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recensito sabato 26 marzo 2011 alle 00:00 da Mirco Aserio
Lucifer Songs
 

Lucifer Songs


Ufomammut
2005, Supernatural Cat
Doom
Voto della redazione

È notizia fresca fresca che il trio di Tortona ha ottenuto un contratto con la Neurot Recordings casa indipendente americana formata da membri di Neurosis e Tribes of Neurot. Traguardo raggiunto dopo cinque anni di militanza nella Supernatural Cat, etichetta di culto che tiene fra le proprie file band quali Morkobot, Incoming Cerebral Overdrive, OvO e in passato anche i Lento.

Il disco che mi appresto a recensire, però, è il terzo per il gruppo piemontese e il primo pubblicato appunto per l’etichetta di Malleus. Lucifer Songs, datato 2005, esce appena un anno dopo Snailking, disco della consacrazione internazionale per la band di Urlo (basso e voce), Poia (chitarra) e Vita (batteria).

L’album – fra i cinque pubblicati per ora – è il più diretto e immediato per una durata di poco più di trenta minuti. Rispetto a Snailking si ha una formula più semplice: i pezzi tendono verso la forma canzone più classica con riff immediati che si stampano subito in testa. Il sound è sempre quello che contraddistingue gli Ufomammut: riff stoner/doom uniti a una sapiente e ben miscelata dose di psichedelia. Per intenderci prendiamo band come Neurosis, Electric Wizard, Kyuss e uniamo il loro sound alla psichedelia di band come i Pink Floyd di Barrett, gli Hawkwind e molte band space-rock settantine. I rimandi a un certo modo di suonare anni ’70 sono evidenti: riff distorti e acidi uniti a nubi psichedeliche.

Le prime tracce del disco sono dei macigni che faranno godere qualsiasi appassionato di stoner/doom. Blind ed Hellcore sono i pezzi più massicci e diretti con dei riff acidissimi e allo stesso tempo orecchiabili. Hypnotized è una sorta di intro al pezzo successivo Mars altro pezzo riuscito del disco, che rimanda nella formula alle prime due tracce. Mentre per chiudere questo breve ma intensissimo disco troviamo Astrodronaut, pezzo che come il titolo fa presagire vira su versanti drone, fino a d’ora inesplorati per la band piemontese. L’ultima traccia Lucifer Song (inizialmente presente solo su vinile, ora anche sulla ristampa dei cd) rievoca la traccia precedente per intenzioni e risultati: un altro pezzo ambient-drone con i soliti influssi psichedelici tanto cari alla band.
 

Lucifer Songs è un disco riuscitissimo, perfetto nella sua brevità e accompagnato anche da un secondo cd in cui son presenti tracce multimediali con visual studiati per ogni pezzo. Un disco che ogni amante di doom/stoner/psych dovrebbe possedere e custodire gelosamente nella propria collezione di dischi.

Mirco Aserio

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Tracklist:
01 – Blind
02 – Hellcore
03 – Hypnotized
04 – Mars
05 – Astrodronaut
06 – Lucifer Song

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6 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
grutle_kjellson (26/03/2011 12:19)
0
Più che gli Electric Wizard io avrei citato gli Sleep, sai?
L'album è bellissimo, il suo unico difetto è, come ricordavi, essere troppo corto, per fortuna poi hanno ri-aumentato il minutaggio con "Idolum" :)
mircoas (26/03/2011 12:20)
0
Verissimo, gli Sleep sicuramente son fonte di ispirazione di questo disco :)
mariottide666 (26/03/2011 13:38)
0
Discone, un viaggio pesante e psichedelico
Doom_Sword (26/03/2011 20:40)
0
Un recensore che qualsiasi ascoltatore stoner/doom deve possedere nel proprio comodino. Lì, turbato e a portata di mano.
knight-of-chaos (26/03/2011 21:54)
0
gran bel disco,però loro in molte interviste ci restano male quando vengono paragonati agli electric wizard.
JonSnow (29/03/2011 19:04)
0
Bella rece, disco che stona dibbrutto :D
6 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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