
L’opera di recupero delle Nostre tradizioni millenarie sempre più spesso violentate da input esterni che poco o nulla c’entrano con l’antichissima storia e cultura che ci appartiene è iniziata probabilmente alla fine della Nwoihm, quando le fortissime spinte musicali provenienti dall’Inghilterra, dagli Usa e – parzialmente – dalla Germania, calarono decisamente di intensità. Da quel momento, un manipolo di band, fra le quali i laziali Rosae Crucis, interiorizzò la lezione e si dedicò alla proposizione di heavy metal di stampo epico rigorosamente in lingua madre. Nel 1992, infatti, vide la luce Il Re del Mondo, sotto forma di demo tape. Oggi, a distanza di sedici anni, grazie al lavoro della Jolly Roger Records di Modena, le sette tracce originali – più la cover appositamente scritta per l’occasione di un pezzo di Angelo Branduardi – sono proposte sia in versione in vinile che in formato Cd. Il suono è assolutamente competitivo in quanto forgiato ex novo presso i Rosae Crucis Project Studios, fra il marzo e il maggio di quest’anno.
Sacrem Reformationem è imponente, possente, lascia nelle narici la polvere dei vecchi conventi del centro Italia intorno all’anno 1000: un caleidoscopio di sacro (cori liturgici) e profano (chitarre distorte) abilmente miscelato dal gusto per le trame ossianico-mefitiche dei Rosae Crucis. Meglio, come incipit, non si poteva trovare. La vera deflagrazione metallica, però, si ha in Rosa Croce: asce Nwobhm affilate duellano con cori soavi di sottofondo fino a che non irrompe la timbrica di Giuseppe Cialone a spezzare l’incantesimo. Fa piacere rimarcare come l’idioma italico renda giustizia fino in fondo a questo brano di HM diretto. Da urlo il passaggio atmosferico “Morriconiano“ in perfetto in stile Spaghetti Western a metà brano, impreziosito, sul finale, da urla a la Morby, tanto per restare sempre fra “Noi”. Ancora heavy f***ing metal in mezzo alle gengive in La Chiesa, fra stridore di chitarre e cavalcate britanniche di Maideniana memoria. Contro il mio Destino incede come un maglio, senza particolari scossoni però, Il Signore delle Tempeste delude le attese per mancanza di linearità - Lili Marleen inclusa – mentre con La Sacra Corona i Rosae Crucis ritrovano il piglio eroico migliore andando a spodestare, per un momento, il trono che fu dei Manowar negli anni Ottanta. Il combo romano colpisce direttamente al cuore, ancora una volta, con Il Re del Mondo e lo fa tramite un brano epico, stentoreo, degno della magniloquenza metallica di campioni come Virgin Steele. Si chiude baracca e vinile con Ballo in Fa D Minore, cover di un brano Angelo Branduardi, personaggio tutto d’un pezzo che è riuscito a mantenere la dignità, proponendo musica di livello, senza vendere il deretano al music biz, come la stragrande maggioranza dei Suoi colleghi. La versione dei Rosae Crucis convince quanto basta, tanto che probabilmente anche l’autore de Alla Fiera dell’Est potrebbe apprezzare il prodotto finito, passaggi robusti inclusi.
Il Re del Mondo rappresenta un lavoro senza tempo e senza spazio, difficilmente annoia e, viceversa, invoglia all’ascolto ripetuto di alcune tracce. In un mercato massificato dove l’originalità va ricercata con il lanternino quest’opera di ripescaggio assume una propria valenza intrinseca unica e la preparazione tecnica dei Rosae Crucis è lì a testimoniarlo. Se qualche lieve passaggio a vuoto non avesse minato la valutazione globale del prodotto finito saremmo qua a celebrare una delle uscite da podio di questo 2008, senza dubbio alcuno. Per quanto attiene packaging, formati e promozioni varie in corso da parte della Jolly Roger Records fare riferimento al solito link preposto in calce nel quadretto sotto la recensione.
Stefano “Steven Rich” Ricetti
Tracklist:
1 - Sacrem Reformationem
2 - Rosa Croce
3 - La Chiesa
4 - Contro il Mio Destino
5 - Il Signore delle Tempeste
6 - La Sacra Corona
7 - Il Re del Mondo
8 - Ballo in Fa D Minore
Line-up:
Giuseppe "Ciape" Cialone - Vocals
Andrea "Kiraya" Magini - Guitar
Tiziano "Shreadmster" Marcozzi - Guitar
Piero Arioni - Drums
Daniele “KK” Cerqua - Bass
Commenti dei lettori (10)
Sergio
Ho appena finito di ascoltare "Il Re del Mondo" per la quinta volta di fila. Conoscevo già il Demo del '92 e devo dire che questa riproposizione NON HA UNA PECCA CHE SIA UNA!
La qualità dei pezzi non sto nemmeno a commentarla: è ECCELSA. Tanto come Songwriting quanto come Esecuzione (Magistrale la prestazione di Piero -Arioni- alla batteria).
Non so dove Riccetti sia andato a sentire Maiden e NWOBHM qui dentro (in La Chiesa poi!) e gli consiglierei di risentirsi PER BENE "Il Signore delle Tempeste" che è una piccola grande (ENORME!) gemma.
Un'altra cosa: gli Screams sono "a la Ciape"! Punto.
Non "a la Morby" (Senza offesa per il grande Morby).
Il suono e la potenza della Rosa Croce, per il sottoscritto, sono oggi Inarrivabili: ACCIAIO PURO!
ROSAE CRUCIS ORGOGLIO ITALIANO!
Fede Potere Vendetta Fino alla Morte!
Grandi Rosae Crucis e grande Jolly Roger Records!
Come ogni album che si rispetti occorrono svariate sessioni di ascolto per assaporare degnamente quanto proposto... E una volta "gustato" ci sarà pane per i denti... Ma quanto mi rimangono impressi i ritornelli!!! Mi sveglio di notte con il ronzio nelle orecchie di PER LA SACRA CORONA DEL....METAL!!!!
Preferisco leggermente il mixaggio effettuato per la versione in vinile che rende più naturali i suoni rispetto al cd (sono sfumature degne di un audiofilo:) )
Il cantato in Italiano personalizza il tutto e rende inconfondibile il sound con il marasma che oramai ci circonda...eppoi la lingua italica lasciatemi dire che è tutt'altro che "ostica", poi i testi chiaramente si possono condividere o no....
Per me c'era la necessità che questi "ex ragazzi":-) rispuntassero fuori grazie al MITICO Antonio della JollyRogerRecords!!!!
Ed ora impaziente attendo il secondo capitolo :-)))
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