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recensito martedì 15 maggio 2007 alle 00:00 da Andrea Loi
Dimension Hatross
 

Dimension Hatross


Voivod
1988, Noise
Thrash
Voto della redazione

Nel posto sbagliato al momento sbagliato. Questa frase che sa di epitaffio potrebbe cercare di sintetizzare al meglio i motivi per i quali questi canadesi non "ce l'hanno mai veramente fatta". Senza contare che tutti i più celebrati gruppi a partire dai primi anni Novanta hanno attinto a piene mani dalle idee rivoluzionarie dell'allora quartetto del Quebec.

Questa piccola premessa di fondo nel disperato (?) tentativo di far capire ai gentili ascoltatori (e lettori...) che razza di creatura dalle sembianze mai troppo definite sia il progetto Voivod.
Impresa ardua? Forse.
Più che altro perché andare a rovistare nei cassetti della memoria e inquadrare la direzione stilistica del gruppo richiede un tuffo temporale fino alla seconda metà degli anni '80, quando la proposta musicale fu la premessa a uno scisma stilistico e, oserei asserire, gettò le basi per tutto il calderone di suoni che avrebbero caratterizzato gli anni Novanta. Il Voivod concept riguarda infatti una fantascientifica creatura post-distruzione e attraverso questa entità si materializzano le visioni alienate e aggressivamente pessimistiche di un mondo senza speranza, cupo, buio e svuotato interiormente: una dimensione parallela terribilmente ben architettata e all'interno della quale si consumano mutazioni molto profonde rivelate nella musica e nei testi del quartetto canadese.

Il combo, nato come gruppo speed, pubblicò intorno a metà anni '80 una manciata di album prettamente orientati al thrash più corrosivo e no compromise: nel 1988 si rese protagonista con la pubblicazione dell'incatalogabile Dimension Hatross, che cambiò le carte in tavola mettendo in discussione i canovacci cardine del rock duro ed evidenziando peraltro il background del gruppo, diviso tra i Pink Floyd più sperimentali e, in maniera minore, i conterranei Rush per la componente progressiva di cui il platter è impregnato. Non possiamo d’altronde dimenticare i palesi riferimenti alla rabbia punk e alla lezione dei grandi Motorhead, che contribuiscono sullo sfondo a completare questa nuova tempesta sonora.
Se Killing Technology (1987) già evidenziava un orientamento che esulava dal decalogo della perfetta thrash band, con timide incursioni in registri progressivi e spunti di notevole pregio che trasmisero ai tempi i primi sentimenti di smarrimento tra i fan, ma che, complessivamente, potevano essere rapportati a un contesto più tradizionale e classificabile nell'approccio, Dimension Hatross rompe definitivamente gli argini e le catalogazioni sonore per ergersi a vera e propria musa ispiratrice di tutti quelli che "oseranno" introdurre sperimentazioni nel rock duro, con sequenze allucinate intrecciate a dissonanze abilmente costruite sull'orlo di un rumorismo aggressivo e cacofonico.
Impeccabili tecnicamente e con la consapevolezza di poter osare nelle costruzioni architettoniche dei brani, i Voivod sfoderano, senza mai essere pretenziosi e seguendo virtute e canoscenza, una prestazione che rinuncia certamente alle velleità stilistiche dello speed metal ribaltando completamente i concetti di ritmica tradizionalmente intesi, ma senza far scemare quella tensione sonora che sembra inseguire sensazioni astratte dove timide reminiscenze punk si incastonano e si alternano a una rabbia psichedelica che trova sfogo negli strilli isterici di chitarre bizzarre ed eccentriche.

L' album viene rilasciato nel 1988 e tratta di un concept a carattere prettamente fantascientifico. Atmosfere inquietanti e surreali quanto teatrali e paranoiche lo dividono idealmente in due parti: il prologo e l'epilogo, l'alfa e l'omega. Questi sono i cardini del progetto visionario denominato Dimension Hatross sulla possibile esistenza di una nuova dimensione, apertasi in seguito a uno scontro tra due particelle: il protone e l'antiprotone, la materia e l'anti-materia, la razionalità e la follia, l'ordine e il caos. Gli estremi rappresentano i punti fondamentali per capire le coordinate stilistiche e concettuali di tutto il lavoro, che allegoricamente vuole quasi trascendere il significato originario del concept stesso, rapportandolo a una nuova dimensione sonora che da esploratori della musica i Voivod hanno saputo materializzare nell'immaginario dell'ascoltatore. Experiment è l'inizio straziante del muro sonoro a cui il gruppo ci sottopone, seguito dall'inquietante Tribal Convictions, dai virtuosismi bizzarri e isterici. L'ipnotica e "chiassosa" Chaosmongers è l'esempio più fulgido: il lavoro fragoroso delle chitarre dagli imprevedibili tracciati sonori è qualcosa le cui parole non possono argomentare. Soltanto una padronanza tecnica sopra la media e un approccio visionario alla musica possono estorcere allo strumento simili suoni.
Macrosolutions to Megaproblems ha un andamento quasi isterico nel suo incedere: è qui che viene fuori la rabbia punk che distilla parte del Voivod sound.
Ma siamo solo a metà disco. Irrompono le sinistre e oscure atmosfere di Brain Scan, pezzo caratterizzato dalla poderosa quanto martellante sezione ritmica di Away / Blacky. Ma non c'è tempo di tirare il fiato: Psychic Vacuum, che timidamente ci riporta su territori più convenzionali e roboanti, trasmette nei ritmi angoscianti tutto il suo potenziale distruttivo. Chiudono l'esperimento la breve Cosmic Drama, dalle sinistre partiture, e la curiosa cover di Batman, bonus track riproposta nella versione del famosissimo telefilm con Adam West.

In conclusione, risulta difficile argomentare su un disco davvero epocale. Una cosa è sicura: dopo questa prova , nel mondo del rock, nulla è stato più come prima. Riflettete...

Andrea 'ryche74' Loi

Tracklist:
1 Experiment
2 Tribal Convictions
3 Chaosmongers
4 Technocratic Manipulators
5 Macrosolutions To Megaproblems
6 Brain Scan
7 Psychic Vacuum
8 Cosmic Drama
9 Batman

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20 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
nik76 (15/05/2007 19:00)
0
Disco favoloso! Grande Andrea, hai disegnato come meglio non si poteva fare quello che band ha sintetizzato. Un classico!
mcdeath (15/05/2007 19:50)
0
Concordo pienamente con la recensione...Complimentoni.
Mover (15/05/2007 23:42)
0
il mio primo Voivod... è dura digerirli, ma ne vale la pena!

in realtà quello che mi è sempre risultato un po' ostico da interiorizzare sono le vocals atipiche di snake.
fingolfin82 (16/05/2007 00:16)
0
Bellissimo
whitepride (16/05/2007 11:32)
0
non siamo ai livelli stratosferici del successivo,ineguagliabile nothinface ma la strada si capisce che è quella giusta...immmensi voivod
swansong (16/05/2007 12:48)
0
Uno dei gruppi più importanti degli ultimi 20 anni in ambito metal e non solo...personalmente ritengo che fossero "troppo avanti" per la loro epoca...non hanno, purtroppo, avuto il riconoscimento ed il successo che avrebbero certamente meritato.
Ancora oggi ritengo Nothingface un disco leggendario e, per certi versi, "disumano"...alcuni passaggi "tecno-thrash-metal" d'avanguardia di quel lavoro (del 1989!!) non li ho trovati da nessun'altra parte...immortali!
sanvean (17/05/2007 15:04)
0
Ho il vinile comprato all'epoca! Stupendo, ma mai quanto Nothingface!
Cmq è inutile sbattersi tanto, il sublime è sempre stato per un'élite; tra l'altro coloro che i voivod non li hanno mai capiti (poveretti!) non leggeranno nemmeno questa recensione!
poeta73 (18/05/2007 10:19)
0
Era un gruppo troppo avanti per essere compreso da tutti. Forse questo il loro album che mi ha più colpito. Ottimo lavoro Andrea.
The RealKembruck (19/05/2007 13:06)
0
Il 100 si riferisce alla grandezza del gruppo, unico e inimitabile... questo è forse il disco più rappresentativo, ma anche i loro album di più "facile assimilazione" sono geniali!
www.forgotteninspace.tk è il sito ancora in costruzione del mio gruppo cover a loro dedicato è un omaggio ad uno dei gruppi più sottovalutati della storia del rock! Fateci un salto!
VOIVOOOODDD!!!
ironzeppelin (21/05/2007 18:50)
0
dico solo TRIBAL CONVINCTIONS
truepelle (26/05/2007 08:56)
0
Mi ricordo qunado comprai al tempo il vinile di Dimensions hatros, leggevo di questo grande gruppo pieno di genio e spinto dalla curiosita' scelsi di prendere questo disco per conoscerli visto che al tempo era appena uscito. il primo ascolto fu un colpo basso il primo istinto fu quello di lanciarlo fuori dalla finestra dallo schifo, poi al secondo ascolto il giudizio miglioro' , al terzo pensai che era un grande disco fino ad arrivare al giudizio che ho ancora oggi cioe' che e' un grandissimo capolavoro, secondo me tra i migliori del metal e il loro miglior disco anche se e' difficile scegliere tra tutti i loro capolavori
Chitarrista Beo (09/06/2007 02:01)
0
Che tristezza vedere così pochi commenti per un tale capolavoro... E pensare che si spendono fiumi di inchiostro per gente che non vale nemmeno un millesimo di questi geni canadesi...
Anfauglir (10/06/2007 20:34)
0
Indubbiamente il miglior album del quartetto canadese e l'ultimo che si può definire thrash.
La svolta psichedelica, per quanto Nothingface sia un album molto tecnico e originale, non ha lasciato il segno, tranne per poi essere rivalutato in seguito.
Personalmente avrei preferito che proseguissero sulla scia dell'altro capolavoro che è Killing Technology.
Comunque sia andata... GRAZIE PIGGY!

I'd rather think. Cause I can't live there. I'd rather... think!
Anfauglir (10/06/2007 20:35)
0
Il voto!
AZOELE (18/02/2008 14:31)
0
bello, meglio di nothingface.

p.s.: ma perchè mi cancellate i commenti? non scrivo neanche le parolacce.
ciao.
He_Who_Sleep (22/07/2008 12:48)
0
l'album dei Voivod che preferisco in assoluto, una band che ho amato molto ma che dopo Killing Technology ha preso una strada sperimentale che non sono mai riuscito ad apprezzare (già Nothingface incominciava leggermente a disturbarmi). Dimension Hatross a mio parere è il grande masterpiece dei Voivod, quel che viene dopo non mi appartiene.
mike_deflep&ledzep (25/12/2008 21:50)
0
dico solo:

RECENSIONE I-M-M-E-N-S-A!
darksun (04/01/2009 06:02)
0
Capolavoro ma NOTHINGFACE secondo me è ancora meglio.
Alex_Lugli (28/02/2011 01:56)
0
I Voivod sono una Band Thrash Metal canadese con forti influenze Punk e soprattutto Progressive formatasi nel 1981. I membri della band sono originari di Jonquiere, nel Quebec. Considerati come una delle più importanti formazioni Thrash/Progressive Metal futuristiche, in carriera, grazie ad una continua sperimentazione, hanno toccato vari generi musicali trovando anche un discreto successo commerciale. Dopo "Killing Technology" nel 1988 esce "Dimension Hatröss", album che prosegue la via intrapresa con il precedente lavoro. Musicalmente vengono abbandonate le componenti più furiose e Punk per dare spazio alla psichedelia pura, in particolare non vi è più traccia dello screaming a la Discharge di Snake, marchio di fabbrica dei primi lp e ora totalmente soppiantato dalla sua comunque eccellente voce pulita. I testi, scritti dal cantante ma ispirati da Away, compongono una sorta di oscuro Concept Album su un viaggio nella dimensione sub-atomica, esplicato in un corto prologo all'interno dell'Artwork, che pare inoltre ammonire il lettore della svolta musicale intrapresa dal gruppo con questo piccolo gioiello del Metal di ogni tempo.
"Dimension Hatröss", prodotto nel 1988 dalla Noise Records, è il quarto album della Band canadese Voivod. Contiene grandi brani che esemplificano al meglio lo stile compositivo della Band. Un album molto vario ed interessante all'ascolto per un grandissimo gruppo che ha fatto la storia del Metal, in dischi ispirati come questo ed il successivo, altrettanto bello, "Nothingface" (1989).
blackie lawless (08/02/2012 15:02)
0
concordo con la recensione, secondo solo a nothingface nella discografia della band canadese
20 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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