
“Tutto ciò che nella sua specie è perfetto deve trascendere la sua specie, deve diventare qualcosa d’altro, qualcosa d’incomparabile. In certe note l’usignolo è ancora un uccello, ma poi si solleva al di sopra della sua classe e sembra voler insegnare ad ogni pennuto che cosa realmente significhi cantare.” (Ottilia. Le Affinità Elettive, Goethe).
Se i Blind Guardian hanno da sempre seguito un'etica, mostrando un’attitudine e un coraggio tale da rimettersi ogni volta in discussione, questa non può essere che quella dell’esplorazione. Grazie a questa attitudine pionieristica, i Blind Guardian hanno portato la loro musica così singolarmente lontano da diventare un gruppo incomparabile.
Questo processo musicale è stato sempre stato contrassegnato da una forte polemica, perché l’evoluzione che ha permesso alla band tedesca di dislocarsi dalla massa in cui la maggior parte delle band classic continua a trovare la propria ubicazione, è qualcosa che non riscuote le simpatie di certi modi intransigenti di concepire la musica, ed è qualcosa di unico che non ha eguali nella scena classica contemporanea. Dischi sempre diversi ma mai opposti, passi assestai uno dopo l’altro con una cura e una dedizione sempre più sorprendente. Fly è - ancora più dei suoi predecessori - un nuovo punto cardine per la carriera della band, che si presenta per la prima volta su Nuclear Blast e senza il buon Thomen Stauch dietro le pelli.
Fly
Annunciato come il brano più complesso e inusuale di quelli che comporranno l’ottava fatica da studio della band di Krefeld, Fly porta in grembo tutte le paure e i timori del caso, per poi svelare tutte le sue virtù e annientare una a una le angosce e gli allarmi che fluttuano attorno a ogni nuova composizione del Guardiano. Dieci secondi spiazzanti come non mai lasciano il posto a un pezzo clamoroso. Chitarre ritmiche aggressive e in grande evidenza (come non fu sempre in A Night at the Opera) e una sezione ritmica da lasciare senza fiato. Sì, perché tra break e bridge rallentati, nei riff di Fly si scatenano i Blind Guardian più irruenti. Una condotta che sconvolge come non mai all’inizio, ma che ascolto dopo ascolto manifesta tutte le sue trame, in una continuità che si rivela con impressionante naturalità.
Manca quasi del tutto la venatura epica che caratterizzò tanti classicissimi, il ritornello è quanto di più atipico ci si possa aspettare... eppure il brano tuona il nome ‘Blind Guardian’ in ogni sua parte. Sognante e schiaccia-ossa allo stesso tempo, farcita di accorgimenti di una finezza sconvolgente, Fly è qualcosa prima da capire, poi da godere dal primo all’ultimo secondo.
Skalds & Shadows
Non poteva esserci regalo migliore per i nostalgici della ballate dell’era di mezzo (Lord of the Rings / The Bard’s Song (In the Forest) / A Past and Future Secret): Skalds & Shadows raccoglie l’eredità dei capolavori acustici che hanno segnato il periodo più epico dei Blind Guardian, unendone gli stilemi in una versione da brividi. Il brano nasce su una struttura molto vicina a In the Forest (un arpeggio semplice e pieno di passione per l’antico, armonizzato la seconda volta) e si muove su lande molto vicine a A Past and Future Secret, con un flauto - portato alla causa dal nuovo batterista Frederik Ehmke, che è cresciuto nella musica folk - che impreziosisce il sentimento vetusto di questo malinconico racconto dei bardi del Nord.
In A Gadda da Vida (Iron Butterfly Cover)
Ci vuole una dose si sana follia per pensare di racchiudere oltre 17 minuti di acid-blues-rock pseudo-psichedelico basato su improvvisazioni strumentali e tribalismi, in un brano speed metal di 3:37. Dose di follia che non è mai mancata ai Blind Guardian, e che fortunatamente fiancheggia doti di musicisti, compositori e arrangiatori ogni volta più sorprendenti. In breve, una maniera splendida per onorare il primo disco di platino della storia del rock (era il 1966) e uno dei capolavori della musica.
Qualche riga per Frederik Ehmke, tra mille conferme scoperta più che rassicurante. Quando si cambia un membro, in una macchina perfetta che funziona da oltre venti anni, qualcosa rischia di non andare per il verso giusto. Invece il giovane Ehmke si guadagna una promozione a pieni voti, nel mantenere una continuità con lo stile di Stauch (prima di tutto la pioggia serrata di elementi) e talvolta anche arricchendolo con soluzioni ritmiche e strumentali che non appartenevano più di tanto ai modi del buon Thomen.
A conti fatti, l’unico aspetto non pienamente convincente è la cover: bella e suggestiva senza dubbio, come sempre piena di citazioni di quella che ormai è diventata l’iconografia dei Blind Guardian, ma senza quella scintilla che da Battalions of Fear a Imaginations Through the Looking Glass (ebbene sì, anche della tanto contestata copertina di A Night at the Opera) aveva caratterizzato tutti gli artwork che suggellavano la musica del combo di Krefeld. Sarà colpa dello stile troppo noto di Anthony Clarkson? Forse. In ogni caso per l’album è lecito aspettarsi una presentazione artistica più carismatica e singolare.
A proposito dell’album in previsione per fine estate, Fly è più di un piccolo passo verso quello che sarà il disco. Se Somewhere Far Beyond aveva portato i Blind Guardian in terreni lontani mai visitati, se Imaginations from the Other Side aveva aperto un passaggio segreto con l’anima, se Nightfall in Middle Earth, geniale crepuscolo di malinconia, aveva raccontato la caduta della notte sulle terre di Tolkien, e se A Night at the Opera era una teatrale e pomposa dimostrazione di onnipotenza… Fly (e Skalds & Shadows) sembrano aprire le porte di quello che si preannuncia essere - come da working-title annunciati per il full, e testi di questo singolo - un labirinto da cui i Blind Guardian pare usciranno ancora una volta vincitori.
Tracklist:
1. Fly
2. Skalds & Shadows
3. In A Gadda Da Vida (Iron Butterfly Cover)
Alessandro 'Zac' Zaccarini
Commenti dei lettori (64)
Ah, per me anche la cover spacca ^^
1) Fly: l'inizio lascia senza dubbio spiazzati (come giustamente sottolinea la recensione), ma i problemi non si fermano qui: l'intera song personalmente non mi suggerisce tutta questa aria di novità rispetto ad ANATO: piuttosto, per melodie ed atmosfera, il pezzo pare orientato sul "progressive rock" alla blind nuova era di pezzi come sadly sing destiny e age of false innocence...mha...personalmente l'unico momento di esaltazione (relativa) l'ho provato dopo i due ritornelli, nel pezzo "life is a map" etc etc...cmq nulla di lontanamente paragonabile ai vecchi lavori...di certo una struttura della canzone più matura ed una fuga da tutto ciò che possa etichettarsi come commerciale, però da qui a dire che il nuovo singolo "è bello" ce ne passa parecchio....
2) Skalds and shadows: song carina, ballad nel puro blind guardian stile, però cmq troppo canonica...si può fare molto di più a mio parere unendo le melodie d qsta canzone a strutture cm qle d fly...
3) In a gadda da vida: da un punto di vista prettamente personale, decisamente insufficiente. Rivogliamo surfin usa e barbara ann!
Tirando le somme, un singolo che sfiora appena la sufficienza, se non altro per la cura del booklet, la bellezza della copertina e la B-side skalds and shadows...il problema è che tutti questi dovrebbero essere elementi di contorno ad un "piatto forte" di cui in questo "fly" si sente fortemente la mancanza. Due parole in fine per il nuovo batterista, mr. Ehmke: oggettivamente penso che sia condivisibile che (per ora) non faccia nulla che il compianto thomen non riuscisse a fare. Non mi sembra il caso di gridare al miracolo quando obiettivamente ci vengono offerte prestazioni così "mediocri" rispetto a quello a cui siamo abituati.
Concludendo, qst "fly" delude le aspettative per almeno due motivi: in primo luogo perchè non ci fornisce un indizio sufficiente di dove stiano andando i blind guardian con il nuovo album, in secondo perchè (almeno per quello che mi riguarda) si tratta di materiale di qualità ben lontana da quello dei tempi d'oro di NITME e di IFTOS...speriamo bene per il futuro ma la vedo grigia.
Il primo minuto di Fly mi ha fatto paura, temevo che la band continuasse sulla strada già troppo complessa di ANATO, poi la song torna su quello che i BG ci hanno sempre proposto, musica raffinata e intricata, ma suonata semplicemente, in modo diretto, dove i cambi ritmici e melodici non sono così fulminii, tanto da stordire l'ascoltatore (come in ANATAO), ma tuto scorre fluido.
Per cui la trccia è buona e se è la più complessa del nuovo lavorom, allora spero che i BG puntino ad essere poù diretti che cercellonici.
Solo 2 noter negative:
1) Il suono ancora sullo stile ANATA, troppo pultio che priva di Potenza
2) Il batterista bravo ma nn pesta come Thomen, tanto da passare in secondo piano e non va bene....
P.S:l'artwork piace anche a me.
perquanto riguarda le tracce:
Fly: all'inizio ero un pò perplesso su questa song ma i vari ascolti hanno rivelato una canzone potentissima e schiacciasassi combinata alla melodia sublime alla quale ci hanno sempre abituato i bardi di Krefeld...sorpresa!
Skalds and Shadows: commovente,epica e suggestiva...rinchiude tutte le caratteristiche evocative del gruppo...favolosa!
In A Gadda Da Vida: cover di un pezzo splendido e storico magistralmente riveduto...accativante!
Skalds... è bellissima, il "solito" brano medievale che i blind scrivono a occhi chiusi e interpretano alla perfezione. gradita conferma.
Fly è stranissima, moltissime influenze diverse, davvero particolare: e non ho ancora capito se mi piace o meno. quando lo capirò alzero o abbasserò il voto di un 5/10 punti circa. detto questo, 80 è un voto pazzesco per una nuova uscita/singolo di un quarto d'ora. ;)
Fly è una canzone mediocre, Skald And Shadows è la migliore delle tre, una buona canzone, la cover degli iron butterfly è simpatica. Do 60 anche perkè la copertina mi piace, sennò avrei dato 55...
Spero in bene per l'album.
a me piacciono TUTTI i dischi dei BG, anche ANATO, e so (quasi :P) per certo che non deluderanno. ma per ora mi trattengo e rimango fermo al mio 60.. anzi, 63, dai. Fly passa da momenti di puro genio ad altri che lasciano decisamente il tempo che trovano.
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