Accesso utenti

Nome utente:
Password:
recensito domenica 18 novembre 2001 alle 00:00 da Alessandro Calvi
Dim Carcosa
 

Dim Carcosa


Ancient Rites
2001, Hammerheart
Black
Voto della redazione

Gran bello questo disco degli Ancient Rites. Uno dei migliori prodotti Black degli ultimi anni, se avevate già sentito il precedente Fatherland sapete perchè parlo così e cosa dovreste aspettarvi.

Il disco si apre con un brano che nulla sembra avere di black, lasciatevi trasportare dalla dolce melodia del piano e dimenticate tutto. L'intro intitolata The Return infatti è una sorta di messaggio: lasciatevi dietro tutto perchè state giungendo nella dimenticata città di Carcosa. L'album è infatti una sorta di concept attorno all'immaginaria città di Carcosa creata dallo scrittore W.Chambers nel suo celebre libro Il Re in Giallo che tanto influenzò altri scrittori, in primis Lovecraft. Lasciata The Return con le sue dolci melodie e le voci femminili così suadenti, veniamo subito accolti da un vero e proprio attacco sonoro con la canzone Exile (Les Litanies de Satan) e subito dopo Victory or Valhalla (Last Man Standing).

E' l'inizio del disco e ci riporta alla mente le sonorità già ascoltate nel precedente Fatherland: chitarre che macinano riff formidabili e una batteria indiavolata senza mai dimenticare la melodia. Proprio le partiture ochestrali sembrano acquisire un ruolo di primo piano in questo nuovo disco. Non più relegate a margine in qualche stacco ma punto centrale del songwriting. Sembra altresì che stavolta siano chitarre e batteria a seguire l'orchestrazione rendendola ora più cattiva e serrata, ora lasciandola libera di tessere notevoli melodie. Tutto questo riesce a creare una sottile atmosfera ancora più accentuata dal cantato. Non siamo infatti di fronte a un classico cantato da disco black con l'ossessiva voce growl a farci compagnia in ogni attimo dell'album.

Al contrario il growl viene spesso messo in secondo piano lasciando spazio a voci femminili e a un cantato pulito più una sapiente miscela di vari "mezze misure" con una voce più o meno growl e più o meno pulita. Cosa dire di più? Potrei lanciarmi in una disamina di ogni singola canzone, ma si trasformerebbe facilmente in uno sterile esercizio di stile dato che quanto era da dire su questo disco è già stato detto. Un'ultima menzione comunque meritano sicuramente la quinta North Sea, l'ottava Remembrance che ci riconferma la grande attitudine per il piano degli Ancient Rites con un nuovo pezzo lento, la nona Lindisfarne (anno 793) e la conclusiva Dim Carcosa che con uno splendido brano parlato chiude degnamente questo album. Indiscutibilmente un disco con molti punti forti. Cosa ancora più importante è il notare che in un momento in cui il black vero e proprio sembra essere leggermente in crisi, riproponendo sempre gli stessi stilemi, ci sono gruppi che senza snaturare il genere con contaminazioni ad esempio dall'aborrito NU-Metal, sono ancora in grado di sfornare dischi di questo livello.

In conclusione un disco che non sfigurerebbe sullo scaffale di qualsiasi metallaro, forse più apprezzato dai black-oriented, ma con pregi tali da essere ascoltato con gusto anche dal più indefesso fedele del power.

Track list:

01 The Return
02 Exile (les litanies de satan)
03 Victory or Valhalla (last man standing)
04 ... and the Horns called for War
05 North Sea
06 Gotterdammerung (twilight of the gods)
07 (ode to ancient) Europe
08 Remembrance
09 Lindisfarne (anno 793)
10 On Golden Fields (de leeuwen dansen)
11 Dim Carcosa
Aggiungi un tuo commento
9 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
conrad (17/09/2002 12:31)
0
Gran disco veramente xrò di black c'è davvero poco, consiglierei un'ascoltatina a tutti i gli amanti di sonorità epiche e vichinghe, troveranno pane x i loro denti!
jeffwaters (15/11/2002 12:44)
0
capolavoro!!!niente altro.merito ad un gruppo che e' cresciuto(nono che prima facesse schifo,anzi..)e ha sviluppato sonorita' clamorosamente epiche.da paura tutto il cd..grandi!
Hellbound (22/06/2003 15:36)
0
Un disco grandioso, ottima evoluzione per questa però EX black metal band: qui di black c'è davvero poco... molto più power-death, se prorio bisogna usare un'etichetta
Malkavian (15/11/2003 14:35)
0
ottimo disco per gli ancient rites. mi fa' immaginare una nave vichinga all'arrembaggio. non è proprio black metal ma e' veramente un bel cd
CIRI_OF_BODOM_666 (08/05/2004 11:47)
0
QUESTO DISCO NON SAREBBE NEMMENO DA DISCUTERE CMQ APRITE BENE LE ORECCHIE: ANCHE UN VOTO PARI A 99 NON SAREBBE DEGNO MINIMAMENTE DI GIUDICARE QUESTO DISCO, UN GRANDIOSO LAVORO DI ALTISSIMA FATTURA, UN BARBARO BLACK METAL MELODICO DI STAMPO NORDICO. LE MELODIE DI QUESTO ALBUM SONO QUALCOSA DI INDESCRIVIBILE, SE ASCOLTIAMO L'ALBUM DALL'INIZIO ALLA FINE SENZA INTERRUZIONI CI RISVEGLIAMO MAGICAMENTE INDIETRO NEL TEMPO...........
diableria (15/08/2004 15:18)
0
Vichingo??? Ma qualcuno sa da dove arrivano i Rites? E soprattutto qualcuno ha letto le lyrics? Cmq un capolavoro, grandissimo Gunther (non vedo l'ora di vederli dal vivo) :)
barbaro epico (19/10/2004 00:55)
0
Accostare questo CAPOLAVORO al viking non è così sbagliato... molte soluzioni lo ricordano da vicino! Certo è che i Rites si sono spinti ben oltre ogni coordinata musicale, consegnando alla storia un testamento di purissima arte barbara... forse il più bel disco degli ultimi 5 anni. Quando torneranno a farsi sentire sti belgi?
Metal Discharge (19/10/2004 21:00)
0
Uno dei migliori dischi usciti negli ultimi anni, e il migliore del 2001. Anche a chi non apprezza il black e l'estremo in generale dovrebbe almeno dargli un ascolto
yeste (12/09/2005 23:57)
0
...And The Hornes Called For War!!!!!!
9 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Devi essere collegato scrivere un commento!

Accesso utenti

Nome utente:
Password:
Tutti i loghi e i marchi in questo sito sono proprietà dei legittimi registratari. Gli utenti sono responsabili per ogni commento.
Copyright Truemetal.it 2001-2013 - Ringraziamo chi ci ha copiato
Clicca per i dettagli