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recensito martedì 02 settembre 2008 alle 00:00
Il Re Del Mondo
 

Il Re Del Mondo


Rosae Crucis
2008, Jolly Roger Records
Heavy
Voto della redazione

L’opera di recupero delle Nostre tradizioni millenarie sempre più spesso violentate da input esterni che poco o nulla c’entrano con l’antichissima storia e cultura che ci appartiene è iniziata probabilmente alla fine della Nwoihm, quando le fortissime spinte musicali provenienti dall’Inghilterra, dagli Usa e – parzialmente – dalla Germania, calarono decisamente di intensità. Da quel momento, un manipolo di band, fra le quali i laziali Rosae Crucis, interiorizzò la lezione e si dedicò alla proposizione di heavy metal di stampo epico rigorosamente in lingua madre. Nel 1992, infatti, vide la luce Il Re del Mondo, sotto forma di demo tape. Oggi, a distanza di sedici anni, grazie al lavoro della Jolly Roger Records di Modena, le sette tracce originali – più la cover appositamente scritta per l’occasione di un pezzo di Angelo Branduardi – sono proposte sia in versione in vinile che in formato Cd. Il suono è assolutamente competitivo in quanto forgiato ex novo presso i Rosae Crucis Project Studios, fra il marzo e il maggio di quest’anno.

Sacrem Reformationem è imponente, possente, lascia nelle narici la polvere dei vecchi conventi del centro Italia intorno all’anno 1000: un caleidoscopio di sacro (cori liturgici) e profano (chitarre distorte) abilmente miscelato dal gusto per le trame ossianico-mefitiche dei Rosae Crucis. Meglio, come incipit, non si poteva trovare. La vera deflagrazione metallica, però, si ha in Rosa Croce: asce Nwobhm affilate duellano con cori soavi di sottofondo fino a che non irrompe la timbrica di Giuseppe Cialone a spezzare l’incantesimo. Fa piacere rimarcare come l’idioma italico renda giustizia fino in fondo a questo brano di HM diretto. Da urlo il passaggio atmosferico “Morriconiano“ in perfetto in stile Spaghetti Western a metà brano, impreziosito, sul finale, da urla a la Morby, tanto per restare sempre fra “Noi”. Ancora heavy f***ing metal in mezzo alle gengive in La Chiesa, fra stridore di chitarre e cavalcate britanniche di Maideniana memoria. Contro il mio Destino incede come un maglio, senza particolari scossoni però, Il Signore delle Tempeste delude le attese per mancanza di linearità - Lili Marleen inclusa – mentre con La Sacra Corona i Rosae Crucis ritrovano il piglio eroico migliore andando a spodestare, per un momento, il trono che fu dei Manowar negli anni Ottanta. Il combo romano colpisce direttamente al cuore, ancora una volta, con Il Re del Mondo e lo fa tramite un brano epico, stentoreo, degno della magniloquenza metallica di campioni come Virgin Steele. Si chiude baracca e vinile con Ballo in Fa D Minore, cover di un brano Angelo Branduardi, personaggio tutto d’un pezzo che è riuscito a mantenere la dignità, proponendo musica di livello, senza vendere il deretano al music biz, come la stragrande maggioranza dei Suoi colleghi. La versione dei Rosae Crucis convince quanto basta, tanto che probabilmente anche l’autore de Alla Fiera dell’Est potrebbe apprezzare il prodotto finito, passaggi robusti inclusi.    

Il Re del Mondo rappresenta un lavoro senza tempo e senza spazio, difficilmente annoia e, viceversa, invoglia all’ascolto ripetuto di alcune tracce. In un mercato massificato dove l’originalità va ricercata con il lanternino quest’opera di ripescaggio assume una propria valenza intrinseca unica e la preparazione tecnica dei Rosae Crucis è lì a testimoniarlo. Se qualche lieve passaggio a vuoto non avesse minato la valutazione globale del prodotto finito saremmo qua a celebrare una delle uscite da podio di questo 2008, senza dubbio alcuno. Per quanto attiene packaging, formati e promozioni varie in corso da parte della Jolly Roger Records fare riferimento al solito link preposto in calce nel quadretto sotto la recensione.    


Stefano “Steven Rich” Ricetti
 

Tracklist:
1 - Sacrem Reformationem
2 - Rosa Croce
3 - La Chiesa
4 - Contro il Mio Destino
5 - Il Signore delle Tempeste
6 - La Sacra Corona
7 - Il Re del Mondo
8 - Ballo in Fa D Minore

Line-up:
Giuseppe "Ciape" Cialone - Vocals
Andrea "Kiraya" Magini - Guitar
Tiziano "Shreadmster" Marcozzi - Guitar
Piero Arioni - Drums
Daniele “KK” Cerqua - Bass

 


 

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10 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
gandalf the young (02/09/2008 20:29)
0
Belli i pezzi sul space anche se rimango dell'idea che l'italiano non è adatto al metal, si difende bene in questi ottimi pezzi
metalonmetal (03/09/2008 01:12)
0
Slurp slurp!!!!....concordo pienamente con quanto detto da Steve!
Sergio
^v^ Lestat ^v^ (03/09/2008 04:35)
0
Io spero facciano anche il nuovo album in italiano, i pezzi sono molto ma molto più epici. Io tra l'altro non capisco se gruppi famosi iberici come i Mago De Oz, ecc.. Usano lo spagnolo che come musicalità non è che brilli come lingua, non si possa usare l'italiano. Ricordiamo che le migliori arie liriche sono in italiano
ikazunawa (03/09/2008 10:23)
0
capolavoro assoluto. consiglio una rivalutazione del signore delle tempeste. il pronfondo senso gnostico del testo, e' un capolavoro.

brando1987 (05/09/2008 12:50)
0
CAPOLAVORO SOMMO ED ASSOLUTO!
Ho appena finito di ascoltare "Il Re del Mondo" per la quinta volta di fila. Conoscevo già il Demo del '92 e devo dire che questa riproposizione NON HA UNA PECCA CHE SIA UNA!
La qualità dei pezzi non sto nemmeno a commentarla: è ECCELSA. Tanto come Songwriting quanto come Esecuzione (Magistrale la prestazione di Piero -Arioni- alla batteria).
Non so dove Riccetti sia andato a sentire Maiden e NWOBHM qui dentro (in La Chiesa poi!) e gli consiglierei di risentirsi PER BENE "Il Signore delle Tempeste" che è una piccola grande (ENORME!) gemma.
Un'altra cosa: gli Screams sono "a la Ciape"! Punto.
Non "a la Morby" (Senza offesa per il grande Morby).

Il suono e la potenza della Rosa Croce, per il sottoscritto, sono oggi Inarrivabili: ACCIAIO PURO!

ROSAE CRUCIS ORGOGLIO ITALIANO!

Fede Potere Vendetta Fino alla Morte!
rock'n'rolf (07/09/2008 06:33)
0
Grande disco per un grande gruppo..trasuda epicità da ogni riff...supportate il metal italiano..
captainwild (07/09/2008 10:42)
0
Il disco e' bellissimo,inoltre il cantato in italiano lo rende ancora piu' epico.
Grandi Rosae Crucis e grande Jolly Roger Records!
glorund (07/09/2008 22:23)
0
eccessivo campanilismo ( come al solito con i gruppi italiani ) se questo è un disco da 84 ogni disco, ogni canzone, ogni nota , dei rhapsody è da 100.
DaniF4 (08/09/2008 22:15)
0
Beh ragazzi che dire?
Come ogni album che si rispetti occorrono svariate sessioni di ascolto per assaporare degnamente quanto proposto... E una volta "gustato" ci sarà pane per i denti... Ma quanto mi rimangono impressi i ritornelli!!! Mi sveglio di notte con il ronzio nelle orecchie di PER LA SACRA CORONA DEL....METAL!!!!
Preferisco leggermente il mixaggio effettuato per la versione in vinile che rende più naturali i suoni rispetto al cd (sono sfumature degne di un audiofilo:) )
Il cantato in Italiano personalizza il tutto e rende inconfondibile il sound con il marasma che oramai ci circonda...eppoi la lingua italica lasciatemi dire che è tutt'altro che "ostica", poi i testi chiaramente si possono condividere o no....
Per me c'era la necessità che questi "ex ragazzi":-) rispuntassero fuori grazie al MITICO Antonio della JollyRogerRecords!!!!
Ed ora impaziente attendo il secondo capitolo :-)))
Vittorio76 (05/10/2008 11:45)
0
Supponevo si trattasse di una semplice ri-edizione riservata agli appassionati di un suono vintage. E invece, grazie al concorso JR, ho scoperto un album assolutamente attuale, ambizioso e fi grande qualità. Ho anche rivalutato il cantato in italiano che prossimamente vedrei bene alternato all'Inglese.
10 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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