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recensito mercoledì 18 luglio 2007 alle 00:00 da Angelo D'Acunto
Fire Up The Blades
 

Fire Up The Blades


3 Inches Of Blood
2007, Roadrunner Records
Heavy
Voto della redazione

Apparsi come un fulmine a ciel sereno con l'esordio Battlecry Under A Winter Sun che lasciava già presagire quale sarebbe stata la linea condotta dalla band canadese ed osannati all'infinito con il secondo Advance And Vanquish; un misto fra cavalcate thrash ed heavy di pura matrice anni Ottanta rivista in chiave moderna. I 3 Inches Of Blood si ripresentano con la sezione ritmica totalmente rimaneggiata e con Fire Up The Blades, un disco attesissimo da tutti i fan della band che continua sulla stessa strada intrapresa dal sestetto canadese con gli esordi, senza alcun tipo di cambiamento e continuando con il personale tributo alle vecchie glorie degli anni Ottanta quali: Iron Maiden, Judas Priest, Overkill, Exodus e simili.

Fire Up The Blades, prodotto dal batterista degli Slipknot Joey Jordison e registrato all'interno degli Armoury Studios di Vancouver, continua sulla stessa strada dei lavori precedenti mettendo parzialmente da parte la versione più melodica della band già vista nel precedente Advance And Vanquish dando maggiore velocità ed incisività ai pezzi. La lineup della band è totalmente rimaneggiata ad esclusione dei due singer Cam Pipes e Jamie Hooper, le ritmiche nevrotiche e velocissime delle chitarre di Justin Hagberg e Shane Clark si fondono insieme creando un'effetto omogeneo, devastante ed incredibilmente efficace che viene sorretto perfettamente dall'ex batterista dei Walls Of Jericho Alexei Rodriguez dietro le pelli. L'inizio del disco è affidato all'intro Through The Horned Gate che fa da preludio ad una Night Marauders veloce e violenta; le voci dei due singer, una acuta e l'altra sporca, si intrecciano fra loro aggiungendo quel pizzico di originalità che contraddistingue quello che è ormai diventato il marchio di fabbrica della band. I 3 Inches Of Blood continuano a picchiare duro sui loro strumenti e lo fanno nel migliore dei modi, basti dare un'ascolto alle successive The Goatrider's Horde e Trial Of Champions; brani che hanno la capacità di creare l'effetto di un vero e proprio pugno nello stomaco. Il resto dell'album scorre veloce e lineare fra furiose cavalcate thrash oriented e cambi improvvisi di ritmo senza dare la minima idea di dar tregua all'orecchio dell'ascoltatore, passando fra le epiche God of the Cold White Silence e Forest King che valgono da sole il prezzo del disco e concludendosi nel migliore dei modi con i cavalli di battaglia Black Spire e The Hydra's Teeth. L'unico punto negativo dell'intero album viene identificato nella traccia The Great Hall Of Feasting, forse l'unico pezzo del disco che esce fuori dai soliti schemi di barbarica violenza della band rallentando lievemente il ritmo del disco; sicuramente un esperimento dei sei canadesi che non è riuscito in pieno ma che non abbassa di certo la qualità dell'intero lavoro.

Per concludere, Fire Up The Blades è un disco che, al contrario del suo predecessore necessita di qualche ascolto in più per riuscire a convincere in pieno, ma che nonostante ciò risulta essere ugualmente capace di rievocare alla mente gli anni d'oro della scena heavy e thrash metal; un'album che se non fosse per la produzione moderna e per la scelta di utilizzare due singer con stili di canto differenti, potrebbe essere tranquillamente avvicinato alle migliori cose concepite dai mostri sacri degli anni Ottanta.

Angelo 'KK' D'Acunto

Tracklist:

01 Through The Horned Gate
02 Night Marauders
03 The Goatriders Horde
04 Trial of Champions
05 God of the Cold White Silence
06 Forest King
07 Demon's Blade
08 The Great Hall Of Feasting
09 Infinite Legions
10 Assassins Of The Light
11 Black Spire
12 The Hydra's Teeth
13 Rejoice In The Fire Of Man's Demise

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10 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
CirithUngol (18/07/2007 12:34)
0
Ancora non l'ho preso, il precedente mi è piaciuto moltissimo, questo 76 mi ha demoralizzato un pochino, io spero in qualcosa di più.
firegod (18/07/2007 14:11)
0
Mezza delusione anche per me, anzi, diciamo tre quarti di delusione, ma di sicuro non da 50 come per ManOfWar....diciamo un 80 dai, sono pur sempre i 3 Inches of Blood, e il loro marchio di fabbrica è riconoscibilissimo. D'accordo con la recensione sul fatto che è più difficile da assimilare rispetto al suo predecessore, a cui io personalmente avevo dato 100... Quello si che spaccava di brutto! Comunque questi ragazzi meritano, teniamoli d'occhio!
3 is the Magic Number!
theomen74 (18/07/2007 15:17)
0
Trovo il voto giusto, purtroppo è così, questo disco pur essendo valido ha perso la componente melodica che contraddistingueva A & V, sostituendola con un indurimento del sound in favore di una matrice death/thrash, inoltre abbisogna di più ascolti per apprezzarlo appieno, mancano soprattutto i ritornelli che nel precedente ti si ficcavano in testa anche solo dopo un ascolto, Conte mi spiace, ma non ti piaceranno più come prima!!!
TheAnswer-MetalWarrior (18/07/2007 16:25)
0
io non li conoscevo, ma a me il disco sta piacendo moltissimo! Un po' ripetitiva forse la voce di Hooper, ma la proposta è veramente originale (per i canoni del genere) e la cattiveria è infinita. Gli highlights sono The Goathriders Horde e The Trial Of Champions, in attesa di assimilare le ultime 2. Bruttine la 8 (come dice la recensione) e un po' noiosa la 9, ma disco enormemente soddisfacente! Sto aspettando i precedenti...
jobless (20/07/2007 10:43)
0
Disco piu' maturo del precedente,avanti cosi'.
FallFromGrace (20/07/2007 12:32)
0
Molto buono, feroce e ricco di cambi di tempo. Forse un pò meno digeribile subito del precedente. Ma non si può chiedergli di più, questi canadesi vanno veramente forte.
Il loro mix rinvigorisce e rinnova quei bei ricordi ai cui noi tutti (quelli di una certa età) siamo affezionati. Con loro il nuovo ed il vecchio insieme per un prossimo futuro di godereccio headbanging.
nacht (20/07/2007 12:38)
0
Lo comprerò sicuramente,il precedente è da paura.
misfit82 (21/07/2007 17:27)
0
MI è PIACIUTO PIù DEL PRIMO. PIù AGGRESSIVO SECONDO ME.DATEGLI UN ASCOLTO.
firegod (25/07/2007 16:52)
0
Per TheAnswer-MetalWarrior: se a questo hai dato 85 aspetta a sentire l' album precedente, Advance And Vanquish e vedrai... non potrai far altro che dargli 100! ti spacca il culo. Ciao!

dead (28/08/2007 21:07)
0
L'unico grande difetto di questo album è quello di essere il successore di A&V.
Nutrivo in esso una grandissima aspettativa, che subito dopo i primi ascolti è venuta un pò meno.
Canzoni più complesse, stile leggermente indurito, e sensazioni diverse. L'altro cd dopo 2 giri nel lettore era già etichettato come capolavoro, questo no.

Mi ci è voluto decisamente più tempo del predecessore per coglierne l'essenza infatti, ma quando cominci a conoscere bene 5/6 canzoni, e le ritieni tutte veramente belle, ti accorgi di avere di fronte a te, ancora una volta, un grandissimo album.

Non è un capolavoro come A&V, ma è veramente subito sotto, ma soprattutto è molto sopra a praticamente tutti i cd di gruppi nuovi che stò ascoltando.

Questi 3IoB per me, sono una delle band migliori degli ultimi anni, originali, sperimentali (2 cantanti, fate voi...) tecnici e autori di gran belle canzoni (che poi è quello che conta).

Le migliori, God of the Cold White Silence, Forest King e Trial Of Champions, con quest'ultima, candidata ad essere la loro miglior canzone fino ad oggi.
10 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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