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recensito giovedì 11 marzo 2010 alle 00:00 da Alessandro Cuoghi
Elect Darkness
 

Elect Darkness


IXXI
2009, Candlelight Records
Black
Voto della redazione

Un album sicuramente non per tutti questo "Elect Darkness", terzo ed ultimo lavoro degli svedesi IXXI, scioltisi per divergenze interne nel febbraio 2010, circa un anno dopo la sua pubblicazione.

La band, che conta la presenza di membri degli oscuri Ondskapt e degli Zavorash, nacque come side-project nel 2006 con l'intento di fondere sonorità Rock and Roll al Black Metal.
Sebbene i primi due dischi del gruppo, "IXXI" ed "Assorted Armament", seguano tale prerogativa di partenza, il terzo lavoro in studio mostra una decisa virata verso sonorità maggiormente oscure ed angoscianti, pur non perdendo del tutto lo stile iniziale.
L'atmosfera plumbea, il sound marcio ed una voce sanguinante, rendono il disco in questione un prodotto di difficile digestione per la maggior parte dei possibili fruitori.
A tratti opprimente e claustrofobico, a tratti pesantemente dissonante, "Elect Darkness", specchio dell'attidudine puramente Black Metal della band, è mirato solamente ad una ristretta schiera di pubblico estremo.
Secondo le stesse dichiarazioni degli IXXI, infatti, l'obiettivo maturato dal gruppo è stato quello di un'involuzione ponderata dei canoni di un genere che nel nuovo millennio, a causa di band dichiarate "troppo grandi e votate solo alle vendite", sta diventando sempre più mainstream.
Lo stesso monicker, relazionato ai fatti dell'11 settembre 2001, denota una attitudine no-compromise, discutibile ed assolutamente oscura e pericolosa dei componenti.

Ma parliamo del sound, perchè di carne (umana) al fuoco sembra essercene parecchia.

Durante lo scorrere del disco si assiste al susseguirsi di stili e sonorità differenti, dal Depressive più oscuro, alla presenza di brani dove a farla da padrone è la seminale cattiveria Raw Black, fino ad episodi caratterizzati da soluzioni compositive di stampo maggiormente moderno.
Grazie ad un riffing tagliente, vario e coinvolgente ed alla capacità di rompere schemi predefiniti, "Elect Darkness", riesce nell'intento di colpire l'ascoltatore, coinvolgerlo nella sua assoluta oscurità e stritolarlo fra le sue spire.

I brani di caratura elevata sono diversi, fra cui l'angosciante "Western Plagues", dove drappeggi chitarristici dissonanti adornano un cantato gutturale, creando esoteriche e spaventose figure astratte, capaci di descrivere l'odio della band per il mondo occidentale.
Altri pezzi di valore sono "Sinrush", forte della presenza di quel Black and Roll che aveva segnato la genesi della band e "Southern Tribes" capace di fondere sonorità più moderne e Death Metal oriented con un riffing stridente ed assolutamente Black.
Il fascino per la faccia più malinconica ed oscura del genere emerge nettamente della depressiva "Beyond The Rapture", mentre il valore della band è illumuniato dall'ottima "Enthusiasm", canzone particolarissima e miglior episodio del platter secondo il sottoscritto, dove sfuriate darkthroniane si alternano a cambi di registro violenti quanto inaspettati.

Concludendo: questo "Elect Darkness", ultimo battito d'ali degli IXXI, si presenta senz'altro come un'uscita di tutto rispetto nel panorama Black Metal europeo, traendo forza da una buona varietà stilistica e voglia di osare, pur rimanendo nel contesto.
A prescindere dai gusti musicali, è notevole come gli IXXI abbiano centrato appieno il bersaglio iniziale, fregandosene altamente di trend e clichet, come fecero a loro tempo i leggendari act del passato e sfornando un disco che verrà capito da pochi e fra quei pochi verrà apprezzato solo da una ristretta minoranza.

Alessandro Cuoghi



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Line Up:     

Totalscorn: vocals
Acerbus: guitar
Nattdal: guitar
Avsky: bass
Smoker: drums
Talon: guitar
Devo: synth


TRACKLIST:

1.  Underworld
2.  Western Plagues
3.  Southern Tribes
4.  Sinrush
5.  Beyond The Rupture
6.  Elect Darkness
7.  Enthusiasm
8.  Eastern Minions
9.  Northern Floods
10. Vindicator
11. A Bitter Lesson

 

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1 commento - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Feno (11/03/2010 22:24)
0
Innanzitutto volevo fare i miei complimenti ad Alessandro per aver messo in risalto queso incredibile lavoro (Elect Darkness appunto).
Fa sempre piacere notare che ci sia gente pronta a notare e volorizzare le uscite delle band meno conosciute, sopratutto se si tratta di un buon gruppo.
In secondolo luogo volevo esprimere un parere nei confronti del cd in questione: nonostante l'abbia ascoltato poche volte, ho colto sin dall'inizio l'alto livello qualitativo del platter (come non notarlo?!) e l'originalità della band.
Perchè proprio di orginalità si parla: in ED la band svedese ci propone un mix di generi davvero interessanti, il tutto incorniciato da una produzione pulita e precisa (ovviamente per trattarsi di BM).
In alcune canzoni il ritmo cadenzato e la voce sospesa tra screaming e cleaning m'ha ricordato i migliori Urfaust, mentre nelle parti più Black'n Roll oriented è inevitabile il rimando ai Carpathian Forest del passato, ho apprezzato molto anche le parti riflessive e calme del disco.
L'unica cosa su cui non sono d'accordo con te è il target al quale è indicato Elect Darkness: non ritengo assolutamente sia indirizzato ad un "pubblico" d'èlite.
Nonostante sia un full variegato e policromo, ritengo possa convincere una grande fetta dal popolo Black (e non).
Grazie all'enorme qualità del prodotto proposto sono convinto che non catturerà esclusivamente l'attenzione dei più aperti di mente (non che ci sia bisogno di chissà quale apertura eh) ma piacerà anche a tantissimi altri blackster.
I dischi apprezzabili da pochi, secondo me, sono ben altri ( qualche esempio nel panorama Black contemporaneo? Emit, Circle of Ouroboros, Slagmaur, Velvet Cacoon e via dicendo).
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