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recensito lunedì 17 dicembre 2007 alle 00:00 da Gaetano Loffredo
Libertad
 

Libertad


Velvet Revolver
2007, Sony BMG
Hard Rock
Voto della redazione

Il fantasma dei Guns N’ Roses tiene svegli i tantissimi nostalgici ai quali non bastano le esibizioni di un Axl Rose resuscitato un paio di estati fa (ve lo ricordate al Gods Of Metal 2006?), e provano a rifugiarsi nei Velvet Revolver dell’idolo Slash e degli altri ex Duff McKagan e Matt Sorum: esiste davvero un punto di contatto tra l’ingombrante storia e il remunerativo presente?

Lo stile dei Velvet Revolver, diciamocelo, è oltremodo influenzato dal passato del cantante Scott Weiland (ex Stone Temple Pilots) e “solo” parzialmente rifinito dagli altri musicisti: ne esce fuori un ibrido tra il rock & roll stradaiolo dei Guns e il grunge della vecchia fiamma di Scott. Un genere inflazionato che può piacere, per carità, ma ho sempre disdegnato le pietanze che non sanno di carne né di pesce, figuriamoci le “Mari e Monti”, quelle che acquistano il sapore di entrambi…

Sta di fatto che Libertad, l’erede del controverso Contraband, non riesce nell’intento di ricreare un sound esclusivo. Vince la voglia di strafare rincorrendo il singolone mediatico, ma ci sono almeno due dubbi sacrosanti: quanto può essere ritenuto longevo un prodotto che si basa su quattordici brevi canzoncine radiofoniche? Bastano i ritornelli ammiccanti con l’assolo di Slash al seguito per fare di un disco qualsiasi un altro Use Your Illusion? Scordatevelo.

In ogni caso, se provassimo a mettere da parte anche per un solo attimo le (motivate) aspettative per un album firmato da nomi e cognomi così celebri, ci troveremmo di fronte a qualcosa che definirei “accettabile passatempo”, un passatempo che ha i suoi momenti salienti nella prima parte, quando le galoppate di Let It Roll o di Get Out The Door tengono abbastanza alto il livello qualitativo.
Niente male anche quando si tratta di decelerare, qui mi tornano in mente la ballata The Last Fight, e l’ottimo rock n’ blues della ghost track Don’t Drop That Dime; tutto il resto gravita sulle coordinate post grunge e su qualche lodevole spunto alla sei corde di uno dei “capelloni” più famosi del globo. Niente di eclatante, sia ben chiaro.

Il verdetto? Libertad è uno dei tanti, tantissimi esponenti moderni della scena californiana che da l’impressione di essere stato scritto, registrato e pubblicato per compiacere ad un pubblico di giovane età (Just Sixteen), ma che lascia intravedere qualche flebile spiraglio di luce. Dimenticate almeno per ora i Guns N’ Roses, e sappiate che i Velvet Revolver non sono l’unica alternativa disponibile sul mercato: c’è di meglio, di molto meglio.


Gaetano Loffredo


Tracklist:
01.Let It Roll
02.She Mine
03.Get Out The Door
04.She Builds Quick Machines
05.The Last Fight
06.Pills, Demons & Etc.
07.American Man
08.Mary Mary
09.Just Sixteen
10.Can't Get It Out Of My Head
11.For A Brother
12.Spay
13.Gravedancer
14.Don't Drop That Dime (hidden track)

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30 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2
gangreen (17/12/2007 15:57)
0
Inutile negarlo ne il disco precedente ne questo libertad riescono minimanente ad avvicinarsi ad un livello mediocre,la prima senzazione che mi è venuta in mente è stata la noia e poi perchè dei musicisti tanto validi si siano ridotti così.
Cercatevi quei gruppi giovani che sono squattrinati e motivati e quando vengono a suonare da noi lo fanno per pochi intimi.
bawa (17/12/2007 16:04)
0
Il disco non è assolutamente male come lo descrivete. La scena americana di oggi non offre molto meglio ... e mi riferisco in primis ai similari Circus Diablo, per me ben peggio. Tra Contraband e Libertad c'è un netto migliorameto. Che siano la creatura di Weiland più che di Slash è fuori dubbio. Comunque se la scena americana di genere si assestasse su questo livello non sarebbe male, il problema è che è ben sotto questi standard. Per me un 75 pieno senza problemi.
van helsing (17/12/2007 16:05)
0
non l'ho sentito quindi non valuto, ma il primo non mi aveva entusiasmato, e molto spesso sono in accordo con le valutazioni di gaetano...
KILLER QUEEN (17/12/2007 17:52)
0
soporiferi dal vivo,
confermano l impressioni del primo disco e della loro esibizione al gom.
canzoni spompate, tutte uguali, senza un minimo di mordente.
bocciati su tutta la linea.
prendendo spunto dalle pagelle di ziliani:
"mozzarella di bufala"
enorme bufala.
albyyyshredder (17/12/2007 17:54)
0
il loro primo cd quando lo ho ascoltato per la prima volta mi è venuto un colpo...vuoi perkè slash è il mio mito chitarristico...vuoi perkè sapevano di novità...ma il loro primo cd secondo me era un mezzo capolavoro...

quando, impaziente kome un bambino a natale, ho messo le mani su kuesto la prima kosa ke ho pensato è stata:"kos'è?ho sbagliato cd?slash ha finito la fantasia?"

perkè la realtà è kuesta!!dopo alcune song piacevoli come she builds quick machine e let it roll..il resto è una noia
manu3l (17/12/2007 17:58)
0
Secondo me Contraband e' molto meglio; possiede alcuni pezzi da panico (la ballad Falling to pieces su tutte). Qui si salva poco (She build quick machines e Let it roll). Attendo il reunion del secolo! Guns forever!!!
georgetown (17/12/2007 18:27)
0
Ho ascoltato il singolo e mi è bastato per ipotizzare che il disco fosse da tralasciare...

recensore, a quali gruppi pensavi qnd hai scritto che c'è di molto meglio in giro? son curioso...
SERGIOVINCI (17/12/2007 18:31)
0
Non credo sia un disco così immediato e liquidabile in poche parole come si vuol far credere, come non credo che piaccia alla fascia di bambinetti a cui si fa riferimento nella recensione. In realtà l'apparenza inganna e questo album viene fuori piano piano. Una produzione più vintage già di per sè è meno d'impatto rispetto a quella del primo album, che era molto più compatta e moderna e quindi poteva contribuire a rendere più trascinante il tutto. Questo è un album che guarda di più al passato del rock in genere rispetto a Contraband. Personalmente il primo mi era piaciuto molto di più, ma ho l'impressione che tanta gente lo abbia ascoltato una o due volte e giudicato troppo in fretta...
senser1 (17/12/2007 20:32)
0
Ennesima dimostrazione che questi miscugli non vanno proprio... I Velvet farebbero bene ad assoldare un cantante sconosciuto.. come dovrebbero fare anche gli Audioslave.. Sicuramente le vendite saranno buone (con il seguito di nostalgici che hanno..) ed e' quello che credo interessi.. percio' prepariamoci ad ascoltare altre bufale..
Mordred87 (17/12/2007 21:16)
0
Del disco ho sentito solo she builds quick machines... che dire io l'ho sempre reputato il gruppo più inutile della storia del rock, mi chiedo, se non fosse per l'illustre passato dei suoi componenti chi mai avrebbe dato una chance a questo gruppo?
hansen77 (17/12/2007 21:32)
0
Gruppo indegno...Quanto mi piacerebbe che esistessero ancora i grandi Guns 'n Roses
Where The Eagles Fly (17/12/2007 22:13)
0
Mah, quando ho letto "Guns n' Roses" già nella prima metà della prima riga ero tentato di lasciar perdere la recensione ma poi ho ceduto. Io adoro il primo album e non trovo punti di contatto con i Guns, non più di quanti ne hanno tutti gli album di Hard Rock moderno. E' ora di pensare a loro come i VR e non come quelli-che-una-volta-erano-i-GNR-tranne-uno. Vedrete che la loro musica si apprezzerà molto più in fretta.
Album discreto, con spruzzi di classe che pochi possono permettersi. Contraband è una spanna sopra, anyway.

metalhunt (18/12/2007 12:18)
0
vero quello che si legge nella recensione.
il punto debole di questo gruppo è Scott Weiland...che non é Axl Rose!!! non ne ha né la personalità né il carisma, anche se ogni tanto ( nel look soprattutto) tenta miseramente di imitarlo...
bawa (18/12/2007 13:50)
0
tanto mi cestina dato che è il secondo commento...ma scusa tanto...cosa cacchio centra Axl con Scott Weiland ? ... io per davvero ci rinuncio. Se cercate i nuovi Guns ascoltatevi i Silvertide, Big Cock o altre band analoghe (se le conoscete andate a cercarvele !!! )... ma cosa tirate fuori Axl Rose? cosa centra? che poi Weiland imiti Axl ... beh grandissima cazzata ... Where Eagle che ha scritto benissimo prima ... una recensione dei VR non dovrebbe neppure nominare i Guns ... nè all'inizio nè alla fine ... poi che Weiland rovini il disco lasciamo stare... ne ho già tessuto le lodi anche troppo nel forum.

sorry Gaetano se ho postato qualche parola azzardata, ma tanto do per scontato che me la cestini...quindi tanto valeva dirle...

TheAnswer-MetalWarrior (18/12/2007 14:08)
0
E' vero che i VR non ci azzeccano nulla con i Guns, ma è indubbio che il loro successo e la loro esposizione derivino dal passato di Slash&co. piuttosto che da quello di Weiland...
Metal-M (18/12/2007 19:26)
0
Non mi hanno mai entusiasmato più di tanto. I Guns N'Roses sono tutta un altra cosa.
diegonagai (18/12/2007 21:04)
0
Non ho ancora ascoltato l'album, posso solamente dire che al Gods hanno fatto veramente pena, totalmente insignificanti tranne quando hanno suonato IT'S SO EASY e MR. BROWNSTONE. Avrebbero meritato di suonare per quinti e non di rubare tempo prezioso agli SCORPIONS che hanno suonato da Dio, sembravano in studio. Comunque questo pseudo-gruppo non mi convince, o i GUNS versione 1987 oppure nisba.
trashabbestia (19/12/2007 08:15)
0
preferisco nettamente il precedente album che è più immediato ma purtroppo poco longevo.
Che i VR debbano molto la loro influenza a Weiland è fuor di dubbio ma neanke quando slash ha avuto il timone si sono visti dei miracoli (vedere gli slash snakepit di cui ho recensito ain't life grand, recensione mai pubblicata x una motivazione che mi hanno ripetuto x tutti i dischi che ho recensito)....forse non so scrivere o come si suol dire se la cantano e se la suonano da soli
marcmart (19/12/2007 09:37)
0
Non concordo con il recensore. Il disco è buono ed immediato.
poluz76 (19/12/2007 09:49)
0
Per me è sbagliato aspettarsi dai Velvet Revolver quello che hanno già fatto i guns n' roses. Questo disco l'ho molto apprezzato anche se io per primo ero diffidente nei loro riguardi e l'ho ascoltato con molto ritardo dalla sua pubblicazione. Trovo che da un lato sia molto studiato per ottenere consensi radiofonici e spesso la componente mestieristica dei componenti è dominante su quella emozionale però , tutto sommato non mi è capitato spesso di trovare dischi che mi abbiano trascinato come questo. Inoltre il cantante mi è molto più simpatico di AXL che purtroppo non esiste più come lo conoscevamo 15 anni fa e trascina quel poco che rimane della sua fama in tentativi confusi di riproporsi sotto nuove spoglie e promesse di nuovi dischi senza seguito. Il debutto dei Velvet è grandioso e il sequel Libertad secondo me è anche meglio.
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