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recensito lunedì 19 dicembre 2005 alle 00:00 da Ale79
In Your Multitude
 

In Your Multitude


Conception
1995, Noise Records
Prog
Voto della redazione

Era il 1995 e veniva dato alle stampe il terzo (e penultimo) lavoro di Tore Østby & Co., terza conferma della loro bravura e terzo rimpianto per il quasi totale menefreghismo che questa band ha immeritatamente subito da più parti nella propria carriera soprattutto dai media e dagli addetti ai lavori. Senza nulla togliere al predecessore, ci troviamo davanti un autentico Masterpiece; questo album completa la "trasformazione" delle tastiere da comparsa (nei precedenti album) a elemento essenziale. Le composizioni ben amalgamate, sempre più complesse e prog, ma anche più godibili e ricche per ascoltatore, e la tecnica unita alla melodia, mai stucchevole o auto compiacente, rendono questo lavoro il migliore della discografia della band. Migliore come creatività, maturità nel songwriting e definitiva consacrazione dell'accoppiata vincente Østby/Khantatat, capaci di dare corpo, con linee melodiche pressoché perfette, a tutte le canzoni. Le tracce sono arricchite con componenti progressive metal suonate con una tecnica sempre impeccabile e mai sterile, fredda o scontata. Anche l'utilizzo di tempi dispari e i numerosi cambi di tempo, non fanno mai venire il dubbio che utilizzino la loro bravura per puro "esercizio didattico". Non mi vorrei soffermare su Roy Khan, ma davanti ad una così bella e versatile voce non posso far altro che un plauso alla grandezza di questo cantante sottovalutato e, suo malgrado, sovrastato dall'ombra di cantanti più blasonati, ma che, alla fine dei conti, riesce a superare sia come range utilizzabile che come interpretazione. Riesce a passare da parti con voce profonda e quasi teatrale, a parti in vibrato, a momenti veloci con un cantato aggressivo e preciso, ad altri con acuti da pelle d'oca, il tutto rimanendo incredibilmente pulito e melodico: ineguagliabile. Anche in questo album la già citata melodia è sempre la componente fondamentale delle canzoni e l'unione con le parti più heavy è sempre azzeccata; mai fuori posto risultano le tastiere che impreziosiscono il magistrale lavoro del geniale Tore alla chitarra; sempre indispensabile e inappuntabile il lavoro della sezione ritmica affidata a Heimdal (batteria) e Amlien (basso). Potrei compiere un viaggio tra tutte le tracce, ma sarebbe troppo lungo e dispersivo, quindi ne cito solo alcune che più delle altre lasciano il segno. La opener "Under a Muorning Star" è un mid tempo con riffs pesanti e dal groove sorprendente, e ci fa subito sentire la presenza delle tastiere nel corpo della canzone (cosa che nei precedenti album succedeva di rado). La seguente "Missionary Man": cadenzata e con Roy in splendida forma che ci lascia un'interpretazione perfetta, belli anche i cori. La bellissima ballad "Sanctuary": con arpeggi di chitarra e la guida della voce di Roy che ci portano per mano in un brano che sfiora i 3 minuti e ci regala sensazioni uniche ed irripetibili. La canzone che più mi ha sorpreso è però "A Million Gods", una parola: completa. Melodia, potenza, groove, velocità, cambi ritmici, unisoni chitarra/tastiera, drumming spacca ossa, ma anche parti con arpeggi spagnoli, assoli di chitarra e di tastiera ed un'interpretazione vocale ancora al limite della perfezione; a mio parere la miglior canzone  (o almeno la più completa, varia e prog) di sempre della band.
Potrei citare tutte le altre canzoni o nessun'altra, ma non farebbe differenza, vista la qualità assoluta di ogni singolo secondo di ogni track.  Il voto reale a questo album sarebbe 110 con lode e bacio accademico. Non credo di esagerare dicendo che questo album può essere messo tranquillamente, e senza il benché minimo complesso di inferiorità, accanto ai migliori lavori di Dream Theater, Pain of Salvation e Queensryche (per citare solo alcune band tra le più famose).
Il solo mio rammarico è che ho scoperto questo album quasi 10 anni dopo la sua uscita, non fate il mio stesso errore, ve ne pentireste.

Tracklist:
1. Under a mourning star (5:09)
2. Missionary man (3:39)
3. Retrospect (3:12)
4. Guilt (3:46)
5. Sanctuary (2:57)
6. A million gods (7:44)
7. Some wounds (4:35)
8. Carnal comprension (4:21)
9. Solar serpent (3:56)
10. In your multitude (6:39)
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21 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2
Heavymind (19/12/2005 17:45)
0
Finalmente è uscita la recensione su questo album, è qualcosa di favoloso...fatto dalla band "forse" più sottovalutata dal panorama!!! Fate come già detto COMPRATELO subito e ascoltatelo!!!
chinik (19/12/2005 18:18)
0
a mio parere il migliore disco degli conception. grande prova di Khantatat alla voce e il resto della band è impeccabile. Da avere
draka (19/12/2005 18:42)
0
Band illustre che ha avuto, forse, la sfortuna di pubblicare dischi negli anni più avversi al nostro amato genere. Album da avere.
Ulfedhnarr (19/12/2005 19:37)
0
mi sono innamorato di quest'album con Some Wounds. ragazzi, questi conception ci sapevano veramente fare!
Roberto Savi (19/12/2005 19:45)
0
grande gruppo :)
marmar (19/12/2005 22:31)
0
Bravo Ale79, non ci sono differenze tra questi 10 gioielli di heavy progressive, abilmente disegnati da quel bravissimo "pittore" a nome Tore Ostby, impreziositi dall'ammaliante e sognante voce di Roy Khan e consolidati da una sezione ritmica coi controfiocchi (per non dire contro....).
Questo disco, al pari di "I&W" dei D.T. e "Parallels" dei F.W., deve ritenersi in assoluto una delle migliori opere della scorsa decade, e non può che far piacere, anche se a dieci anni dalla sua uscita, che cominci ad ottenere il riconoscimento che merita. "Missionary man", "Retrospect", "A million gods" (stratosferica!), "Solar serpent" e lo splendido finale di "In your multitude" rappresentano il massimo raggiungibile da un movimento musicale, autentiche pietre miliari nella storia della "Buona Musica".
Imperdibile, al limite della perfezione.
partisa (20/12/2005 10:40)
0
Da eterno fan di questa purtroppo sottovalutata band, mi rallegro molto nel vedere che ancora c’è gente che riscopre queste piccole gemme del passato.
Rising Force 80 (20/12/2005 12:49)
0
Da buon fan degli Ark comprerò assolutamente questo disco!!
Cosa mi consigliate poi della restante discografia?
Inoltre avete notizie del terzo album degli Ark?

Attendo notizie grazie
Vedder (30/12/2005 06:19)
0
Solo un breve commento alla chiusa del recensore: come facciamo a non fare il tuo stesso errore, dovremmo forse acquistare una macchina del tempo?
marcomar71 (30/12/2005 22:55)
0
io l'errore per mia fortuna non l'ho commesso essendo un vecchio (in tutti i sensi) ascoltatore di tutto ciò che è vagamente riconducibile al prog ed acquistai questo disco lo stesso giorno che usciva nei negozi ( avendo già ampiamente apprezzato il loro lavoro precedente ) e ricordo che il dischetto stazionò senza sosta nel mio lettore per almeno un mese di fila. grandissimo disco per una grandissima band. nessuno degli elementi del gruppo nelle loro successive esperienze è più riuscito ad avvicinarsi a questa qualità. conception uno dei miei più grossi rimpianti in ambito metal
Vedder (31/12/2005 04:27)
0
A mio modesto parere, visto che questo LP l'ho acquistato (purtroppo) in tempo reale, non mi ha mai detto nulla... piatto come le tette di Amanda Lear... il prog e' (fortunatamente) ben altra cosa... con tutto il rispetto per il prossimo sia chiaro...
redmetal (02/01/2006 23:23)
0
Totalmente d'accordo con Vedder. Rising Force 80, ascolta prima di comprare, non è la stessa cosa. Di là (tra le mille altre differenze) c'è un certo Jorn Lande, qui no...
Vedder (03/01/2006 00:46)
0
Eheheh, ben detto Redmetal, ben detto...
Rising Force 80 (03/01/2006 18:47)
0
Va bene Redmatal, terrò a mente il tuo consiglio! il fatto è che sarà difficile reperire qualcosa senza acquistare. Anche su internet non si trova niente.

CMQ grazie
Ulfedhnarr (11/01/2006 01:25)
0
beh redmetal, là c'è un certo jorn lande, qua c'è un certo roy khan. lande è un'ottima voce, ma ce ne sono tante simili alla sua, di khan ce n'è uno solo, stile e timbro sono unici.
alex84 (28/01/2006 15:25)
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Gruppo sottovalutatitissimo. Questo "In Your Multitude" è sicuramente il loro capolavoro.
gandalf the young (28/01/2006 20:02)
0
Tutti dicono che è il loro apice...ma personalmente lo considero il meno bello....
Vedder (29/07/2006 06:05)
0
X Ulfedhnarr
************
Anche di Eros Ramazzotti ce n'e' uno solo... ogni volta che lo sento mi viene da andare a cagare...

Con tutto il rispetto eh?
mattiadilorenzo (31/08/2007 16:53)
0
stesso errore compiuto, putroppo... Roy Khan era già un genio allora! Fortuna che adesso non è più sottovalutato, almeno!
Rhadamanthys (13/02/2009 18:29)
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Album eccezionale. Tore si conferma il mio chitarrista preferito di sempre; l'esatto equilibrio fra Malmsteen e la ricerca di feeling.
21 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2
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