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recensito martedì 30 gennaio 2007 alle 00:00 da Stefano Risso
Mafia
Voto della redazione

Metabolizzata la splendida parentesi intimista di Hangover Music Vol. VI, il caro vecchio Zakk torna a mostrare prepotentemente i muscoli con questo fiammante sesto album targato Black Label Society. Mafia riporta il barbuto chitarrista nella sua abituale dimensione di rocker straordinario alle prese con la ruvidezza della sua Les Paul, e un timbro vocale che ritorna a urlare al mondo la sua strafottenza musicale, noncurante dei cambiamenti, fedele ai capisaldi fondamentali che hanno contraddistinto da sempre la sua carriera.

Mafia è semplicemente un'apoteosi di groove mastodontici, micidiali mid tempos espressi con la consueta rotondità del riffing, bending e wah esasperati, chitarre dure e profondissime, che assecondano il talento di un musicista che riesce a donare un tocco unico e inimitabile a soluzioni semplici ma dall'impatto impressionante. Uno dei dischi più ruvidi e "ignoranti" mai partoriti dai Black Label Society, un lavoro che si presenta in modo diretto agli ascoltatori, coerente, irruente come pochi, perfettamente sviluppato nella sua sorprendente immediatezza che lascia trasparire come al solito un'anima più profonda e romantica, cupa e all'occorrenza struggente.

Insomma l'universo di Zakk Wylde espresso, a mio avviso, nella forma più esauriente possibile, un universo fatto di violenza, passione, tormenti personali, attaccamento alle proprie radici, lunghe scorribande in motocicletta, sano e godereccio hard rock, amicizia, e riconoscenza. Ed proprio in quest'ottica che mi piace interpretare il titolo di questo disco, Mafia, non tanto da collegarsi alla malavita organizzata, ma al significato etico della parola, all'insieme di affetti e di valori intrinseci che stanno alla base di un'organizzazione che non verrà mai tradita dagli affiliati, e a cui si lega a doppio filo la propria intera esistenza.

Un disco corposo, che tocca tutti gli aspetti sopraccitati con rabbia e all'occorrenza con una delicatezza commovente, un album che si mantiene costantemente su alti livelli, andando a ovviare all'unico neo della carriera solista di Zakk Wylde, l'andamento a volte altalenante delle tracklist presentate dai Black Label Society (ricaduti purtroppo nell'ultima fatica in studio Shot To Hell), salvando con classe e trasporto anche i pochissimi scricchiolii di un songwriting scevro da qualsiasi orpello inutile. Dall'incredibile e terremotante Fire It Up, a What's In You, dalla "rozzissima" Suicide Messiah, fino a Forever Down (provate a rimanere fermi ascoltando i riff che i nostri riescono a tirare fuori dalle vostre casse...), è un susseguirsi di ritmiche sguaiate e irriverenti, grazie anche al compattissimo duo formato da Craig Nunenmacher (batteria) e James LoMenzo (basso), ai quali viene dato ampio spazio per pompare a dovere il sound ruvido di Mafia. Ottima prova anche del fido Nick Catanese, anche se il bello e il cattivo tempo lo fa il nostro Zakk, perfetto alle prese con i tipici mirabolanti assoli e con l'altrettanto tipica voce nasale. Dopo il micidiale quartetto iniziale, Zakk si siede al piano per dedicare la struggente In This River al compianto Dimebag Darrel, lasciando che sia il cuore a trasmettere tutta la malinconia che ha lasciato ad amici e sostenitori la sua prematura e tragica scomparsa. Ma in Mafia non c'è molto tempo per rifiatare... You Must Be Blind si fa largo lentamente, come un esercito di bikers all'orizzonte che si avvicina piano piano, salvo poi esplodere inesorabile, semplice e diretta come un pugno in faccia. Le restanti tracce del disco presentano dei toni più cupi che fanno capolino in Death March, e Too Tough To Die, insieme alla devastante Electric Hellfire e a Spread Your Wings, semplicemente splendida, lasciando alla sola Say What You Will il compito di alleggerire con una bella cavalcata l'aria pesante che si respira in questi ultimi minuti di Mafia. Dopo un brano di gran classe come Been A Long Time, la conclusione è affidata alla coppia Dirt on the Grave e I Never Dreamed (per chi avesse l'edizione con inclusa questa bonus track), ballate sognanti e decadenti, con quest'ultima che riecheggia a grandi linee alcune melodie del capolavoro Book of Shadows.

In fin dei conti niente di nuovo sotto il sole. Un problema? Affatto, una considerazione del genere non sarebbe nello spirito di un album come Mafia, di una band come i Black Label Society e di un fuoriclasse come Zakk Wylde, uno dei pochi musicisti in circolazione che non ha bisogno di compiere salti mortali per distinguersi dalla massa... Gli bastano le sue sei corde, la sua voce e la sua arte. Scusate se è poco.

Stefano Risso

Tracklist:

  1. Fire It Up (video)
  2. What's In You
  3. Suicide Messiah (video)
  4. Forever Down
  5. In This River (video)
  6. You Must Be Blind
  7. Death March
  8. Dr. Octavia
  9. Say What You Will
  10. Too Tough To Die
  11. Electric Hellfire
  12. Spread Your Wings
  13. Been A Long Time
  14. Dirt on the Grave
  15. I Never Dreamed (bonus track)

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16 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Gaetano Loffredo (31/01/2007 08:14)
0
Grande disco, ottima recensione Stefano. Fire It Up è L'ADRENALINA.

PS: Provate a "suonarla" su guitar hero 1
cimasan (31/01/2007 09:12)
0
che dire.....dal primo progetto pride & glory fino ad oggi non ho mai trovato un passo falso nella carriera del mitico zakk....in quest'album le canzoni hanno un tiro fenomenale, e anche nelle ballad tira fuori tutta la sua classe.
fear no beer!!!!



mata (31/01/2007 10:30)
0
disco che ho macinato! Grande Zakk!!
dragomic (31/01/2007 11:30)
0
CHE SPETTACOLO! IL BUON MISTER ZAKK HA SFORNATO UN CD CHE SEMBRA UNA MIETRITREBBIA IN FACCIA!! DALL'OPENER FIRE IT UP SI INIZIA GIà A CAPIRE DI CHE PASTA SIA STO CD.. LA SUBLIME IN THIS RIVER NON HA BISOGNO DI PAROLE PER ENTRARE NELL'OLIMPO DEL METAL.
IL SUONO è NAHCE MOLTO POSSENTE, TI RIEMPIE LA CASA TRORACICA PER POI ESPLODERE.. NON STO A ELENCARE PEZZO PER PEZZO.. DICO SOLO CHE CHI NON LO HA DEVE CORRERE VELOCE PRENDERLO..
heavymetalthunder (31/01/2007 13:01)
0
per me il miglior album dei bls. li ho visti con molto piacere al gods 2005 e spero di rivederli quest'estate. grandi
SERGIOVINCI (31/01/2007 13:12)
0
Band che non mi ha mai convinto più di tanto e questo album non fa la differenza.
nik76 (31/01/2007 13:25)
0
...grande Ste!...sono d'accordo, grande album!...questo è puro tiro rock!...quest'uomo - in particolare in questo disco - dà di se una carica da vero rocker come è raro sentirne
child of dusk (31/01/2007 20:28)
0
Sicuramente il miglior disco dei BLS.
GRANDE ZAKK!!!
Guren (03/02/2007 10:15)
0
In linea di massima concordo con la recensione. Rimane cmq sia il migliore album dei BLS e di un Zakk Wylde che non compone qualcosa di VERAMENTE bello per quanto mi riguarda da quel fantastico episodio che prende nome di Pride&Glory.
Metal_Lo (03/02/2007 19:10)
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Buonissima recensione Stefano; questo disco esprime una potenza rocciosa incredibile ed alterna fasi più "pesanti" ad altre "intimiste", tipiche di Zakk: tra queste non posso non citare "In this river", una canzone che mi commuove ad ogni ascolto.
ironzeppelin (04/02/2007 20:38)
0
la prima volta che ascoltai suicide messiah pensai fosse una canzone di ozzy..la voce è identica..
bel disco comunque, molto potente e godurioso
SANdMAN (05/02/2007 23:19)
0
concordo quasi su tutto, ad eccezione di:
non mi sembrano molto hard rock ma più heavy classico.

sinceramente lo considero un buonissimo album anche
se un pelo sotto tono rispetto alle esperienze delle passate produzioni (cosa che per altro si è trascinata anche sull'ulitmo album).

Per il resto sono in linea con il recensore
blackdog17 (09/02/2007 21:39)
0
ragazzi...questo album è un capolavoro...granitico nei pezzi pesanti....raffinato in quelle poche parentesi lente....zakk rulez..
Blackie Lawless (16/06/2007 12:14)
0
figata, li ho rivalutati un casino i BLS, ora li adoro!!!! cmq il migliore è The blessed hellride senza dubbio alcuno
plu (07/09/2007 15:53)
0
Sicuramente un buon album!
msk92 (08/12/2009 20:09)
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molto belle fire it up suicide messiah in this river e you must be blind...
16 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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