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recensito lunedì 19 settembre 2005 alle 00:00 da Alessandro Zaccarini
Death on the Road
 

Death on the Road


Iron Maiden
2005, EMI
Heavy
Voto della redazione

Dall’uscita del disco della reunion, quel Brave New World che personalmente continuo a preferire non poco all’ultimo Dance of Death, gli Iron Maiden hanno letteralmente invaso il mercato con 4 dvd (The Number of the Beast, Rock in Rio, Visions of the Beast e The Early Days), 3 best of dalle tracklist sempre più discutibili (17 Numbers by the Beast, Edward the Great e The Essential Iron Maiden), un box (Eddie's Archive) e infine due live album: Rock in Rio e questo Death on the Road. Il tutto escludendo ep e singoli. Alla luce di tutto questo proliferare di uscite targate Vergine di Ferro, essere quantomeno scettici sulle ultime scelte commerciali di $teve Harris & Co è il minimo che si possa fare.

Possiamo definire Death on the Road un figlio minore del grande Rock In Rio. Il principio è lo stesso: due cd con i soliti classicissimi intervallati dagli estratti dell’ultimo album. Il problema è che l’opener Wildest Dreams non ha la metà dell’impatto di The Wicker Man, che i classici sono decimati (nel live brasiliano avevamo Sanctuary, Two Minutes To Midnight, una grande prova su The Clansman, The Evil That Men Do…) e che i pezzi di Dance of Death in sede live non hanno la carica e la resa dei cugini di Brave New World. Ecco dunque che il primo disco viene sorretto di peso dal trittico anacronistico WrathchildCan I Play with Madness The Trooper, e che Brave New World splende più di Rainmaker e compagnia. Le cose vanno invece meglio nella seconda parte. No More Lies è uno dei pezzi di Dance of Death con più attitudine live, Journeyman è una ballata assai gradevole, Halloweed Be thy Name, Fear of the Dark, Iron Maiden, The Number of the Beast e Run to the Hills sono classicissimi che non hanno bisogno di presentazioni.

Veniamo alla prova del sestetto londinese. Dopo due decadi passate a scorazzare per i palchi di tutto il mondo, la professionalità e l’affiatamento non mancano. Se poi aggiungiamo una produzione ottima, capace di mettere in risalto il pubblico senza scadere nel pacchiano totale, musicalmente c’è davvero poco di cui lamentarsi. Bruce Dickinson se la cava bene, anche se la sua forma non è paragonabile a quanto sentito durante le date di The Early Days (a proposito, ecco un tour da cui fare un live!). Purtroppo però il singer inglese si limita a cantare ed è praticamente nullo come figura di intrattenitore: il live è un susseguirsi di registrazioni a cui manca un filo conduttore. Per sentire il singer inglese fuori dalle lyrics dei brani occorre aspettare lo “Scream for me Dortmund” che giunge prima di Iron Maiden, quart'ultimo pezzo del lotto. Dopo di che, niente più. Death on the Road appare quindi spoglio di tutti quei momenti che creano l’atmosfera live e che caratterizzano gli Iron Maiden da anni (pensate soltanto al siparietto della presentazione di Nicko McBrain). Davvero un peccato.

Dichiaratamente o meno ormai è chiaro: gli Iron Maiden intendono fare un live album ogni disco da studio. L’idea non è affatto male, la realizzazione invece sì. Un nice-price, la possibilità di scaricare il disco dal sito ufficiale, un cd bonus nel prossimo album da studio… questi sono modi di fare che vanno incontro ai fan, non 16 pezzi spalmati su un doppio live da 20 e passa euro. Non saranno certo gli introiti mancati di un nuovo live-album a precludere gli studi o il dentista della prole di Steve Harris.

Death on the Road è un live discreto che, vista la presenza dei meglio riusciti Live After Death, A Real/Dead Live One, Maiden Japan, Rock in Rio e compagnia, finisce per essere l'ultima ruota del carro nelle pubblicazioni dal vivo degli Iron Maiden, e quindi a essere consigliato esclusivamente a fan inguaribili con pretese di collezionismo.


Tracklist:

Disc 1
1. Wildest Dreams
2. Wrathchild
3. Can I Play with Madness
4. The Trooper
5. Dance of Death
6. Rainmaker
7. Brave New World
8. Paschendale
9. Lord of the Flies

Disc 2
1. No More Lies
2. Hallowed be thy Name
3. Fear of the Dark
4. Iron Maiden
5. Journeyman
6. The Number of the Beast
7. Run to the Hills


Alessandro 'Zac' Zaccarini

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135 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2 3 4 5 6 7
rebecca (19/09/2005 18:27)
0
non sono daccordo con la recensione.
Adriano_metal (19/09/2005 18:37)
0
Io invece sono pienamente d'accordo: a che servono tutti sti live e sti DVD? I fan degli Iron Maiden queste canzoni ce le hanno tutte, e sentire le stesse canzoni su live differenti non aggiunge niente ai lavori del gruppo.....
fury86 (19/09/2005 18:40)
0
appoggio la recensione...è vero il live è suonato e cantato bene ma dickinson non si lascia andare come nei capitoli precedenti! l'idea di fare un live per ogni cd studio è buona secondo me, perchè chi non può andare ai concerti ha comunque la possibilità di avere una testimonianza del tour. non sono d'accordo quando metti un live come il real/death davanti a questo...sì la tracklist è decisamente più bella ma la performance lascia un po' a desiderare...nulla da dire il live after death rimarrà sempre il migliore! up the irons!
Dragontown1978 (19/09/2005 19:00)
0
Premettendo che sono totalmente in disaccordo con la tematica "$$$ & businness" che fa da leit motiv alla recensione (un disco non si giudica secondo questi criteri) , sono invece d'accordo col recensore sul fatto che mancano quei momenti di intimità, di calda atmosfera, di incitamento che Bruce era sempre solito ricreare nei passati tour con le sue urla, le sue introduzioni e le sue parodie o presentazioni.
L'unica spiegazione che riesco a darmi a questo proposito è che i Maiden avessero voluto creare un mood più serioso, viste anche le particolari intro-recitate presenti in alcuni frangenti.
Però effettivamente l'interazione e lo scambio di emozioni col pubblico risulta minore rispetto ai live storici e questo si sente

Ma c'e' da dire anche che la prestazione della band è ottima e,secondo me, la scaletta è davvero godibilissima.
Blackie Lawless (19/09/2005 19:01)
0
Mah, considerando che i Maiden hanno pubblicato anche The Beast Over Hammersmith e Live in Donington, oltre ai sopra citati live, questo doppio è x me di nulla importanza, quindi sicuramente nn lo comprerò. Resta il fatto che il gruppo(il mio preferito) nn delude ma come detto nella rece questo e A Real Live... sono veramente l'ultima ruota del carro in sede live.
trippuddu (19/09/2005 19:09)
0
cnfermo il voto infatti si sente la mancanze d bruce rispetto a rio!
chinik (19/09/2005 19:15)
0
sono pienamente d'accordo con la recensione.....live prodotto bene , scaletta molto discutibile , i maiden suonano bene ma mancano tutti quei "siparietti" di Dickinson.......si ha quasi l'impressione che non vedevano l'ora di terminare il concerto....aspetta che mi vado a riascoltare live after death!!!!!!!!
Immanitas (19/09/2005 19:16)
0
Dichiaratamente o meno ormai è chiaro: gli Iron Maiden intendono fare un live album ogni disco da studio. L’idea non è affatto male, la realizzazione invece sì. Un nice-price, la possibilità di scaricare il disco dal sito ufficiale, un cd bonus nel prossimo album da studio… questi sono modi di fare che vanno incontro ai fan, non 16 pezzi spalmati su un doppio live da 20 e passa euro.

Non ho ancora ascoltato il disco, ma questo è il punto cruciale del discorso. La scelta di immortalare ogni tournée con un live album premia i fan della band che vogliono avere tutto da tutti i periodi (anche se la poca fantasia nel decidere le setlist penalizza i fanatici di bootleg come me), ma non è questo il modo giusto. I Maiden sono un gruppo appagato, che può tranquillamente vivere di rendita sulla marea di soldi che ha (meritatamente) guadagnato nel corso della propria carriera: che senso ha approfittare del buon cuore dei suoi fedelissimi seguaci per aumentare il conto in banca? Mi rendo conto che produrre un live e in generale un'uscita ufficiale costa dei soldi, ma se si tratta di perdita economica (argomento su cui comunque mi mantengo dubbioso) allora tanto vale pubblicare gratis i bootleg ritenuti idonei per l'immagine del gruppo e evitare ogni ulteriore spesa in studio. Il formato bonus-DVD è un'altra interessante alternativa, sta avendo un grande successo e sono sicuro invoglierebbe ancora di più i fan a comprare il nuovo album. Operazioni di questo tipo rappresentano solo una mancanza di rispetto nei confronti del pubblico che li segue. 'Ovvio' - direte voi - 'non comprarlo, fai prima': il ragionamento fila, ma è triste vedersi costretti al boicottaggio.
adrianasmith (19/09/2005 19:26)
0
Non ho sentito il live nè ho intenzione di farlo per cui non è questo che voglio commentare. Voglio solo esprimere la totale approvazione per quanto scritto dal buon Zac :)
-honor- (19/09/2005 19:33)
0
carino....ne hanno fatti troppi di album così però....mi sembra esagerato un 85 rebecca...cmq ognuno esprime il suo parere.

MANOWAR FOREVER !!!!
magnus (19/09/2005 19:47)
0
Che merde!!!neanche lo voglio sentire. Poi dici che mi stanno sulle palle..stanno sfornando DVD e CD live a palla...dall'ultimo album ne saranno usciti cinque tra tutti e due...veramente....un live cd e un DVD ad album....

VENDUTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Sismico (19/09/2005 19:47)
0
La mancata sufficienza da parte mia ha un intento punitivo nei confronti di un gruppo che ha tutte le carte in regola per dare di più (e lo ha dimostrato sia in passato, sia con il più recente "Brave new world"), ma preferisce adagiarsi sugli allori e vivere della gloria e del nome fin qui (meritatamente, non c'è che dire) costruitisi.
Gli Iron Maiden hanno potenzialità e creatività sufficienti per conquistare il terreno fin qui perduto. Spero che in futuro le sfruttino più di quanto oggi non fanno con la loro fama.
donutman (19/09/2005 20:21)
0
Basta con 'sti live!!!!
mata (19/09/2005 20:25)
0
Finchè ci sarà qualcuno che continua a comprare queste inutilità, ci saranno sempre gruppi con le tasche piene di soldi e la testa povera di idee.
SouldealeR (19/09/2005 20:25)
0
Non ci trovo nulla di male nel pubblicarlo, anche se con un pò di malizia si potrebbe, giustamente, pensare che sia solamente una trovata commerciale.
Il live tutto sommato non è male, ci sono pezzi da Dance Of Death che sono riusciti veramente bene, c'è una Lord Of The Flies "inedita" e poi tutto il classico repertorio maideniano che, purtroppo nn si può fare altrimenti, è sempre lo stesso da secoli immemori.
Non prendetevela troppo coi Maiden, cercate di ripartire la colpa tra il gruppo ( o il/i membro/i che decide per il gruppo ), la casa discografica Emi, i fans che li comprano ad occhi chiusi ( prendetevela anche con me quindi ;) ) ed anche un pò col destino, che li ha resi così irresistibili ai più tanto da cascarci ogni volta puntuali come un orologio svizzero...
gandalf the young (19/09/2005 20:30)
0
In teoria questo album era stato pensato come solo DVD ma poi ci hanno aggiunto l'opzione CD-Live, io aspetto il DVD che è interessante, per il fatto che sia giusto o no sto pordotto che dire.
Come detto da molti, i fans hanno fatto richiesto e la band ha accontetato sta richiesta, per il materale prodotto in questi ultimi 5 anni beh che dire.....beh alcuni sono interessanti e acquistabli, altri sono solo bieche operazione della EMI (vedi le raccolte pensate x quetot o quell'altro mercato ma poi stampate dapertutto) è la dura legge delle Labels, basti vedere la politica della Nuke, i live e greatest x tante band storiche come Motorhead, ACDC, Black Sabbath etc.
Certo i Maiden possono vivere di rendita però ricordiamo che sono sotto l'EMI una major spietata x cui non meravigliamoci se sono spremuti ora, che hanno riacquistato un successo che non si vedeva dal 1992.
Invece di ste discussoni analizzamo l'album x quello che è....non è importante? ok aspettiamo il DVD sperando in qualcosa di migliore, se no si guarda avanti.
Boiocotaggio? Ma che boicotaggio i Maiden gettano materiale poi siamo noi che li compriamo, lo so è banale ma è la verità.
maiden88 (19/09/2005 20:50)
0
raga questo è suonato e registrato ottimamente....nn si può dare solo 70 a sto cd....meno di rock in rio ma siamo matti...dopo nil 61 agli astral doors ecco 1 altra caduta di truemetal...
va be ke sarò sfegatato ma iop ste cose nn le capisco
TheTrooper (19/09/2005 20:53)
0
Ragazzi, io credo che se c'è gente che si compra tutti questi live che stanno facendo, vuol dire che c'è gente interessata. Se c'è gente interessata, nn vedo perchè tutte ste critiche.

Per me sono sempre dei grandi. Hanno fatto canzoni bellissime che anche se le risento centomilioni di volte nn mi stanchero' mai di riascoltarli. Chi ascolta l'Heavy è passato per forza su di loro.

UP THE IRONS!
maiden88 (19/09/2005 20:55)
0
poi qua si deve giudicare la prestazione ke è ottima, nn l'utilità del live ke è nulla...dickinson nn intrattiene??? e come fai a dirlo???vedrai ke quando uscirà il dvd dickinson avrà fatto i soliti 3000 km e intrattenuto il pubblico...e poi journeyman????da brividi...ALTRO KE ROCK IN RIO
IlMaideniano (19/09/2005 21:22)
0
Molto buono...anche se concordo che un live da fare era quello del Tour Early Days dove Bruce dimostrava davvero a tutti un'altra volta come si canta!
Riguardo al concerto a me piace...anche la scaletta :)
Fortissima No More Lies e Rainmaker ;)
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