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recensito domenica 22 febbraio 2004 alle 00:00 da Masu Carlo
III Sides To Every Story
 

III Sides To Every Story


Extreme
1992, A&M Records
Hard Rock
Voto della redazione

Quando mi capitano sottomano i lavori degli Extreme, mi viene da pensare a quanti conoscano il reale valore di questo gruppo. Quanti si fermarono al solo ascolto della celebre "More Than Words" per giudicare e "condannare" gli Extreme. Perché, senza paure di smentite, quel brano gli porto si fama e successo, ma gli fece apparire come la classica meteora da una "One Hit Wonder" con in primo piano l'efebico Nuno Bettencourt a giocare il ruolo di strappa-mutandine.
Niente di più falso!! Gli Extreme furono una band inusuale dalla grande personalità, che riuscì nell'impresa di fondere insieme le funamboliche ritmiche dei Van Halen, la sfacciata grinta degli Aerosmith e la pomposità corale dei Queen. Il tutto ricoperto da uno strato di Funky che dava quell'impronta inconfondibile ai brani.
Il successo del precedente "Pornograffitti" portò i quattro ad un'esposizione elevatissima. Si può quindi immaginare quanta pressione dovettero sopportare durante la fase di composizione del suo successore. Le possibilità erano due, seguire la via più semplice, cioè quella di dare in pasto al pubblico l'ennesima "More Than Words" in modo da avere la vita facile. Oppure continuare per la propria strada, rendendosi immuni da qualsiasi influenza esterna.
Secondo me con questo "III Sides To Every Story" scelsero la via più complicata, realizzando un lavoro di lunga durata, più melodico ma meno diretto che in passato. Lo so che molti fans di prim'ora non saranno d'accordo con me, infatti l'album deluse molti proprio a causa dell'eccessiva presenza melodia a discapito del lato Rock. Paragonato a "Pornograffitti", si nota subito la maggior limpidezza (forse esagerata) della produzione, i brani sono ritmicamente meno complessi, ma stranamente (esclusi alcuni brani) hanno tempi di assimilazione più elevati.
La particolarità del lavoro è quella di essere diviso in tre parti (attenti al titolo dell'album), ognuna a rappresentare tre diversi aspetti del mondo musicale Extreme.
La prima parte è quella che più si avvicina ai vecchi lavori, l'anima Funky-Rock è ancora presente in buona misura, sicuramente meno grezza che in passato, ma sempre efficace. Quà fu estratto il primo singolo, la trascinante "Rest In Peace".
I quattro sono ormai una macchina da guerra, sezione ritmica spaventosa nello scandire il tempo e nonostante l'ostentazione tecnica non sia a livello di "Pornograffitti", possiamo ugualmente notare quanta maestria pongano nel far risaltare ogni nota. Logicamente i due protagonisti sono l'eccezionale accoppiata Nuno Bettencourt (chitarra)-Gary Cherone (voce), da sempre unici compositori del gruppo. Questi due messi assieme riuscivano a creare un alchimia magica che si dissolse non appena si separarono.
Per chi non ha mai sentito nulla degli Extreme, deve sapere che Bettencourt è stato uno dei migliori chitarristi uscito dagli anni '90. Possedeva (possiede!) una tecnica spaventosa ed una padronanza di quel pezzo di legno con le corde che lo portava in tutta semplicità a spaziare in svariati generi e tecniche. Ma la tecnica sappiamo essere secondaria alla creatività. A lui non mancava certo la fantasia e la voglia di progredire in altri campi, infatti in "III Sides…." oltre alla chitarra, suona il piano, le percussioni, canta, ed in più ha arrangiato e prodotto buona parte del lavoro.
La seconda parte invece ci presenta gli Extreme più melodici, in buona parte acustici, quelli conosciuti in brani come "Rock A Bye Bye" e "Song For Love". Molti videro i fantasmi di "More Than Words" riapparire, accusando il gruppo di voler seguire il successo di quel brano. A difesa del gruppo, va detto che questa propensione alla melodia "facile" ma non banale è sempre stata nel loro D.N.A., poi se la qualità dei brani è elevata come "Senen Sundays", la divertente "Tragic Comic" (secondo singolo) e "Stop The World" (terzo singolo), non ci sono critiche che tengano.
La chiusura è affidata al lato più pomposo e sinfonico del gruppo. La chitarra è relegata in secondo piano, a regnare sono il piano e le orchestrazioni maestose create da Bettencourt. E' qua che Gary Cherone da la sua migliore interpretazione di sempre. Il brano di chiusura "Who Cares?", che non sfigurerebbe in un musical, ci mostra tutta la passionalità del cantante. Vi giuro che l'immagine creata dall'ascolto di questo brano è quella di un solitario Cherone mentre si esibisce sopra il palco di un vecchio teatro. E poi secondo me "Who Cares?" contiene il miglior assolo di Bettencourt, nulla di supertecnico, però l'intensità e talmente elevata da pensare di non resistere a tanta bellezza (maledetto Nuno!).
Ripeto, l'album è impegnativo e la durata non facilita la cosa, ben 76 min. Non è perfetto, qualche taglio l'avrebbe un po' snellito, comunque lo metto allo stesso livello di "Pornograffitti".
Sono solo differenti, due diverse parti della stessa storia-gruppo, entrambi fondamentali per capire chi erano gli Extreme. Carlo "Carma1977" Masu Track list: 1. Warheads
2. Rest In Peace
3. Politicalamity
4. Color Me Blind
5. Cupid's Dead
6. Peacemaker Die 7. Seven Sundays
8. Tragic Comic
9. Our Father
10. Stop The World
11. God Isn't Dead? Everything Under The Sun

12. I - Rise'n Shine
13. II - Am I Ever Gonna Change
14. III - Who Cares?
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19 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
marmar (22/02/2004 23:16)
0
Mi spiace molto ma "Pornograffiti" è di un altro pianeta. Questo disco è ben suonato, perchè i quattro musicisti (specialmente Nuno) hanno gran classe, però non finisce più ed alla fine stanca, per cui anche i momenti più belli vengono dimenticati. Forse la band aveva in mente di fare un musical, forse ha fatto il passo più lungo della gamba, stà di fatto che alla fine non capisco cos'abbia fatto (mi si perdoni il gioco di parole). Forse non l'hanno capito neanche loro, tanto è vero che poco dopo si sono divisi (saranno state le solite divergenze musicali?). Alla sua uscita lo acquistai a scatola chiusa, me ne sono subito pentito.
p.s.: non discuto il voto, perchè già dodici anni fa mi trovai in contrasto con più di qualche amico, segno che quest'album è "interpretabile"
Carlo Masu (23/02/2004 13:38)
0
Ero sicuro ci sarebbero state delle persone contrarie alla mia rece, quest' album ha sempre fatto questo effetto. Per precisione, però bisogna dire che gli Extreme non si sciolsero dopo "III Sides...", ma hanno composto anche un altro album: "Waiting For The Punchline". :-)
pja666 (23/02/2004 19:28)
0
I miei preferiti sono i primi 2 album mentre questo e Waiting For The Punchline non li ho trovati eccezionali, ovviamente questo è solo il mio parere, alcuni miei amici li trovano fantastico quest'album....
Cmq gli Extreme sono sempre gli Extreme in qualsiasi album che trovo di o meno gradimento riconosco sempre che ce la mettono tutta!
Filippo Benedetto (24/02/2004 10:53)
0
Non metto in discussione affatto il valore tecnico e compositivo della band dimostrato in questo album. Ma in "Pornograffiti" c'era più freschezza compositiva.
poeta73 (25/02/2004 18:12)
0
Il livello creativo-compositivo dell'album a mio avviso è assolutamente superiore ai pur buoni precedenti, i quali avevano il limite di essere un po' ripetitivi e -personalmente- stancanti, alla lunga, nel loro hard-funky...in questo caso invece siamo di fronte ad un lavoro decisamente più maturo e vario, che spazia dalle note sonorità funkeggianti al crossover, dai riferimenti ai migliori Queen al metal puro, fino ad arrivare al prog e al sinfonico (in questo senso è SPETTACOLARE la trilogia finale!).
Forse non sarà il disco più rappresentativo della band, ma senza dubbio è quello più ambizioso e ragionato: consigliato più degli altri agli amanti del metal in generale!
Nuno (23/03/2004 10:01)
0
Anche se qualitativamente inferiore a Pornograffiti con questo album gli Extreme hanno dimostrato di saper comporre pezzi di grande intensita' accantonando in parte i vistuosismi dei primi lavori...grande cura anche nei testi e nella produzione (anche che smorza la potenziale aggressivita' dei pezzi iniziali)
sixx77 (07/12/2004 13:41)
0
Nettamente inferiore a pornograffiti!
Un vero peccato che i lavori di un tale talento chitarristico siano stati rovinati da quel porcherione di canante!
R4uL (03/06/2005 18:52)
0
Pornograffiti è e rimane il capolavoro degli Extreme e non ci piove. Questo album seppur bello lascia trapelare come già la loro linea musicale cominci ad essere differente. Waiting for the Punchline addirittura mi lasciò spiazzato, sia per il suono più crudo e nudo, sia per un'impronta totalmente differente e lontana anni luce dai primi due album (Extreme e Pornograffiti appunto) dove secondo me prevale la loro voglia di fare musica divertendosi per fare divertire e la loro freschezza non sarà mai più eguagliata nel loro genere. Per chi ha amato gli Extreme comunque l'ascolto è obbligato. Rimpiango Nuno, i suoi riff/tapping/slide e la sua genialità.
Revo (23/07/2005 09:48)
0
A me è piaciuto, se è possiblie, anche piu' di pornograffitti. Molto vario e la qualità delle canzoni è superlativa. Con questo album hanno dato il meglio. Nella versione in cassetta che ho compare anche una canzone intitolata "don't leave me alone" che nella mia versione cd ahime' manca. Comunque un grande disco, anche se devo dire che a me gli Extreme sono sempre piaciuti di brutto (waiting for the punchline compreso)
partisa (19/01/2006 08:40)
0
Propiro una bella recensione,complimenti.
Daccordissimo con il giudizio dato.
Flea (21/04/2007 02:36)
0
Purtroppo Pornograffiti è e rimarrà il loro unico capolavoro...anche se comporre quell'album è un'impresa che vale una carriera!
Quest'album ha ancora qualcosa di buono, ma assolutamente non si può parlare di capolavoro (mia opinione ovviamente) nè di ottimo disco...semplicemente un album normale e, proprio perchè seguito di un capolavoro, deludente!
Il successivo Waiting For The Punchline sarà addirittura inascoltabile! Peccato!
paolinopaperino77 (24/01/2008 16:53)
0
Contrariamente a quanto probabilmente pensato dalla maggioranza degli utenti di TM, ritengo III Sides il vertice degli extreme, l'album in cui condenseranno tutti gli aspetti del loro sound in una selezione di tracce ispirate, ben suonate, ben arrangiate e ben sviluppate, a svolgere un percorso musicale coerente e di qualità. Purtroppo coevo di dischi dal "maggiore impatto storico" (leggi grunge revolution), l'album soffri un po' e non ottenne il boom che avrebbe meritato e che forse molti si attendevano. Dopo due dischi buoni ma essenzialmente energici e diretti come l'esordio e pornograffitti, III sides apparve forse un po troppo ambizioso e forse cervellotico, in un momento in cui il pubblico andava cercando essenzialità, mestizia ed atmosfere piovose (seattle sound) o si rifugiava nelle antiche sicurezze (maiden, metallica, megadeth). Un lavoro purtroppo incompreso il feedback al quale provocherà una ferita in seno alla band, spingendola in qualche modo a richiudersi su se stessa prima di partorire un disco più essenziale e ruvido come Waiting for the punchline (molto sottovalutato) che però sarà quasi completamente ignorato dal pubblico, decretando la fine momentanea della band. Attendiamo con ansia la reunion prevista per questo 2008...
Flea (28/03/2008 23:16)
0
Veramente avevo dato 61? :D deh hi hi ho =)
Il pensiero base rimane, cioè che Pornograffiti è inarrivabile, ma comunque questo Sides non sfigura e richiede parecchi ascolti per essere apprezzato in pieno...io di ascolti evidentemente all'epoca del primo commento gliene riservai pochini ^^
bucho (18/07/2008 23:46)
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il migliore della loro carriera
thetrooper (01/08/2008 16:07)
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Altro capolavoro della loro carriera, anche se preferisco Pornograffiti, forse per la mia vena più heavy :D

Lavoro fantastico, la suite finale soprattutto è favolosa!!!

Ehhh..se ancora suonassero cosi' sarebbe favoloso, ma purtroppo l'ultimo lavoro(saudades de rock) mi ha lasciato davvero l'amaro in bocca...
robfleming (12/12/2010 12:10)
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Meno energico e deflagrante del precedente, ma molto più raffinato non so decidermi a quale assegnare la palma di preferito. Certo che quando ascolto Rest in peace in cui i Beatles convivono con i Queen, Color be blind, la toccante God isn't dead, Don't leave me alone e Seven sundays è propria dura. Disco, comunque, magnifico.
thetrooper (28/01/2011 12:07)
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100 alla trilogia finale...è da brividi!
elpata86 (30/01/2012 22:09)
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Leggermente inferiore a "Pornograffitti" secondo me, ma gran bel lavoro comunque!
tonymoore (16/10/2012 17:13)
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Ascoltai questo disco quando uscì e sinceramente non lo apprezzai molto, ma ero molto giovane e cercavo musica che mi convincesse fin dal primo impatto. L'ho riscoperto da poco e mi sono dovuto ricredere. E' senz'altro un lavoro piuttosto complesso, molto diverso dai precedenti album. Eppure riascoltandolo oggi, non si può non rimanere colpiti dalla bellissima Warheads (unica concessione ai vecchi Extreme forse) ma anche da altre canzoni molto coinvolgenti come Rust in peace, Color me blind, Stop the world e who cares (che mi mette i brividi)
Grande album!
19 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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