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recensito sabato 13 gennaio 2007 alle 00:00 da Mauro Gelsomini
Human Nature
 

Human Nature


Harem Scarem
2007, MTM / Frontiers
AOR
Voto della redazione

I melodic rocker canadesi tornano a distanza di poco più che un anno dalla loro ultima studio release, Overload, che soffriva un po' della ripetitività di alcune soluzioni, e tuttavia segnava deciso la svolta modernista che in particolar modo le chitarre di Pete Lesperance hanno iniziato ad assumere in seguito al non acclamatissimo Higher, disco che si riprometteva di bissare dal punto di vista compositivo le atmosfere ruffiane e patinate dell'inarrivabile "Mood Swings".

Il nuovo album, questo "Human Nature", accentua per molti versi la componente hard del riffing di "Overload", riprendendone alcune delle inclinazioni sonore post-rock, anche se la carica pop dei brani è decisamente più presente, e piazzandosi un po' a metà strada tra la stucchevole melodicità tipicamente radiofonica e la sfrontatezza anti-commerciale che da sempre caratterizza larga parte del genere.

"Human Nature" ha dalla sua una maggiore varietà compositiva rispetto al suo predecessore, oltre ad una ritrovata dose di ispirazione che regalerà qualche sorpresa nel corso dell'ascolto. In generale le song sono meno spensierate, più "arrabbiate", se mi si passa il termine, e sicuramente più curate dal punto di vista corale, grazie a backing vocal avvolgenti per cui i nostri si sono avvalsi della collaborazione dell'ex TNT Tony Harnell e del batterista Darren Smith.
Fin dalla titletrack, che assume anche il ruolo di opener, seguita a ruota da "Next Time Around", la forma canzone tipicamente AOR richiama echi non del tutto vaghi di "Mood Swings", con le schitarrate di Lesperance a fare da paciere a favore del sound rinnovato e al passo coi tempi degli Harem Scarem. Con "Caguht Up In Your World" e "Reality" iniziano i "sali-scendi" ritmici che spezzano positivamente un disco fondamentalmente omogeneo come "Human Nature": la prima allenta un po' le redini, la seconda incalza a dovere con il suo up-tempo, entrambe sostenute da refrain strappaconsensi.
E' tempo di ballad, è tempo di "Hanging On", ed è tempo per Harry Hess di scagliare la prima vera freccia ai palinsesti radiofonici: emozionante. La ripresa è affidata a "Don't Throw It Away", probabilmente non in grado di spazzare via del tutto gli strascichi della song precedente, sfilando via abbastanza anonimamente; poco male, perché sarà "Give Love/Get Love" a farvi saltare dalla sedia! Si tratta di una song veramente insolita per gli Harem Scarem, totalmente estranea dal loro modo di comporre, e probabilmente vuole essere una sorta di tributo. A chi? Ma ai Queen naturalmente! In effetti pensavo che solo gli Styx avrebbero potuto rileggere la lezione di Freddie Mercury e compagni in chiave pomp, eppure ci troviamo di fronte ad un pezzo che sembra Queen in tutto, cori, suoni e stile dei soli di chitarra, e, ultimo ma non ultimo, la voce di Hess... Ascoltare per credere!
Il trittico conclusivo rispecchia quasi simmetricamente quello iniziale, con melodie possenti e ritmiche d'assalto, anche se, in debito rispetto alla briosa apertura, perde forse un po' di brillantezza soprattutto sull'orecchiabilità di certi chorus, mentre accentua le componenti hard e oscure del riffing.

"Human Nature" è l'ennesimo tentativo di una band cardine del melodic rock di mettersi in discussione. In molti criticheranno, come già successo in passato, i cambiamenti stilistici decisi da Hess e compagni, ma è da apprezzare come l'Harem Scarem sound sia sempre rimasto consistente, alla luce dell'agognata - e raggiunta - soglia dei dieci (con questo siamo a undici!) studio-album realizzati in una carriera, iniziata nel 1991, relativamente breve.
Scusate se è poco.

Tracklist:

  1. Human Nature
  2. Next Time Around
  3. Caught Up In Your World
  4. Reality
  5. Hanging On
  6. Don't Throw It Away
  7. Give Love Get Love
  8. 21
  9. Starlight
  10. Going Under
  11. Tomorrow May Be Gone
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5 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
masucarlo (13/01/2007 12:23)
0
Per ora non l'ho sentito, ma sarà il solito acquisto a scatola chiusa. Per me non hanno mai sbagliato un colpo, qualcuno meno ispirato, ma tutti più che buoni.

p.s. Certo che quel post-rock buttato li non c'entra nulla. ;-)
tomlovin (14/01/2007 01:47)
0
Anche a me gli HS hanno deluso molto di rado, quindi sicuramente ascolterò 'sto disco (a me erano piaciuti sia Higher che Overload, cmq).

Non ho capito perchè, in ogni caso, viene segnalato come debutto del gruppo "Mood Swings" (1993) quando il debutto é "Harem Scarem", del 1991...
bawa (15/01/2007 21:12)
0
Anche per me acquisto a scatola chiusa. Comunque io considero il migliore di loro l'omonimo esordio, Mood Swing sicuramente viene dopo. Ha un paio di pezzi leggermente sotto tono...a gusto personale ovvio.
rocker83 (20/01/2007 20:03)
0
.......FIGO
dragontown1978 (06/02/2008 13:08)
0
ennesimo disco di elevata fattura. Le prime 3 canzoni sono bombe potenti e melodiche sparate in faccia all'ignaro ascoltatore, hangin on è la ballad dell'anno (riproverete le tipiche emozioni delle ballads anni 80) e reality è un pezzo che ogni rocker aveva bisogno.
Comprate a scatola chiusa
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