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Ritchie Blackmore con un album live che aggiunge maggiore spessore al nuovo corso inaugurato qualche anno fa con l’avvenente compagna
Candice Night e la conseguente pubblicazione di
Shadow of the Moom (loro album d’esordio, seguito da
Under A Violet Moon del 1999 e
Fires At Midnight ultima fatica in studio targata 2001 ). Il truce
rocker, abbandonati i panni del
guitar-hero che infiammava i palchi con la sua
stratocaster color panna aizzando le folle con i suoi riff nervosi, entra in una nuova dimensione più pacata e riflessiva. Dunque i roboanti solos lasciano il posto a virtuosismi acustici. Flauti, violini e la voce della bella
Candice, cantante non estremamente potente, ma dotata di una timbrica molto calda ed intensa, intessano melodie d’altri tempi. Ognuno è libero di apprezzare o meno la nuova proposta di
Ritchie, ma non si può negare che
The Man in Black si sia confermato un musicista vero, che non ha accettato di riciclare la propria immagine sfruttando il proprio glorioso passato (come altri suoi colleghi hanno fatto), ma si è reinventato una nuova identità musicale, facendo musica per se stesso. Così facendo
Ritchie ha ritrovato nuovi stimoli e voglia di fare ancora musica che riesca a far colpo sulla gente. Ecco perché questo disco assume maggiore importanza, per capire appieno l’evoluzione sonora operata da questo grande artista. Quindici brani di musica
folk-medioevale, dove l’elettrica fa capolino in alcuni punti ma senza essere la sovrana. Ma ora silenzio: entrano i musici e
Shadow of the Moon apre le danze con il suo andamento vagamente orientale, poi tocca a
Play Mistrel Play, mentre
Mistrel Hall è un ispirato intermezzo acustico che prelude alla bellissima
Past Time with Good Company. La sola voce di
Candice intona la melodia di
Fires at Midnight, con i suoi dodici minuti di durata che rivela essere l’episodio più bello del disco, caratterizzato dal bellissimo duetto violino-chitarra acustica in cui
Ritchie, come solo lui sa fare, suona in maniera a dir poco divina. Chiudono il primo cd
Under a Violet Moon (dall’omonimo cd) e la
purpleliana Soldier of Fortune in una versione molto sognante (era il vocione blues di
Coverdale a cantare questa song in origine, presente su
Stormbringer). Il secondo dischetto è aperto dalla
rainbowiana 16th Century Greensleeves e
Ritchie imbraccia la
stratocaster, regalandoci un bel solo e facendo riemergere antichi fasti, quando al microfono c’era un folletto di nome
Ronnie James Dio. Il malinconico strumentale
Beyond the Sunset, ci riporta al presente, con un ispirattissimo
Ritchie che accarezza le corde con innata maestria. E’ la volta della danzabile
Morning Star, in cui brilla il violino di
Chris Devine che ci delizia con un bel solo ad inizio brano ed i ritmi si alzano notevolmente. Una fisarmonica e la melodiosa voce della cantastorie
Candice aprono
Home Again brano molto bello ed allegro dal sapore vagamente zigano, con un ritornello irresistibile da cantare a pieni polmoni. Sulla stessa scia è anche
Renaissence Faire, che ci porta in una corte medievale e dove si sentono anche suoni di clavicembalo, brano che precede il più pacato e sinfonico
I Still Remember. Il penultimo pezzo è lo strumentale
Durch den Wald zum Bachhaus preso da
Under a Violet Moon, mentre la chiusura è affidata a
Writing on the Wall, costruita su una melodia di
Ciaikovski tratta da
Il Lago dei Cigni, e la
strato compare ancora una volta regalando un ultimo e bellissimo solo congedando
Ritchie, la sua avvenente compagna e i loro valenti musici dal loro pubblico.
Un live molto bello suonato con gusto e passione, la registrazione è pulitissima e conferisce ai brani una maggiore dinamicità e feeling che la freddezza di uno studio di registrazione non riesce a dare.
Grande ed inimitabile Blackmore.
Track List
CD1
1. Shadow Of The Moon
2. Play Minstrel Play
3. Minstrel Hall
4. Past Time With Good Company
5. Fires At Midnight
6. Under A Violet Moon
7. Soldier Of Fortune
Cd 2
1. 16th Century Greensleeves
2. Beyond The Sunset
3. Morning Star
4. Home Again
5. Renaissance Faire
6. I Still Remember
7. Durch Den Wald Zum Bachhaus
8. Writing Of The Wall
Commenti dei lettori (10)
Uno spettacolo per le orecchie e che voce Candice Night: meglio dal vivo...
Bella lì!
P.S.:Candice ha una vocina molto erotica
Se amate la musica a prescindere dalle effimere catalogazioni non rimarrete delusi
G R A N D E !
p.s.il voto, 100, è al più grande chitarrista hard rock di tutti i tempi.
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