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recensito mercoledì 18 giugno 2003 alle 00:00 da Gug
Drama
 

Drama


Yes
1980, Atlantic
Prog Rock
Voto della redazione

Gli Yes che nessuno si aspetta, forse nella piu' aliena delle formazioni mai presentate nel corso della movimentata storia del gruppo. Jon Anderson e Rick Wakeman lasciano il posto ai due Buggles, Trevor Horn e Geoff Downes, dichiarati fans degli Yes, ma di tendenze musicali techno-pop, freschi artefici del successo mondiale Video Killed The Radio Star. Questo imprevedibile connubio genera uno dei piu' grandi e brillanti capolavori degli Yes, l'ultimo in ordine di tempo appartenente alla "golden era" ('70-'80). Il giudizio su Drama da parte dei fans e' ovviamente controverso, in particolare l'assenza del cantante storico Jon Anderson puo' deludere alcuni, ma la sostanza musicale e' intatta, l'approccio alle canzoni e' piu' ritmico che melodico ma gli ingredienti della Yes Music ci sono tutti, e Trevor Horn (in studio almeno, non tanto dal vivo...) fa del suo meglio per riprodurre i famosi duetti armonici stile Anderson-Squire. Geoff Downes cura gli arrangiamenti per tastiere in maniera molto diversa da Rick Wakeman o Patrick Moraz, illustri virtuosi che lo hanno preceduto, ma per l'economia dei brani risulta avere addirittura uno stile piu' efficace pur essendo meno barocco e fantasioso. La scuola Yes condurra' poi G. Downes a formare con S. Howe, J. Wetton e C. Palmer il supergruppo per eccellenza del progressive, gli Asia. Le canzoni di Drama sono tutte di altissimo livello, Machine Messiah e' una suite brillante, cambi di tempo, cambi di tonalita', alternanza di parti cantate e parti strumentali, suono duro e maestoso che diventa a tratti melodico e suggestivo, uno dei migliori pezzi degli Yes in assoluto, insieme con Sound Chaser, Siberian Khatru, Awaken e pochi altri. White Car e' un preludio di G. Downes che lascia presto la scena alla hit Does it really happen ? uno dei piu' grandi pezzi della musica rock costruiti su un riff di basso del grandissimo C. Squire (il vero leader del gruppo). Into the Lens e' piu' in stile T. Horn ma curata ed arrangiata da vero brano Yes, un pezzo che cresce e conquista l'attenzione lentamente ma inesorabilmente. Run Through the Light e' forse la canzone meno entusiasmante, del resto e' il recupero di un vecchio demo del periodo che precede la partenza di Anderson e Wakeman, ma offre spunti interessanti con T. Horn al basso e C. Squire al piano (!). La chiusura Tempus Fugit e' un tributo piu' o meno esplicito a se stessi, agli Yes, e ad un'era che stava finendo per sempre, brano veloce, incalzante, con tutti gli strumenti protagonisti, secondo tradizione. Il trio degli Yes "superstiti" Howe, Squire, White e' in splendida forma e non c'e' proprio nessuno da rimpiangere, credetemi. Se non vi piace Drama, solo perche' non c'e' Jon Anderson, probabilmente non siete veri fans degli Yes.
  • Trevor Horn: Vocals & bass on 5
  • Chris Squire: Bass, vocals, and piano on 5
  • Geoff Downes: Keyboards
  • Alan White: Drums
  • Steve Howe: Guitars
  1. Machine Messiah 10:27
  2. White Car 1:21
  3. Does It Really Happen? 6:34
  4. Into the Lens 8:31
  5. Run Through the Light 4:39
  6. Tempus Fugit 5:14
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15 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Abbadon (18/06/2003 11:50)
0
album buono, ma con Anderson e Wakeman gli Yes sono obiettivamente un'altra cosa
Brown Jenkin (18/06/2003 12:17)
0
Bell'album, manca però il caratteristico e inimitabile timbro di Anderson
Gug (19/06/2003 12:39)
0
...naturalmente sono anch'io per la line-up classica
con R. Wakeman (il mio tastierista preferito) e J. Anderson, ma alla luce delle recenti produzioni anni '90 molto deludenti, senza contare gli album
con T. Rabin, buoni ma non-Yes, ai grandi nomi spesso non corrisponde grande musica ... questo e' il bello di Drama, e' un gran disco a dispetto di J. Anderson, artefice si' del meglio ma anche del peggio degli Yes...
mcdeath (20/06/2003 21:06)
0
Non son un fan accanito del prog rock...ma quest'album è meritevole sotto ogni punto di vista!
Ramalama (24/06/2003 16:53)
0
concordo pienamento con il fatto che i grandi nomi spesso non facciano un grande album, anche se qui grandi nomi ce ne sono e come, Steve Howe non è certo uno strappacorde qualsiasi, Geoff Downes resta pur sempre uno dei migliori tastieristi in circolazione, nonché ottimo arrangiatore e compositore (avete sentito l'ultimo album di John Wetton?), Trevor Horn è Trevor Horn e Chris Squire idem; qualcosa di buono dovevano pur tirar fuori o no?
mazzanera (14/08/2003 13:08)
0
A me all'epoca piacque anche se un po' troppo commerciale(ricordate Does it really happen? come sigla finale di Discoring?)e pop se mi concedete la licenza.A un primo ascolto superficiale pensai anche che Trevor Horn avesse una voce vicina a quella di jon anderson(ma sbagliavo perche' la voce di jon e' inimitabile),segno evidente a mio parere che anche loro avevano paura di scontentare i fans.....
flagg (08/09/2003 11:38)
0
Pessimo! si salva solo Tempus Fugit.
Classico??? bah!
Gug (23/09/2003 17:29)
0

...non so quante volte dietro a giudizi drastici e sbrigativi (in positivo o in negativo e' lo stesso)
ci sia anche una qualche conoscenza della musica... a chi puo' interessare consiglio gli spartiti di Drama da confrontare con gli album precedenti, poi venitemi a dire che le caratteristiche principali non sono le stesse degli Yes classici...
marmar (22/03/2004 22:57)
0
Quando i signori Trevor Horn e Geoff Downes entrarono negli YES non ci volevo credere. Fummo in molti a chiederci, come fosse possibile che quelli di "Video Killed The Radio Star", per altro graziosa canzoncina pop che tutti canticchiavano, c'entrassero qualcosa con i Vecchi Maestri del Progressive. Ed invece ne è uscito un ottimo disco, Horn non fa rimpiangere un allora stanco Anderson e Downes innietta nuova linfa e nuove idee. "Does it really happen ?" è semplicemente strepitosa, con uno Squire al top della forma, ma neanche "Machine Messiah" scherza e poi "White Car" è un piccolo gioiello di melodia ed atmosfera. Il resto del disco è poco da meno, per cui non posso che unirmi a chi ne tesse le lodi. Che poi "Does.." sia stata la sigla di Discoring non ne fa per forza di cose una canzone spregiativamente "commerciale"; ritengo anzi sia stata una cosa positiva, perchè ha fatto conoscere gli Yes al grande pubblico italiano (inteso i non rockettari), che poi magari si è andato a comprare o risentire i loro vecchi dischi. Secondo me "Does .." è piaciuta perchè, commerciale o no, è una figata unica, una delle più belle canzoni mai partorite da Howe e soci.
marmar (26/03/2004 20:38)
0
Sorry, ho esagerato con il voto....
Rimane tutto quello che ho scritto, ma dopo un bel riascolto aggiusto un po' il tiro. Va bene così.
StarecZosima (14/09/2004 16:10)
0
Machine Messiah : 100
Gli altri pezzi sono molto inferiori : 49
power pokkio (18/05/2005 19:03)
0
HalfordMetalGod (02/06/2006 16:00)
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Nella versione rimasterizzata di questo album sono incluse alcune tracks rilasciate da Anderson&soci nel 1979... Pessime, tipico elettro-pop anni 80; se gli Yes dovevano essere quelli, preferisco di gran lunga questa semi-nuova formazione che con Drama si è mantenuta su livelli più che buoni. Un cambiamento di sonorità e stile era lecito, visto che il progressive rock era ormai in decadenza.
paolinopaperino77 (08/12/2007 18:08)
0
Devo ammettere che Drama non è il disco del catalogo Yes che ascolto più frequentemente, ma credo che rappresenti comunque un lavoro di qualità, con qualche intuizione sonora degna di nota. Premettendo che le qualità compositive e gli arrangiamenti della band rimangono di alto livello, quello che spiazzò forse il pubblico fu la virata sonora verso nuovi orizzonti, se vogliamo meno ariosi e sereni di quelli cantati da Anderson, ma questo tipo di considerazione la si è sempre fatta per tutte le bands che hanno cambiato formazione (Deep Purple, Black Sabbath, ecc.) modificando conseguentemente alcune coordinate sonore.
Il mio giudizio sull'album è complessivamente buono, lo ripeto, soprattutto perchè nell'opener abbiamo delle anticipazioni di quello che sarà il prog metal americano di un decennio più tardi (e non ditemi che qualcuno dei "giovani" progsters attuali non ha attinto da questi suoni). Forse non è il disco con cui partire alla conoscenza della band, ma rappresenta sicuramente un importante tassello del grande mosaico.
Quorthon '88 (08/12/2007 19:20)
0
Gli Yes non sono solo "The Yes Album", "Fragile" e "Close To The Edge", questo deve essere chiaro a tutti. Un buon esempio è questo "Drama", disco intenso, potente (per lo stile Yes) e melodico quanto basta, molto catchy e frizzante, insomma una ventata d'aria nuova per il gruppo inglese. Wakeman è il tastierista simbolo dei "Si", ma anche Geoff Downes fa la sua bellissima figura. Come non rimanere estasiati dalla bellezza disarmante di "Machine Messiah", "Into The Lens" e "Run Through The Light" (per non citare le altre)?
Grandissimi Yes!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
15 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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