grandi linee un death metal fortemente debitore nei confronti di Trey Azagthoth e compagni, estremizzandone i contenuti in velocità e compattezza del suono. Che i Morbid Angel siano stati importanti per la crescita musicale degli Hate Eternal credo sia ormai noto a chiunque abbia avuto a che fare con questi ultimi, ma se questo non è stato determinante ai fini della valutazione di un lavoro come I, Monarch (la massima espressione -fino ad ora- delle potenzialità della band di Tampa), in Conquering The Throne viene a essere una pesante spada di Damocle che grava sulla testa di Rutan, a fronte di un full-length discontinuo, che alterna frangenti schiacciasassi ad altri molto meno riusciti. Acerbo nelle soluzioni chitarristiche che si perfezioneranno poi in King Of All Kings, ancora troppo slegato e poco personale.

Non ci ritroviamo di fronte ad un brutto disco, sia chiaro, ma l'impressione che la band non sia riuscita a dare il meglio di sé senza valorizzare adeguatamente le buone idee espresse mi attanaglia ogni volta che mi addentro in questi trenta minuti abbondanti di sulfureo brutal death. Ad esempio le premesse fornite dall'opener Praise Of The Almighty, devastante, perdono progressivamente convinzione, con una scaletta che offre brani non sempre di uguale valore (come By His Own Decree e Sacrilege Of Hate), dove anche nei pezzi più riusciti si denotano passaggi meno ispirati e fin troppo canonici, come in Catacombs o in Darkness By Oath. Non bastano la velocità frenetica mantenuta per quasi tutta la durata del disco e la prova eccellente delle due asce Rutan/Cerrito a sostenere un lavoro che manca di spessore, scevro di quel tocco impercettibile che Rutan ha saputo dare progressivamente nei due dischi successivi.

Un lavoro comunque meritevole di essere tenuto in considerazione dagli appassionati del genere, più che altro per apprezzare i notevoli progressi compiuti da qui in avanti dal leader Erik Rutan sia dietro il microfono che dietro alla consolle, la cui mano risulta ancora un po' acerba. Piccole debolezze gravano sulla valutazione oggettiva del disco, ma che risulta essere una bella mazzata brutal secondo la migliore tradizione. A voi la scelta.

Stefano Risso

Tracklist:

  1. Praise Of The Almighty
  2. Dogma Condemned
  3. Catacombs
  4. Nailed To Obscurity
  5. By His Own Decree
  6. The Creed Of Chaotic Divinity
  7. Dethroned
  8. Sacrilege Of Hate
  9. Spiritual Holocaust
  10. Darkness By Oath
  11. Saturated In Dejection

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7 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
ABOMINIO666 (06/05/2006 17:36)
0
non capiro' mai come si possa avere visioni cosi' differenti su uno stesso argomento.
Per me questo e' il miglior lavoro del gruppo e l'unico dove avevano qualcosa realmente da dire. In seguito si sono solo ripetuti esasperando pero' i difetti che gia' sono presenti su questo disco.








elrico (07/05/2006 11:46)
0
ragazzi questo è oggettivamente il lavoro degli hate eternal piu' valido, interessante, violento, e ben suonato!!
mai noiioso se confrontato con gli altri due cd, e sicuramente con la produzione migliore!!!
il loro ilgior cd senza dubbio :)
-l-StormbringeR-l- (09/05/2006 18:54)
0
capolavoro del genere.
mata (10/05/2006 13:43)
0
al contrario invece io credo che questo primo lavoro sia il meno riuscito, nonostante sia un ottimo disco... Troppo attaccato al Morbid Angel sound"...nei seguenti invece ho notato una maturazione in costante crescita.. darei 70 a questo, 80 a Conquering e 90 a I Monarch... A ognuno il suo.. :)
Hellbound (11/05/2006 15:07)
0
Il disco meno riuscito della loro carriera, ancora troppo acerbo. La maturazione è stata progressiva e notevole, per fortuna.
riddick79 (07/09/2006 20:21)
0
mazzata immonda.
65 è un voto indegno per questo disco!
He_Who_Sleep (16/02/2008 16:24)
0
io resto del parere che questo è un gran bel disco, più che accettabile come esordio. palese l'influenza nei bei riffozzi, dei maestri Morbid Angel (cosa che mi garba parecchio...e ricordo a tutti, che Nothing But Fear e Hatework le ha composte Erik...), marcata e perfettamente distinguibile la mano dell'ex Suffocation in alcune songs, cosa che nelle successive uscite, non si ripeterà... la coppia da sogno Rutan-Cerrito, magari non soddisfa completamente le aspettative (ovviamente le mie aspettative) e il blast beat perenne può annoiare qualcuno... ma questo rimane un ottimo album, esordio di un'ottima band. sono migliorati coi dischi successivi, miglioreranno ancora e personalmente sono contento, perchè un grande talento come quello di Rutan, merita di essere riconosciuto senza dover per forza valutare le sue doti, col metro Morbid Angel o (grandissimi) Ripping Corpse...
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