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recensito domenica 02 giugno 2002 alle 00:00 da Ninja Pastore
Masquerade
 

Masquerade


Dreams Of Sanity
1999, Hall Of Sermon
Gothic
Voto della redazione

Tornano gli austraci con una formazione stravolta. Alla voce e' rimasta infatti la sola Sandra Schleret (fra l'altro parecchio migliorata), Martina Hornbaker e' stata "scippata" da Christofer Johnson dei Therion, cambiati pure batterista e tastierista (in meglio, direi). Se il precedente album (Komödia) era un concept legato alla Divina Commedia, questo ci racconta del Fantasma dell'Opera. Muiscalmente si nota un deciso passo in avanti, gli arrangiamenti sono più curati, la registrazione è indubbiamente migliore, i brani meno dispersivi. Si tratta sempre di un gothic metal progressivo con qualche striatura di metal germanico (!), questa volta ci sono anche accenni all'opera (ovvi, visto il contenuto lirico del disco) che posso ricordare gli ultimi Therion. Splendida l'interpretazione di Sandra che nel primo brano (una
versione sapientemente riarrangiata del famoso pezzo di Webber) si trova anche a duettare con Tilo Wolff dei Lacrimosa (che tenta in ogni modo un impossibile imitazione di Mr. Doctor). Il disco scorre via facilmente ma e' abbastanza ricco da non annoiare subito, ad ogni ascolto c'e' qualcosa di nuovo da scoperire. Masquerade è un disco che piacerà a molti, soprattutto grazie alla splendida voce di Sandra e alle composizioni mai troppo pesanti, anche se inequivobilmente metalliche.

Tracklist:

1.  Opera.
2.  The Phantom Of The Opera.
3.  Masquerade Act 1.
4.  Masquerade Act 2.
5.  Masquerade-Interlude.
6.  Masquerade Act 3.
7.  Masquerade Act 4.
8.  Within (The Dragon).
9.  The Maiden And The River.
10. Lost Paradise '99.

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2 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
truepelle (10/04/2005 20:55)
0
Disco piacevole ma niente di piu'
robfleming (28/12/2010 14:36)
0
A mio avviso uno degli album più belli se non il più bello di sempre nel genere dark-gothic-metal. Tutto è perfetto, dalla cover Phantom of the Opera con Timo dei Lacrimosa in versione ospite, all'Act. 1 in cui il gruppo ci offre 10 minuti di pura magia. Act. 3 possiede una soave melodia che crea una struggente atmosfera e Sandra si dimostra cantante dotatissima che non ha niente a che indiviare a certe colleghe in The maiden and the river. Anche il successivo The Game non fu male, ma subì troppo il confronto con questo capolavoro. Poi, mi sembra, siano scomparsi.
2 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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