Corre l’anno 1995 e il black metal è una realtà più che concreta. Le braci dell’ormai defunto Inner Circle, sospinte dal vento del Nord, si allargano velocemente verso il resto d’Europa, ove neri fuochi si attizzano uno dopo l’altro. Di queste pire una arde in Austria, pronta ad accogliere la pesante eredità dei grandi padri scandinavi per fonderla con le opere di J.R.Tolkien, tema, al tempo, ancora lontano dalle mode e dall'abuso commerciale di oggigiorno. Il braciere di questa fiamma tenebrosa sono le menti di Silenius e Protector, ovvero i Summoning, duo che prima dell’uscita di questo Minas Morgul, vantava alle spalle (oltre a 4 demo e uno split) soltanto il debut Lugburz, episodio distante dalla dimensione che la band creerà da questo Minas Morgul in poi, quel genere che loro stessi amano definire ‘fantasy black metal’.
I neri cancelli di Minas Morgul si aprono con Soul Wandering, un intro sinistro ed ossessivo che conduce a Lugburz, traccia composta dalla band nel 1994 e presente sull’omonimo demo. Si tratta di un pezzo profondamente tetro e minimalista, con una parte di batteria lacerante e i tuoni che scandiscono il lento incedere del riff fino al cambio di ritmo verso il finale dell’episodio. La successiva Passing Of The Grey Company si presenta invece con un intro fortemente folkeggiante e dal sapore inaspettatamente lontano dalle oscurità dell’opener. La melodia verrà poi sorretta dal riff distorto, creando quello che sarà il tema principale di tutto il pezzo. La genesi di Morthond, la Radice Nera, è dettata dalla voce di Protector, che strisciando come le nere acque nel letto di Cepponero, dirette verso Dol Amroth, sussurra malignamente su tastiere lente e cupe. Il ritmo si innalza e diventa traino per un riff decisamente epico che si placa per un break a base ancora di lente parti di tastiera nella parte centrale del brano, per poi riprendere in tutta la sua foga fino a ritrovare per la terza volta le tastiere, tra le quali la composizione muore. Marching Homewards procede lenta, dominata da una batteria profonda e cadenzata, e come una vera e propria marcia avanza dettata da passi pesanti e rimbombanti. Particolare è l’impatto con il riff, che insolitamente presenta richiami mediterranei. Assolutamente spiazzante è Orthanc, la torre del cerchio di Isengard, una strumentale di poco più di un minuto fatta di un ritmo e una melodia orientaleggianti che possono ricordare qualcosa di tribale o elettronico. Ungolianth, colei che portò rovina agli alberi di Arda, è la protagonista dell’omonimo pezzo. Siamo di fronte a un manifesto di ciò che sono i Summoning in questo Minas Morgul: una composizione fredda, ossessiva, con una batteria penetrante e abissale, un riff cadenzato e uno screaming lancinante di Protector. Dagor Bragollach, la battaglia della Fiamma Improvvisa, quarta delle grandi guerre del Beleriand, si apre con una melodia di tastiera che va incupendosi fino all’arrivo del vero punto forte del pezzo: le linee vocali spettacolari, terribilmente laceranti e cavernose. Through The Forest Of Dol Guldur è un viaggio attraverso il Bosco Atro, o meglio nella parte sud, nella quale si erge il Colle di Stregoneria. Episodio più veloce e incalzante di tutto il disco, la traccia si snoda attraverso improvvise detonazioni di batteria e una parte centrale quieta e glaciale. The Legend Of The Master-Ring è la ballata dell’album, con un freddo piano che accompagnato da un sottofondo di tetre orchestrazioni, vive tra partiture malinconiche di sola tastiera ed altre farcite da voce e batteria. Le liriche riprendono i testi del Maestro, raccontando la partizione degli anelli e la profezia delle incisioni. Una cosa concettualmente vicina a quanto fatto dai Blind Guardian tre anni prima, con Lord Of The Rings, in Tales From The Twilight World. Ultimo frammento dell’album è Dor Daedeloth, la Terra d’Ombra, tra le quali desolate lande Morgoth aveva il suo regno nel nord della Terra di Mezzo. Un maestoso epilogo di oltre dieci minuti in cui Silenus e Protector riprendono i temi principali di tutto l’album per un lento, cadenzato e tetro finale all’insegna della epicità più oscura.
Migliore tra i lavori partoriti dai Summoning, Minas Morgul è un disco sublime, pungente ed evocativo, è una lama ghiacciata e lacerante fatta di una forgia semplice e arcana. Come una moneta dalle due facce il disco presenta i tratti somatici del black metal più primitivo e maligno fusi meravigliosamente con indiscutibili tinte epiche e passaggi talvolta dai richiami melodici. Una moneta grezza ma terribilmente preziosa, che merita di comparire nella collezione di tutti i cuori oscuri e di tutti coloro che hanno fatto di antichi eroi e leggende i protagonisti dei propri sogni ad occhi aperti.
Line-up:
Protector - voce, chitarre, tastiere
Silenius - basso, tastiere, voce
Tracklist:
01. Soul Wandering
02. Lugburz
03. Passing Of The Grey Company
04. Morthond
05. Marching Homewards
06. Orthanc
07. Ungolianth
08. Dagor Bragollach
09. Through The Forest Of Dol Guldur
10. The Legend Of The Master-Ring
11. Dor Daedeloth
Alessandro ‘Zac’ Zaccarini
Commenti dei lettori (29)
Il passaggio tra il black metal più tradizionale di Lugburz e quello che avrebbero prodotto nei cd successivi.
Riescono a trasmettere le atmosfere più cupe e maligne in un modo tutto loro, veramente originale e irripetibile.
Un disco di cui non ci si può stancare
Un album indescrivibile. Loro si definirono 'fantasy black-metal'; una pacchianata, si può pensare, ma solo finchè non si ascolta questo album. Dopo ogni dubbio sparisce.
Che dire, I Summoning sono stati, sono e saranno sempre una delle realtà più originali e affascinanti del Black Metal moderno. Con le loro melodie magistrali riescono a incitare, inquietare e commuovere l'ascoltatore come pochi altri.
Esatto, sono decisamente di parte :)
Ma non riesco ad immaginare come non si possa apprezzare un lavoro simile.
Un cd perfetto per chi ha intenzione di viaggiare in terre lontane senza muoversi dalla sua stanza.
Capolavoro.
L'unica che mi è piaciuta è la 7, ma il resto prorio no, nn esalta minimamente, nn trasmette nulla, sarò strano io,visto ke il voto più basso ke ho letto è un 80. Nn capisco cosa colpisce così tanto di qsto gruppo, il quando sento black metal preferisco cose più "pesanti" tipo immortal, primi bathory, dimmu borgir, mahyhem, I summoning invece nemmeno mi sembrano black.
Ovviamente è solo la mia opinione quindi prego a tutti di nn scannarm. Hail
Dane
Dane
molto epico e con delle atmosfere peculiari per via del modo d'utilizzo della drum machine e dei suoni dei synth.
bello.
The Passing of the Gray Company
Marching Homewards
Dagor Bragollach (Il Silmarillion è il mio libro preferito asseame alla trilogia di JRRRT...)
PAURA!!!!
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