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recensito domenica 08 ottobre 2006 alle 00:00 da Alex Lugli
Hell Awaits
 

Hell Awaits


Slayer
1985, Metal Blade
Thrash
Voto della redazione

Crucify The So Called Lord
He Soon Shall Fall To Me
Your Souls Are Damned Your God Has Fell
To Slave For Me Eternally
Hell Awaits...

Nel 1985 gli Slayer, reduci dallo storico debutto Show No Mercy, dall’EP Haunting The Chapel (con ottimi brani quali Chemical Warfare e Captor Of Sin) e da Live Undead (in realtà una studio-session del gruppo passata per live album dallo stesso Brian Slagel, boss della Metal Blade che modificò i nastri con pesanti sovraincisioni), approdano a una maturazione stilistica e compositiva rilevante che li porterà verso il capolavoro assoluto Reign In Blood, in uscita l’anno successivo.
Show No Mercy, pubblicato due anni prima nel dicembre 1983, si è affermato come caposaldo attestante l’avvenuta nascita del thrash metal, assieme al contemporaneo Kill 'em All dei Metallica (maggio ‘83). Seppur ancora pregno di forti spunti e reminiscenze N.W.O.B.H.M., infatti, l’album procede in una direzione musicale di forte evoluzione stilistica, esasperando gli sfoghi estremisti di band come Venom ed Exciter e rivelandosi di fatto una fonte di grande influenza per molti gruppi che vedranno la luce in quel periodo; brani come Evil Has No Boundaries, The Antichrist, Die By The Sword, Black Magic e Show No Mercy si rivelano immediatamente dei grandi classici del movimento thrash degli albori, attestando di fatto il valore del gruppo che da qui partirà nella sua superba carriera, una cavalcata metallica che li porterà sul trono di leader indiscussi del genere.

Nell’agosto del 1985 i tempi sono ormai maturi per il disco della conferma e della consacrazione: è così che vede la luce Hell Awaits, una tra le più belle uscite estreme degli anni Ottanta.

Sin dalla title-track posta in apertura, Hell Awaits, si può cogliere il salto di qualità. E’ lo stesso Tom Araya che ci introduce al platter con la sua sinistra declamazione, quel Join Us ripetuto più volte al contrario, sorta di preludio all’Inferno che attende; l’intro del brano è assolutamente coinvolgente e mostra come la band abbia decisamente indurito e velocizzato la propria proposta musicale rispetto al debutto, grazie anche all’aggiunta del doppio pedale, qui suonato magistralmente per merito del drumming preciso e potente, tecnicamente rilevante, del grande Dave Lombardo.
A seguire Kill Again si attesta sui medesimi livelli compositivi: i continui cambi di tempo e le pregevoli linee chitarristiche, sia ritmiche che soliste, del duo King-Hanneman consegnano anche questa traccia all’immortalità.
At Dawn They Sleep, cadenzata e solenne nel suo incedere, dai suoni cupi e sepolcrali lascia trapelare quanto gli Slayer di questo album abbiano influenzato band seminali quali Possessed o Death nella stesura dei loro primi lavori, che, recependo la lezione ed estremizzando alcuni parametri stilistici, hanno traghettato il thrash verso la prima forma compiuta di death metal.
Praise Of Death e la successiva Necrophiliac si segnalano tra i brani più feroci del disco, nei quali sia King che Hanneman forgiano una serie di riff da antologia, tra cambi di tempo e velocità elevata; anche in questo caso il risultato è ottimo.
Anche le restanti Crypts Of Eternity e la conclusiva Hardening Of The Arteries, due canzoni potenti e senza compromessi, si attestano su standard qualitativi altissimi, chiudendo nel migliore dei modi un album assolutamente stupendo, all’interno del quale tutto funziona e suona in maniera egregia - l’unico appunto rimarchevole si può eventualmente indirizzare alla produzione di Brian Slagel e Bill Metoyer, non sempre all’altezza e piuttosto penalizzante nella resa sonora.

In conclusione, con Hell Awaits siamo di fronte ad un lavoro maestoso e basilare per lo sviluppo del thrash metal estremo (ancora in via di definizione) e del successivo death primigenio, che ha il grande pregio di plasmare e indicare coordinate stilistiche rilevanti, paradigmi sonori con i quali necessariamente bisogna confrontarsi e fare i conti per chissà quanto tempo ancora. La prima grande testimonianza della superiorità musicale degli Slayer, e Reign In Blood è proprio lì, dietro l’angolo…

Alex Lugli

Tracklist:
01 Hell Awaits
02 Kill Again
03 At Dawn They Sleep
04 Praise Of Death
05 Necrophiliac
06 Crypts Of Eternity
07 Hardening Of The Arteries

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58 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2 3
-Abbath- (08/10/2006 01:17)
0
inchiniamoci.
sharkasd (08/10/2006 01:35)
0
nioj su...
mcdeath (08/10/2006 01:51)
0
la solita classifichina...
Reign in blood 100
Season in the abyss 98
South of Heaven 96
Hell Awaits 94
metaldavide (08/10/2006 02:28)
0
be' che dire un pezzo di storia, del metal ... magari non il migliore album targato slayer , ma cmq sempre un capolavoro come pochi altri
mata (08/10/2006 04:55)
0
non c'è storia!!!
metalrulez87 (08/10/2006 10:07)
0
join us , ... join us , ... join us , ... join us , ... join us , ...

nik76 (08/10/2006 10:42)
0
...sono d'accordo, un disco favoloso...devastante ed inaspettato che ha aperto la strada ad una nuova interpretazione della violenza nella musica
Count_Ghrischnack (08/10/2006 10:42)
0
Ah che bello la aspettavo da tempo sta recensione..cmq un cd capolavoro,soprattutto per l'anno in cui è stato scritto..NECROPHILIAC la migliore..immenso..
Thrash 'Till Death (08/10/2006 10:44)
0
album buono, ma hanno saputo fare decisamente di meglio. Disco che apparte qualche buono spunto qua e là non mi trasmette molto. Più che sufficiente, per carità, ma niente di clamoroso.
fritz (08/10/2006 12:24)
0
per ora non sono riuscito ad apprezzarlo granchè...tanto di meglio in casa assasini! comunque bell'album
trippuddu (08/10/2006 14:23)
0
questo album fà male!
metalviking (08/10/2006 14:59)
0
Album grandioso e seminale per l'extreme metal che verrà poi dopo.
frankwells (08/10/2006 18:17)
0
Il disco più "death metal" e più cupo degli Slayer, il mio preferito dopo "Seasons...". Grande!
metalpiz (08/10/2006 19:13)
0
spacca anke se in certe punti s perde un po
mike_deflep&ledzep (08/10/2006 19:23)
0
incredibile la maturazione compositiva degli Slayer in questo full-length dove le canzoni si fanno più oscure, più contorte, più significative rispetto alle sfuriate del primo "show no mercy". La personalizzazione dello stile si nota anche nell'evoluzione degli assoli che diventano "rumoristici". Gli slayer ci stupiscono con cambi di tempo, alternanza di parti cadenzate e parti velocissime. Particolarmente significative sono Hell Awaits ( non mi fa impazzire ma anticipa di brutto reign in blood), At dawn they sleep, Kill Again (micidiale), e soprattutto quel capolavoro assolutissimo di Crypts of Eternity (la mia canzone preferita degli Slayer dopo Seasons In the Abyss) che mostra l'incredibile capacità di songwriting di Araya&co. La prestazione di Dave Lombardo è disumana, Araya offre una prova esemplare come nel debutto. In ogni caso Praise Of Death e Hardening of the Arteries sono traccie non perfettamente riuscite e a loro è dovuto il mio 85.
Disco imprescindibile e fondamentale.
sanvean (09/10/2006 00:05)
0
Beh... mi ricorda i miei vent'anni... lo voto solo per quello!
necrophiliac (09/10/2006 11:04)
0
chissà perchè mi chiamo necrophiliac :)
Stefano Risso (09/10/2006 11:15)
0
Ascoltato ora fa quasi "sorridere"...
Buon disco, belle canzoni, feeling oscuro, tutto bene, ma a mio avviso un giudizio un po' esagerato.
Poi se questa batteria è tecnica... ;-P
dragomic (09/10/2006 11:51)
0
QUESTA è STORIA!!! PUNTO. E MERITA 100!!
Gabriele Brawler (09/10/2006 11:56)
0
Stupendimo....Hell Awaits è una delle mie canzoni preferite degli Slayer (forse la mia preferita...)con un Tom Araya assurdo (più veloce di una Ferrari...)
E poi Necrophiliac...aaaaah...

Basta...stupendo....

join us...join us...join us...join us....join us....
58 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2 3
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