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recensito sabato 25 ottobre 2003 alle 00:00 da Abbadon
Live...in the Heart of the City
 

Live...in the Heart of the City


Whitesnake
1980, EMI
Hard Rock
Voto della redazione

Uscito nell’anno di grazia 1980, "Live in the Heart of the City" è il primo disco dal vivo di una delle band più emergenti, lanciate e floride di fine anni settanta, i Whitesnake. Nati nel 1978, praticamente dalle ceneri di una lineup dei Deep Purple, David Coverdale e i suoi compagni di turno (diverse le formazioni, delle quali si ricorda soprattutto quella con appunto gli ex Deep Purple Ian Paice e John Lord) furono forse la band più produttiva in materia di dischi di fine anni settanta, avendone rilasciati ben 5 in soli 3 anni (incluso questo live). Non fu una band che fece "la gavetta", ma che arrivò dritta al successo, in quanto alcuni dei nomi presenti erano già ben noti dagli anni da anni. E’ fondamentale comunque dire che grazie all’estro compositivo dei vari Coverdale, Moody, Lord, Paice, Murray, Madsen eccetera, nessuno disse mai "Oh quelli sono paraculati perché erano nei Deep Purple", semplicemente tutti riconobbero che la band era "vera", con le palle, pienamente degna di essere seguita ed amata dai (e dalle, numerose) fans. Questo "Live in the Heart of the City" è composto da 13 canzoni (ne esiste un’altra versione con 11), e raccoglie dunque il meglio delle prime opere del serpente bianco, opere registrate dal vivo in parte durante l’esibizione del 23 e 24 giugno 1980 (durante il "Ready and Willing Tour") e in parte il 23 novembre 1978 (durante il Trouble tour, e per la precisione durante l’esibizione ad Hammersmith). Questa suddivisione è a mio avviso piuttosto azzeccata, in quanto fa in modo che l’ascoltatore possa sentire le capacità delle varie lineup dei Whitesnake, capacità che non tardano certo ad emergere lungo lo scorrere del cd (che è, per la copia che possiedo, una ricompilazione dell’originale doppia audiocassetta). La scaletta contiene davvero, purtroppo tralasciando il primo disco della band, i migliori pezzi della prima epopea del combo di David, con alcune puntate nelle antiche produzioni Deep Purple (come ad esempio "Might Just Take your Life" e "Misterated"). A livello esecutivo siamo su livelli qualitativi veramente fuori dal comune, tant’è che fa quasi più piacere sentire le varie versioni di "Come on", "Walking in the Shadows of the Blues", "Lie Down" eccetera suonate dal vivo che non in studio. Si vede che gli artisti ci tengono davvero a divertire e coinvolgere il pubblico, che però a dirla onestamente durante l’esecuzione dei vari pezzi si sente piuttosto poco, eccezion fatta per inizio (dove D.C si dimostra veramente un ottimo trascinatore) e fine di ogni pezzo (fa eccezione una splendida "Ain’t gonna Cry No More" nella quale l’intro è scandita da un incessante battito di mani). Forse proprio questa è la maggiore pecca di "Live in…", ovvero questa mancanza di consapevolezza su quello che fa il pubblico durante le varie esecuzioni, se esso sta in religioso silenzio (e non credo proprio), o se durante la registrazione piuttosto che i fan si è preferita registrare semplicemente la prova musicale dei Whitesnake. Prova musicale che comunque rimane così convincente da rendere quasi impossibile l’idea che il pubblico si sia veramente zitto o passivo, perché se il feeling che si viene a creare tra cd e ascoltatore è di questa qualità, nemmeno mi immagino (anzi sì, avendo visto i Whitesnake, seppur in formazione nuova, dare una dimostrazione di cosa è il l’hard-blues rock al Gods of Metal 2003), che cosa potesse essere per un fans assistere dal vivo ad una prova di questo calibro dei suoi beniamini, beniamini che non fanno altro che confermare quanto detto da me all’inizio, ovvero di non essere semplicemente un "supergruppo" campato così per aria, bensì una realtà vera e distinta di un panorama che stava ricevendo nuova linfa vitale dopo la crisi dovuta al fenomeno punk, realtà che anche dopo questo eccellente live si sarebbe confermata con lavori davvero splendidi.

Riccardo "Abbadon" Mezzera

Traklist :

Live in the Heart of the city

  1. Come On
  2. Sweet Talker
  3. Walking in the Shadow of the Blues
  4. Love Hunter
  5. Fool for your Loving
  6. Ain’t gonna cry no more
  7. Ready’an Willing
  8. Take me with you

    Live at Hammersmith

  9. Might just take your life
  10. Lie Down
  11. Ain’t No Love in the Heart of the City
  12. Trouble
  13. Mistreated
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16 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Filippo Benedetto (25/10/2003 17:45)
0
Concordo in tutto e per tutto con Abbadon, è un live molto ben fatto, con una scaletta contenente pezzi "per tutti i gusti" di una band in un momento felice della sua carriera. Un classicissimo Live insomma.
STARGAZER (25/10/2003 18:20)
0
85????????????????
ma questo live è un'opera d'arte,non gli dò 100 perchè esistono "made in japan" dei purple,"live in germany" dei rainbow e "live evil" dei sabbath,ma per il resto.....
AnGeLo (25/10/2003 18:50)
0
Concordo appieno con la recensione.
Fabio82 (25/10/2003 19:37)
0
niente da obiettare,alzo solo un po' il voto...grande gruppo e grande musica...se non ci fossero le gemme citate da STARGAZER sarebbe uno dei migiori live-album dell'hard-rock
mr_linguetta (27/10/2003 07:50)
0
Concordo con stargazer! non si puó dare un voto cosí basso ad un live come questo. Scaletta fantastica, ottima musica, cantato (come descrivere la voce di coverdale?)
vegeta (27/10/2003 15:25)
0
85??????????????
Tsjuder (01/11/2003 09:42)
0
ma nei whitesnake mica ha suonato anche Steve Vai??
marmar (25/02/2004 23:51)
0
Uno dei classici Live che è impossibile non avere. Mi piace di più la parte registrata nell'80, ma comunque è tutto di qualità superiore. Coverdale è un grande capobanda, il classico frontman di talento circondato da ottimi musicisti. Avrei preferito un suono un po' più massiccio, ma va bene lo stesso. Concordo sul voto.
AnGeLo (14/05/2004 00:03)
0
Alzo il voto dopo che sono riuscito ad avere la versione in vinile, più completa.
devil (27/09/2004 11:10)
0
su tutte ain't no love in the heart of the city love hunter e mistreated.
gran gruppo di hard rock blues, grande tecnica strumentale e grande voce di coverdale. si ascolta che è un piacere
inrock (29/01/2006 18:30)
0
Bellissima summa dei Whitesnake del primo periodo ( e secondo me pure i migliori).
Restless_Heart (20/04/2006 20:59)
0
Uno dei live più belli della storia del rock...da ascoltare
Metal_Psyche (28/04/2006 02:30)
0
ottimo live
burninpetrol (16/12/2006 17:04)
0
Se questo non è un live da 100 nessun altro è degno di questo voto. Non ha niente da invidiare ai vari Made in Japan, How Thw West Was Wan e Speak of The Devil...e poi diamo 100 a Painkiller? ...incredibile...
metalhunt (16/01/2007 11:24)
0
disco bellissimo, autentica pietra miliare dell'hard blues. Coverdale, con il suo calore e la sua vena blues è uno dei più grandi vocalist di sempre. Comunque maiuscola la prestazione di tutto il gruppo. Grande feeling.
Unica pecca (si fa per dire) l'inserimento di due pezzi dei Purple a scapito di qualche altro grande brano dei Whitesnake (queste cose non le ho mai capite: l'assurdo si raggiunge con Mistreated che, pur essendo dei Purple, compare qui, ed anche su "On stage" dei Rainbow: mi spiegate che senso ha?)
robfleming (31/03/2011 09:17)
0
Splendido esempio di cosa erano capaci di suonare i Whitesnake "inglesi", quelli più hard rock-blues. Coverdale al massimo della espressività. E quando canta Ain’t gonna cry no more o Mistreated non ce n'è per nessuno o quasi. Do la mia risposta/interpretazione - leggo solo ora - a chi si chiede perché Mistreated compaia sia qua (Whitesnake) che là (On Stage). La risposta è semplicissima: è una delle canzoni più belle di tutti i tempi che viene suonata da chi l'ha scritta anche nei rispettivi nuovi (all'epoca! E che epoca!) gruppi.
E' talmente bella che la canta ancora oggi - 31/3/2011 - anche Glenn Hughes che nei credits del periodo non era accreditato e che tanto meno la interpretava.
16 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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