
Nell'opinione comune Down viene classificato, all'interno della discografia dei Sentenced, come il disco della svolta, quello che a suo tempo segnò il passaggio della band dal periodo death a quello heavy-gothic. Questa considerazione è a dire il vero un po' troppo semplicistica e trova chi scrive in disaccordo: è vero, in questo disco si consuma la dipartita di Taneli Jarva dal ruolo di bassista-cantante e l'arrivo di Ville Laihiala, che con la sua voce aiuterà non poco il successo di dischi come Crimson o The Cold White Light, ma il cambiamento musicale era già cominciato in Amok e non si fermerà di certo a questo platter, proseguirà invece anche in Frozen e troverà fine solamente negli ultimi tre album della carriera dei cinque scandinavi.
Down si presenta immediatamente come un disco di puro heavy metal che non ha la pretesa nè di risultare eccessivamente tecnico nè, cosa che stupisce, di fare delle atmosfere la sua arma principale. Sebbene infatti gli arrangiamenti depressivi ed intimistici facciano capolino in pezzi come l'intro (The Gate), Sun Won't Shine, oppure Keep My Grave Open, i ritornelli in stile Cross My Heart and Hope to Die sono ancora ben lontani e la band preferisce puntare su sperimentazioni sonore, come ad esempio le minori armoniche e le chitarre pulite di Crumbling Down, in modo da far si che l'album abbia come sua arma principale la varietà stilistica. Alla luce di queste considerazioni non stupisce il fatto che il singolo indiscusso di tutta la tracklist sia Bleed, canzone ben lontana da quello che in seguito verrà riconosciuto come lo stile Sentenced e che, a chi è all'oscuro del significato del testo, trasmette energia ed anche una certa dose di positività. In Ode to the End invece sembra di essere in un disco horror metal in stile Iced Earth o The Vision Bleak, anche se in più di un momento si sente gravare sul pezzo il peso dell'esperienza accumulata in passato con canzoni come Nephente e compagnia.
Passando a parlare della produzione e della prestazione dei singoli si può notare come Down sia un disco ben realizzato, ma sicuramente non agli apici, sia per quello che riguarda i suoni (le distorsioni avrebbero potuto essere curate maggiormente) sia andando a guardare la tecnica strumentale, arma che a dire il vero i Sentenced non hanno mai fatto propria nel corso della loro carriera, ma che in questo disco viene a mancare ancor di più. I nostri puntano il tutto per tutto sulla bellezza delle canzoni e bisogna dire che la scommessa riesce ed anche bene: pochi sono infatti gli episodi nella storia del metal in cui pezzi tanto semplici e lineari sono risultati anche così belli. Il CD, una volta inserito nel lettore, scorre via calmo e tranquillo lasciandosi apprezzare in ogni sua parte, anche dai neofiti del genere e da coloro che non sono avvezzi ai tecnicismi troppo esasperati in sede esecutiva, cosa che indubbiamente ha aiutato i nostri a far breccia nel cuore del grande pubblico nel corso della loro carriera.
Down dunque è un bel disco, con bellissimi pezzi al suo interno, ma, nell'umilissimo parere di chi scrive, non è classificabile nè come il platter della svolta nè come quello più bello all'interno della carriera dei Sentenced. Chi vuole ascoltare i veri capolavori di questa band farebbe meglio a rivolgersi a dischi come Amok e The Cold White Light dunque, ma rimane il fatto che anche all'interno delle 11 tracce di cui si sta parlando qui sono presenti numerose piccole gemme pronte a farsi scoprire da chi abbia voglia di ascoltare e, almeno per una volta, di non deprimersi eccessivamente.
Davide "Ellànimbor" Iori.
Tracklist:
1- Intro - The Gate
2- Noose
3- Shadegrown
4- Bleed
5- Keep My Grave Open
6- Crumbling Down (Give up Hope)
7- Sun Won't Shine
8- Ode to the End
9- 0132
10- Warrior of Life (Reaper Redeemer)
11- I'll Throw the First Rock
Commenti dei lettori (16)
il giusto compromesso tra l'aggressività degli esordi e le parti più melodiche e malinconiche che ritroveremo in dosi massicce negli album seguenti.
E poi "Noose", "Warrior of life" e "Sun Won't shine" sono tre delle migliori canzoni mai scritte dai finlandesi.
Anch'io vedo e rivedo il doppio live conclusivo con il cuore piangente, ma felice per le emozioni che riceve da questi maestri della musica/emozione.
E DOWN contiene alcune perle assolute della loro carriera:
Intro - The Gate/Noose, Bleed, Sun Won't Shine solo per citare le tre di spicco.
Unica pecca la produzione che certo non è quella dell'inarrivabile "The cold white light", in cui ogni strumento esploderà al massimo livello.
Grandi-grandi-grandi, per sempre!!!
Anch'io vedo e rivedo il doppio live conclusivo con il cuore piangente, ma felice per le emozioni che riceve da questi maestri della musica/emozione.
E DOWN contiene alcune perle assolute della loro carriera:
Intro - The Gate/Noose, Bleed, Sun Won't Shine solo per citare le tre di spicco.
Unica pecca la produzione che certo non è quella dell'inarrivabile "The cold white light", in cui ogni strumento esploderà al massimo livello.
Grandi-grandi-grandi, per sempre!!!
bleed una delle mie canzoni preferite
in questo disco non ci sono i ritornelli pop stile white cold light o simili, metal al 100%, e un true non può che apprezzare
11 tracce che lasciano decisamente il segno e danno all'ascoltatore emozioni a non finire
Grandissima interpretazione di Laihiala che sa emozionare sempre con il suo timbro di voce e liriche che sembrano poesie scritte dal maestro Lopakka
A mio avviso la produzione dell'album non può essere paragonata a quella di TCWL,appartengono a due periodi diversi
A parte tutto,vedo che parecchie persone come il sottoscritto,hanno un vuoto dentro di se a causa dello scioglimento della band
Vuoto incolmabile!
SENTENCED FOREVER
Bhè devo dire che mi sono perso molti gruppi interessanti del genere, considerando che non sono mai andato oltre ai Nithwish, Therion, e Paradise Lost.
Questo gruppo è veramente interessante, musica piacevole, belle atmosfere, non vedo l'ora di ascoltare tutta la discografia.
Accesso utenti