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recensito sabato 01 maggio 2010 alle 00:00 da Daniele D'Adamo
Neo-Satanic Supremacy
 

Neo-Satanic Supremacy


Troll
2010, Napalm Records/Masterpiece
Black
Voto della redazione

Dalla mente geniale di Nagash, polistrumentista che vanta un passato di prim’ordine (Dimmu Borgir, Covenant) si concretizza "Neo-Satanic Supremacy", quarto full-length dei norvegesi Troll, nati nel lontano 1992 come one-band man.

Pur appartenendo al filone del black metal sinfonico, che con il più celebre combo di Shagrath ha toccato vette di notorietà inaspettate, la musica concepita da Arnesen riesce a non essere così derivativa come ci si potrebbe aspettare. Facendo fede al nome, nel CD si trovano entrambe le materializzazioni delle magiche creature visibili solo ai bambini: i Troll giganti, orchi maligni, e i Troll umani, benevoli ma beffardi. Il black del quintetto, infatti, deriva da una forgia ove ribolle una vorticante lega fra metalli nobili e pesanti: su una titanica e tetra struttura, eretta dal suono delle chitarre del basso e della batteria, s’innestano innumerevoli tasselli coniati dalle tastiere, lucenti e graffianti. Eccellente la visionarietà del sound complessivo: durante l’ascolto del disco si vaga, in trance, nelle arcane e buie foreste dell’emisfero boreale, fittissime di vegetazione, ove si nascondono gli spaventosi mostri, refrattari alla luce solare. Il cammino attraverso la verde oscurità avviene mentre il continuo tuonare del basso squarcia l’atmosfera brumosa, nella foga di un’angosciosa andatura dettata dal ritmo dei forsennati blast beats di Ygg e nel terrore dell’ignoto, che può svelarsi letale per le ferite dell’ascia di Arnesen oppure bizzarro per le sardoniche costruzioni delle tastiere di Exilis.

Concentrarsi per sviluppare, ciascuno a modo proprio, la metaforica interpretazione delle astrazioni di Arnesen rappresenta, a parere di chi vi scrive, la chiave di volta per gustare appieno le canzoni del platter. Non bisogna aspettarsi di trovarsi davanti molta innovazione: dopo quasi oltre vent’anni, lo stile elaborato da Arnesen stesso è maturo e compiuto. Ciò non deve essere percepito come un punto debole. Ogni angolino del disco è occupato da tanta classe e molte abilità nella scrittura: quando un artista riesce a trovare il bandolo della matassa della propria creatività, focalizzando nella musica le idee che albergano nella sua mente – e questo è il nostro caso – lo spazio da dedicare al songwriting è di più ampio, giacché, alla fine, si tratta dell’unico obiettivo rimasto. In questo i Troll non falliscono: le dieci song che fanno parte di "Neo-Satanic Supremacy" rappresentano ciascuna un episodio a sé stante, pur dando forma a un amalgama omogeneo. Il groove è fisso; i singoli brani che lo compongono, mobili. Segno inequivocabile di grande spessore artistico.

"The Age Of Satan", difatti, mostra un guitarwork mobilissimo, ricco in varietà di riff. Soprattutto quello portante rivela un micidiale contenuto dinamico, retaggio di un decennale background culturale. Il fraseggio della formidabile chitarra di Arnesen fa da motore di spinta per il resto della strumentazione che, all’unisono, forma un invalicabile muro di suono. Le linee vocali, isteriche nell’urlare la misantropica rabbia tipica del genere, fanno andare la memoria alla leggenda chiamata Quorton, anche se certamente non si tratta di una mera reiterazione. Il livello qualitativamente alto dei brani rende sostanzialmente vana una descrizione puntuale. Sono tutti degni della stessa attenzione: nulla da scartare, insomma. Dopo svariati ascolti, la noia non fa capolino e rimane sempre un piacere ricominciare da capo con "Til Helvete Med Alt", monumentale opener che teletrasporta immediatamente chi ascolta nel fantastico Mondo dei Troll, cui si rimane definitivamente intrappolati a causa della furia degli elementi sprigionata da "Alt For Satan". Rallentamenti, accelerazioni, break, blast beats s’incrociano continuamente senza che si perda la strada maestra, arrivando anche al delirio ipnotico con la title-track. Cito ancora "Hvor Tåken Ligger Så Trist Og Grå" per il mood melodico classico e raffinato.

Si vocifera anzi spesso si afferma che il black metal sinfonico sia morto o perlomeno che abbia già dato tutto quello che poteva dare. I Troll, con il loro "Neo-Satanic Supremacy" dimostrano che questo non è vero. Se si ha esperienza, classe e spirito allucinato, nulla è impossibile.

      
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Track-list:
1. Til Helvete Med Alt 4:12
2. Alt For Satan 3:17
3. Gå Til Krig 4:21
4. Burn The Witch 4:53
5. Mørkets Skoger 5:39
6. Hvor Tåken Ligger Så Trist Og Grå 6:11
7. Neo-Satanic Supremacy 2:29
8. At the Gates Of Hell 2:54
9. Smertens Rike 3:39
10. The Age Of Satan 3:43

Line-up:
Stian "Nagash" Arnesen – Vocals, Guitars
Tlaloc – Guitars, Vocals
Vold "Skamslått" – Bass, Vocals
Exilis – Keyboards
Ygg – Drums
 

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3 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
rulez (01/05/2010 19:53)
0
Quest'album mi riporta indietro nel tempo, quando uscì quel capolavoro a nome 'Nexus Polaris'...e la cosa mi fa veramente esaltare :)
SkidhalbladhniR (02/05/2010 03:40)
0
Mi tengo basso perchè Nagash è un genio e questo per i suoi standard è proprio un compitino...detto questo

STIAN ORA VOGLIO ARIA GALACTICA DE KOVENANT!!! Sono 4 anni che me lo fai annusare sto disco
Hellbound (03/05/2010 19:09)
0
Mmm non miha convinto. Davvero scolastico e forzatamente retro', si assesta su livelli buoni ma non ho trovato pezzi di particolare interesse, nemmeno se paragonati alle opere a cui si (auto?)ispira.
3 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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