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recensito lunedì 31 ottobre 2005 alle 00:00 da Alessandro Zaccarini
Keeper of the Seven Keys - The Legacy
 

Keeper of the Seven Keys - The Legacy


Helloween
2005
Power
Voto della redazione

Che bisogno c’era di risvegliare, a distanza di diciassette anni, un vecchio e imponente fantasma adagiato nel proprio castello a godersi la meritata gloria passata, presente e futura? Perché riesumare paragoni con un passato pesante, pesantissimo, proprio quando la band sembrava essere riuscita a scrollarsi di dosso i paragoni insostenibili con l’era dorata di Hansen e Kiske? Perché attirarsi la maledizione di quelle cinque parole che hanno un posto speciale nella storia e nel cuore di chi segue o ha seguito gli Helloween? Perché voler brandire nuovamente le sette chiavi più celebri della storia del metal?

 

Di imperativi, francamente, non ne vedo nessuno. Sì, il potere che un nome come "Keeper of the Seven Keys" può esercitare a livello commerciale ha giocato sicuramente un grosso ruolo nella decisione (soprattutto alla luce dei recenti picchi negativi di gradimento/vendite), ma probabilmente la band si sentiva forte e pronta per una simile impresa, consapevole o meno che avventure di questo tipo il più delle volte si traducono in un verdetto senza appello: un terribile fallimento o una vittoria memorabile.

 

 

Musicalmente la formazione tedesca tenta, quando possibile, di spingersi indietro nei modi e nelle sonorità passate, senza poter/voler far nulla di quei cambiamenti che negli ultimi anni hanno colpito la propria musica. Il punto di arrivo è qualcosa di stilisticamente vicino a 'The Time Of The Oath': ovvero reminiscenze antiche rimodellate da una line-up svuotata di due dei suoi pilastri principali e quindi notevolmente mutilata, soprattutto nel songwriting. Fortunatamente, il prodotto finale fallisce nell’impresa titanica di fare peggio di 'Rabbit Don’t Come Easy' (discorso a parte per l’artwork: il più brutto della storia helloweniana).

 

Molti brani di questa nuova fatica delle zucche portano alla mente più o meno limpidamente un cugino dei tempi che furono. Uno dei casi più clamorosi è proprio in apertura, dove troviamo una suite di 13 minuti dal titolo The King For 1000 Years. Il paragone, neanche a dirlo, è con la monumentale 'Keeper of the Seven Keys', capolavoro partorito dalla mente di Michael Weikath quando la band attraversava un’era ben diversa. Nonostante tutto il pezzo se la cava dignitosamente, mettendo in luce discreti spunti dello stile Weikath. Meno epica della lontana parente, The King For 1000 Years gioca tutto sulle atmosfere degli Helloween degli anni ’90, risultando gradevole nonostante la durata eccessiva la renda trascinata e ne penalizzi in parte la resa. Abbiamo poi lunga e buona The Invisibile Man, che inizia blanda per poi richiamare le atmosfere degli helloween di 'The Dark Ride' e sfociare in un ritornello alla 'I Can'’. Abbiamo un singolo sottotono come Mrs. God, che cerca di inglobare in meno di tre minuti tutti gli stereotipi helloweniani senza logica né grinta, fallendo miseramente; e abbiamo Occasion Avenue: altro brano lunghissimo e ambiguo, che si apre addirittura con una carrellata stile radio di alcuni dei ritornelli più celebri della band. Tutte queste pseudo-citazioni non fanno altro che sottolineare il divario tra la produzione odierna e quella degli anni d’oro, penalizzando ancora di più questo nuovo album, che di quelle gemme del power-metal ci mostra una versione sbiadita e impacciata.

 

Light the Universe, la ballata dove Andi Deris duetta con Candice Night, moglie del menestrello Ritchie Blackmore, raggiunge una sufficienza a fatica. La ballad risulta parecchio scontata e, seguendo il trend di moltri altri pezzi, si porta dietro ul fantasma dei giorni passati: nello specifico 'Forever & One (Neverland)'. Tra gli esperimenti da dimenticare ci sono due brani abbastanza simili come concetto, fatti di una sterzata atipica a base di un riffing più aggressivo, e sono Come Alive e Do You Know What You're Fighting 4? (per decenza evito ogni commento sulla scrittura stile Sms che un paio di titoli di questo album mettono in mostra).

 

Per fortuna però il disco ci riserva anche buone novelle: ovvero il power metal schietto e sincero che è sempre un piacere sentire in un album delle zucche. È infatti quando la band si mantiene fedele a una certa semplicità, senza peccare di presunzione e senza voler emulare il proprio passato, che escono le cose migliori e più in linea con dna helloweeniano: le bellissime Silent Rain e Get It Up in primis, trascinante accoppiata di puro speed metal teutonico. Certo, anche in pezzi come Born On Judgement Day e My Life 4 1 More Day il senso di già-ascoltato non manca, ma quantomeno il gruppo di Amburgo è in grado di proporre un già-sentito che va a segno. Diciamo un marchio di fabbrica che finalmente si fa efficace. Sì, i riff sono diretti e i ritornelli spensierati… ma non sono forse questi gli Helloween? Insomma, siamo di fronte al solito piatto della casa, ma è un piatto che soddisfa il palato di chi di questo ristornate è o è stato un cliente abituale.

 

Prendere le cose migliori e fare un unico cd con 9-10 pezzi sarebbe stata la scelta ideale, e ci avrebbe consegnato tra le mani un disco di livello discretamente più alto. Invece gli Helloween hanno probabilmente peccato di presunzione e optato per il doppio album, decisione che francamente penalizza non di poco il livello medio e la continuità del lavoro.

 

 

In conclusione, il paragone con i primi due episodi non sussiste nemmeno. Letto in questa chiave The Legacy si ritrova spazzato via come una foglia secca in una tempesta: le idee buone ci sono, ma sono qualitativamente lontanissime da quello che la band ha dato nel suo remoto passato. Voglio però essere magnanimo, e scacciare quelle ombre e quegli spiriti che gli stessi Helloween sembrano voler assolutamente rievocare durante l’ascolto. Prendiamo questo album nudo e crudo, senza un titolo e cercando, quando possibile, di fuggire i paragoni. Ecco il resoconto, semplice e tremendamente freddo: un disco buono e un po’ ruffiano, con qualche riempitivo e un paio di passi falsi, ma nel complesso più che ascoltabile, ben suonato e ottimamente prodotto. Il passo in avanti rispetto alle ultime produzioni è notevole e non si può negare: ci sono un paio di pezzi speed molto ben riusciti e una manciata di episodi davvero validi. Quello che purtroppo manca sono gli spunti che una grande band deve saper partorire, soprattutto dopo 20anni di carriera. Sul titolo dell’album e sui richiami col passato si può pure soprassedere, sul nome "Helloween" proprio no.

 

 

Tracklist:

 

* Cd1:

01. The King for a 1000 Years

02. The Invisible Man

03. Born on Judgment Day

04. Pleasure Drone

05. Mrs. God

06. Silent Rain

 

* Cd 2

01. Occasion Avenue

02. Light the Universe (feat. Candice Night)

03. Do You Know What You're Fighting 4?

04. Come Alive

05. Shade in the Shadow

06. Get It Up

07. My Life 4 1 More Day

 

 

Alessandro ‘Zac’ Zaccarini

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222 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 avanti >>
noce (31/10/2005 11:44)
0
Mi rifiuto di ascoltarlo
Andrew metal (31/10/2005 11:48)
0
Io appena posso lo sento sicuro in fondo ne vale la pena....
drakkar (31/10/2005 11:49)
0
senza infamia e senza lode. probabilment econ kiske sarei qui a elogiare questo disco ora
Andrè_M (31/10/2005 11:54)
0
bell'album.... centra poco con Keeper 1 e 2
crisis75 (31/10/2005 11:57)
0
non sono assolutamente d'accordo con il recensore, questo the legacy è un capolavoro il migliore dell'era deris e paragonabile ai 2 keeper. e voi lo stroncate solo per il fatto che non è anni 80 ..come siete ottusi..
kowal80 (31/10/2005 11:58)
0
Mi sembra solo una trovata commerciale, dei Keepers non ha nulla, altro che eredità! Di una scontatezza e pochezza impressionante. A me non interessa rimpiangere Kiske, ma questi Helloween non hanno nulla a che vedere con il gruppo che mi ha fatto innamorare del metal!
Inutile.
signofthehammer (31/10/2005 12:00)
0
album noioso e scontato; possibile ke gli helloween nn si siano potuti permettere l'inserimento d un cantante coinvolgente d Deris?!
Roberto Savi (31/10/2005 12:07)
0
secondo me il miglior album post Kiske rimane The Time Of The Oath, comunque non malissimo, ma certo non un capolavoro
kenshirou (31/10/2005 12:11)
0
Lho scritto sul singolo mrs god, e lo scrivo pure quì... Io sapevo già che questo disco sarebbe venuto stroncato da tutti voi poveri ottusi che non sapete ascoltare la musica ma la giudicate guardando ai suoi aspetti più inutili. Io credo che se ci fose stato Kiske l'album non sarebbe stato lo stesso, forse migliore, o forse no, magari Deris è più espressivo per questo genere di album, mentre kiske no. Comunque per ora il vostro Dio per me rimane un buffoncello mentre Deris uno che si rompe il culo e non si arrende neppure di fronte a idioti che non sanno apprezzare la sua musica, i nuovi helloween. Per una volta invece di ascoltare e soprattutto giudicare un album usando il deretano usate il cervello!!!!

Grandi Helloween, Pessima recensione...Ne meriterebbe una nuova..
joey Federer (31/10/2005 12:16)
0
secondo me il recensore ha toppato alla grande... 72.. bah.. e hanno dato 88 a rabbit? c'è un bel po di differenza tra i 2 lavori.. scontato keeper the legacy? ma sentitevi occasion avenue, the king for a 1000 years, silent rain.. se fossero state composte da qualsiasi altro gruppo power tutti griderebbero al miracolo...
grande weiki 6 un mito!
BruceIsGod (31/10/2005 12:24)
0
noioso! e non per colpa di Deris, che anzi sfoggia una prestazione convincente....sono proprio le canzoni ad essere scialbe. weikaith è la rovina degli helloween ( o di chi usa questo nome)
the_emperor (31/10/2005 12:24)
0
ho sentito di peggio, rimane un buon disco ma niente di più
Immanitas (31/10/2005 12:31)
0
La mania del 100 colpisce ancora!

Non so quale interpretazione diate alla scala in 100, ma facendo una rapida conversione: 72 = 7.2 = 7 , che a casa mia significa 'buono'.

Ora la domanda è: dire è un buon lavoro significa stroncare l'album? Se la risposta è affermativa bisogna mettersi d'accordo sull'uso della lingua italiana.
Giulio (31/10/2005 12:35)
0
Qualcosa di buono c'è, vedi Silent Rain ma il resto lascia molto a desiderare anche senza tirare in ballo la pesantezza del nome Keeper...
keeperoflamu (31/10/2005 12:46)
0
Forse la mania del cento colpisce, ma quest' album almeno 90 se lo merita!!!
Segnalando in Come Alive l' unico breve riempitivo (che non è la stessa cosa di un "esperimento da dimenticare") penso che ogni altro pezzo di quest' album sia in se una piccola gemma .. .. magari basterebbe ascoltarli più di quella mezza volta che i recensori spesso concedono agli album!!!

Non voglio polemizzare col presente recensore, ma, come qualcuno ha detto, se mi distruggi "Rabbit" (che a me è piaciuto molto) a cui un tuo collega ha dato 88, posso solo considerare il tuo voto abbassato di 15 punti "a priori".
I collegamenti col passato ci sono, ma il titolo segnala la consecutio nella storia, von nello stile, quindi basta con questi scomodi paragoni al passato!!!! L' album è meraviglioso!!!!
strong84 (31/10/2005 12:57)
0
Album bellissimo e basta...Sarà che dopo le famose dipartite si è diventati un pò troppo prevenuti con questa band...Silent Rain è strabella...Poi il titolo dell'album Keeper...Beh secondo me gli Helloween avevano il diritto di chiamarlo come gli pare.Non state sempre a rompere le scatole!!!
epikall (31/10/2005 13:01)
0
vi basti il voto (ovviamente espresso in centesimi)...non esprimo 1 giudizio esteso xkè ci sono alcuni luminari ke ritengono questo disco 1 capolavoro paragonabile ai...oddio...non riesco a dirlo...sto x bestemmiare...ai 2 keeper...e giudicano ottusi quelli ke pensano il contrario...cercate di capirmi...non voglio passare x ottuso...cmq x quanto mi riguarda deris è una fetekkia non xkè lo paragono a...oddio...sto x ribestemmiare...a kiske...io ascolto decine di altre band con cantanti ke non sono kiske...è proprio la voce di andy ke mi indispone...mi irrita...mi urta...a prescindere dai pezzi e dal gruppo...se poi canta ciofeke come in questo caso...e va bene...mi sa ke sono proprio OTTUSO!
kiskealessandro (31/10/2005 13:15)
0
Semplicemente magnifico. Ascoltate occasion avenue,the invisible man, get it up, the king for 1000 years...anzi ascoltatelo tutto. Dopo i 2 keeper di kiske è il miglior album degli helloween,suonato benissimo con 1deris semplicemente spettacolare.

Dark Schneider (31/10/2005 13:24)
0
E' un disco veramente brutto...non è nemmeno catchy, è povero di idee e noioso all'ascolto, contiene gli assoli più brutti della storia degli Helloween.

E' un fiasco di quelli clamorosi...ma probabilmente sono solo io che sono un ottuso, come direbbero alcuni dei gentiluomini che hanno postato più sotto messaggi di rara ilarità!
SouldealeR (31/10/2005 13:34)
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"... probabilmente la band si sentiva forte e pronta per una simile impresa, consapevole o meno che avventure di questo tipo il più delle volte si traducono in un verdetto senza appello: un terribile fallimento o una vittoria memorabile "
VITTORIA MEMORABILE !!!
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