Accesso utenti

Nome utente:
Password:
recensito giovedì 15 gennaio 2004 alle 00:00 da ShredderManiac
Perpetual Burn
 

Perpetual Burn


Jason Becker
1988, Shrapnel
Heavy
Voto della redazione

Questo disco rappresenta per molti uno dei capitoli principali della Bibbia della chitarra shred, cioè di quel particolare modo di rapportarsi alla sei corde, diffusosi intorno ai primi anni ’80, che faceva letteralmente “a pezzi” quelli che erano i riferimenti tecnico/stilistici dei chitarristi degli anni precedenti (vedi Blackmore, Page, etc.).
Quest’ album rappresenta una specie di manifesto esemplificatore dei principi, già introdotti precedentemente da gente come Malmsteen o Satriani, che animavano i chitarristi shredders dell’ epoca: spingere nel heavy-rock il dualismo uomo-chitarra elettrica oltre l’ inverosimile, mantenendo però integro l’ amore per lo strumento.
L’ autorevole rivista Guitar Player sentenziava negli anni ’90: “Qualsiasi chitarrista che faccia un disco puramente basato sui funambolismi tecnici porterebbe l’ascoltatore a spegnere il riproduttore dopo 2 minuti. Fortunatamente esistono chitarristi che all’ incredibile capacità tecnica riescono ad aggiungere una buona dose di immaginazione, gusto personale e melodia”.
Tra questi c’è senz’altro il Jason Becker di questo splendido gioiello di album: il suo tocco, il bending, i trilli, gli slide, i vibrati e tutti gli abbellimenti di ogni brano servono come espressione di una musica sublime che, generata dal suo cuore, affluisce in presa diretta allo strumento attraverso le sue dita. Non c’è una singola track dove possa essere riscontrato l’auto-compiacimento dell’ autore nell’esercizio ipertecnico.
Tutte le progressioni, la velocità di esecuzione e le incredibili tecniche utilizzate sulla chitarra hanno una loro ragion d’ essere, sono parte integrante dell’ armonia generale del pezzo. Basta ascoltare brani come Altitudes o Opus Pocus, dove si arguisce l’ amore dell’ autore per strutture melodiche tipiche della musica orientale, per capire cosa intendo; fino ad arrivare agli incredibili 6 minuti semi-acustici della melanconica e riflessiva, ma allo stesso tempo struggente, Air. Non mancano i momenti più aggressivi come nella title-track, in Dweller In The Cellar, in Temple Of The Absurd dove tra sweep-picking, soli armonizzati e sventagliate di pentatoniche la chitarra di Becker sembra quasi urlare tutta la sua rabbia. Proprio di questi due ultimi pezzi e di Eleven Blue Egyptians, brano che presenta ispirate intrusioni nel blues, è ospite e co-autore delle songs l’ amico fedele Marty Friedman; egli con Jason (quando questi aveva solo 17 anni!), sotto il fulgido nome di Cacophony, aveva inciso l’ anno precedente un lavoro dal titolo “Speed Metal Symphony” che aveva già sconvolto la comunità dei virtuosi di tecnica chitarristica.
Ad accompagnare Jason dietro le pelli invece troviamo l’ incredibile Atma Anur che era stato il primo a rendere edotti, come più tardi rivelò lo stesso Jason Becker, i due ragazzini terribili sulle poliritmie che lo stesso batterista andava sperimentando quando suonava appunto nei Cacophony.
La storia di Jason Becker, come molti sanno, non è stata in seguito certo fortunata. Sembrava avere, così giovane, il mondo della chitarra già ai suoi piedi. Aveva appena sostituito Steve Vai nella David Lee-Roth band e si apprestava a terminare le sessions di registrazione dell’ album “A Little Ain’t Enough”, quando all’ improvviso la sua mano sinistra cominciò a scivolare dal manico della chitarra e gli fu fatta la terribile diagnosi di Sclerosi Laterale Amiotrofica, malattia nota al grande pubblico semplicemente col nome di Morbo di Lou Gehrig. Gli furono prognosticati un paio di anni di vita al massimo. Lui, dopo quasi quindici anni, è ancora lì a scrivere musica per chitarra con la sua creatività immensa e smisurata (l’ultimo disco è uscito circa un anno addietro), anche se ovviamente non può più suonarla.
“Perpetual Burn” rappresenta quindi una specie di testamento chitarristico per il mondo, in cui Jason lascia le sue volontà circa il modo in cui dovrebbe essere suonata una chitarra elettrica ancor oggi, cioè con cuore e cervello, ossia con sentimento e tecnica.

Tracklist:
1. Altitudes (Becker) - 5:39
2. Perpetual Burn (Becker) - 3:29
3. Mabel's Fatal Fable (Becker) - 4:52
4. Air (Becker) - 5:37
5. Temple of the Absurd (Becker/Friedman) - 4:42
6. Eleven Blue Egyptians (Becker/Freidman) - 5:44
7. Dweller in the Cellar (Becker) - 6:14
8. Opus Pocus (Becker) - 5:37
Aggiungi un tuo commento
29 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2
juliushark (16/01/2004 16:12)
0
Un grandissimo e sfortunato artista, che se avesse avuto la possibilità di suonare con più continuità sicuramente di gioielli come questo ne avrebbe sfornati molti di più.
_Atreus_ (21/01/2004 13:03)
0
Così si suona la chitarra!!
Un riff più bello dell'altro e melodie originali ma orecchiabilissime. Un esempio del genio di questo immenso musicista.
deathrider (23/01/2004 21:59)
0
Meraviglioso cd di metal meoclassico strumentale.Ma è possibile che lo conosciamo solamente in tre?
HeirApparent (01/02/2004 14:24)
0
Incredibilmente la conoscenza delle gemme "chitarristiche" continua a non diffondersi come sarebbe lecito....

Sicuramente un CD fondamentale in merito, ma semi-sconosciuto, riuscirà mai Malmsteen a scrivere melodie come queste o continuerà solo con i suoi innumerevoli esercizi balistici.

Perle di tecnica e capacità creativa, musica insomma !!!, questo PERPETUAL BURN
blackstar (04/02/2004 20:32)
0
IL chitarrista.
carper (18/08/2004 13:10)
0
assolutamente il miglior disco di chitarra degli ultimi tempi,ciò che lo contraddistingue dagli altri dischi del genere è la capacita di suscitare emozioni e non di limitarsi allla sola tecnica che non ti dice niente.

a mio modeso parere penso che jason becker se non fosse per quello che è successo ora saebbe il miglior chitarrista in circolazione.resterà comunque il MILGLIORE!!!!!
carper (18/08/2004 13:11)
0
assolutamente il miglior disco di chitarra degli ultimi tempi,ciò che lo contraddistingue dagli altri dischi del genere è la capacita di suscitare emozioni e non di limitarsi allla sola tecnica che non ti dice niente.

a mio modeso parere penso che jason becker se non fosse per quello che è successo ora saebbe il miglior chitarrista in circolazione.resterà comunque il MILGLIORE!!!!!
alexskolinick (29/09/2004 22:14)
0
Il miglior disco strumentale per chitarra della storia suonato da quello che forse è il mio preferito tra gli shredder. E'un piacere ascoltare ogni canzone, ma noiose. E poi la parte in sweep di Altitudes dovrebbe entrare nella storia della chitarra così come il riff di Smoke On The Water. Purtroppo abbiamo perso quello che sarebbe potuto diventare un vero dio della 6 corde.
eddie_van_halen (10/02/2005 19:18)
0
semplicemente un capolavoro
Jasx (03/03/2005 11:26)
0
Immenso!!!
Il miglior disco strumentale x chitarra di sempre!
metal_psyche (12/03/2005 20:54)
0
un buon album, anche se secondo me manca un po troppo l'aspetto melodico...la prima e la terza le migliori
ale83 (28/06/2005 15:53)
0
Inchiniamoci tutti davanti a questo album ma soprattutto davanti a questo grandissimo artista, in assoluto tra i miei preferiti, che non finirò mai di ringraziare per tutto quello che ha saputo regalarci a noi appassionati di chitarra metal e non.
Solo un destino tristissimo ha potuto fermare parzialmente Jason Becker nella folle corsa verso la perfezione assoluta e la trasversalità più totale; ma il destino, per quanto crudele, non è per nulla riuscito a scalfire il mito e la genialità di Jason che rimane un mito assoluto a cui molti si sono ispirati, si ispirano e si ispireranno per sempre.
Inutile aggiungere che questo "Perpetual Burn", insieme ai due dischi dei Cacophony, è assolutamente da avere.
Metalviking (23/08/2005 22:33)
0
Concordo, concordo tutto. Inchiniamoci di fronte questo full lenght. Jason Becker è e rimarrà nella storia uno dei migliori Guitar Player non solo per la sua tecnica, ma anche per la sua capacità espressiva, altro che Petrucci. Poi ognuno ha i suoi gusti.
maiden88 (10/09/2005 23:43)
0
ma perkè bisogna cconfrontare 2 chitarristi ke fan generi diversi??
HeavyThunderChild (22/10/2005 22:39)
0
Questa è bella: che centra Petrucci??
darkstar (27/04/2006 12:05)
0
Grazie Jason!
Alex_Lugli (29/06/2006 17:26)
0
Inchiniamoci tutti davanti a questo album ma soprattutto davanti a questo grandissimo artista, in assoluto tra i miei preferiti, che non finirò mai di ringraziare per tutto quello che ha saputo regalarci a noi appassionati di chitarra metal e non.
Solo un destino tristissimo ha potuto fermare parzialmente Jason Becker nella folle corsa verso la perfezione assoluta e la trasversalità più totale; ma il destino, per quanto crudele, non è per nulla riuscito a scalfire il mito e la genialità di Jason che rimane un mito assoluto a cui molti si sono ispirati, si ispirano e si ispireranno per sempre.
Inutile aggiungere che questo "Perpetual Burn" (1988), insieme ai due dischi dei Cacophony, è assolutamente da avere.

Alex_Lugli (29/06/2006 17:26)
0
Inchiniamoci tutti davanti a questo album ma soprattutto davanti a questo grandissimo artista, in assoluto tra i miei preferiti, che non finirò mai di ringraziare per tutto quello che ha saputo regalarci a noi appassionati di chitarra metal e non.
Solo un destino tristissimo ha potuto fermare parzialmente Jason Becker nella folle corsa verso la perfezione assoluta e la trasversalità più totale; ma il destino, per quanto crudele, non è per nulla riuscito a scalfire il mito e la genialità di Jason che rimane un mito assoluto a cui molti si sono ispirati, si ispirano e si ispireranno per sempre.
Inutile aggiungere che questo "Perpetual Burn" (1988), insieme ai due dischi dei Cacophony, è assolutamente da avere.
Hellfire (06/01/2007 16:56)
0
Sono rimasto sinceramente sorpreso quando ho cercato di jason ju Tm e ho notato che è conosciuto da veramente pochissime persone. Io pensavo fosse più conosciuto dai chitarristi: non capisco come faccia una perosna che suona una 6 corde a non possedere questo lavoro di genialità e perizia tecnica. Tutti pezzi bellissimi, che non annoiano per niente (rischio che si corre con i dischi di questo tipo) e veramente geniali. Questo deve essere considerato come una sorta di testamento, di eredità che IL chitarrista ha voluto lasciarci. Air è poesia. Non bisogna fare altro che lasciarsi andare e ubriacarsi tra le folgoranti progressioni chitarristiche di Jason.
Senza ombra di dubbio il migliore disco nel suo genere.
Il 100 non è solo riferito al disco: ho dato dei punti in più (poichè il mio voto corrispondeva con quello deciso in fase di recensione) per la forza di questo chitarrista, che affetto dalla sindrome di Lou Gherigh non si è lasciato andare e anzi ha sfornato un altro disco del calibro di Perspective (=Serrana). Una sorta di riconoscimento, quindi, a questo genio musicale, a questo astro chitarristico spento troppo presto, lasciando un enorme buco nella costellazione degli shredder.

Ciao e grazie, Jason.
mattemalmsteen (24/02/2007 14:22)
0
Grandissimo chitarrista e grandissimo album. Un genio con 6 corde!
29 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2
Devi essere collegato scrivere un commento!

Accesso utenti

Nome utente:
Password:
Tutti i loghi e i marchi in questo sito sono proprietà dei legittimi registratari. Gli utenti sono responsabili per ogni commento.
Copyright Truemetal.it 2001-2013 - Ringraziamo chi ci ha copiato
Clicca per i dettagli