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recensito mercoledì 28 luglio 2004 alle 00:00 da Thrashing_Rage
QRIII
 

QRIII


Quiet Riot
1986, Epic
Hard Rock
Voto della redazione

Quiet Riot III è un album che viene dopo due i due più famosi Lp che hanno fatto assumere alla band dei simpatici Kevin Du Brow e Carlos Cavazo (in questo disco in uno stato di grazia assoluto) lo status di più arena-rock band degli Stati Uniti. Stiamo parlando di Metal Health (bombastico successo commerciale) e Condition Critical (scialba copia del precedente).
Con questo Quiet Riot III DuBrow e soci tentano di effettuare un taglio con il passato: abbandonate le sonorità più rock, aggiungono al loro sound le tastiere e rendono il loro sound da una parte più morbido e accessibile ma dall'altra affilato e ambizioso.
Nella band c'è un nuovo innesto: il bassista Rudy Sarzo abbandonò il gruppo (prima per registrare il progetto M.A.R.S e dopo per andare nei Whitesnake del masterpiece 1987) e la sceltà per il sostituto fu ardua, alla fine si puntò al giovanissimo talento Chuck Wright (con un passato nei Giuffria e con un futuro più glorioso negli House of Lords, Impellitteri, Kuni e nella band di Doro).
Come ho detto in precedenza questa sferzata verso lidi più melodici non ha minimamente intaccato il valore artistico della band, basti pensare al trittico di apertura. Tre songs completamente diverse fra loro: la spumeggiante Main Attraction fa da apripista di questo album, la class-metal The Wild and The Young fa il verso a Stars (dell'Hear & Aid, in effetti Kevin DuBrow fu uno dei protagonisti del progetto voluto dal folletto più famoso dell'Heavy Metal) e la ballad Twilight Hotel ci delizia con cesellature sonore veramente raffinate e di gran classe (la parte della strofa può persino anticipare i Savatage di Gutter Ballet).
Se posso trovare un difetto a quest'album è la discontinuità della track-list: si parte con tre songs di grandissima classe compositiva e approdando alla parte centrale dell'album ci troviamo due canzoni come Down and Dirty e Put Up or Shut Up che a dir la verità stonano non per la differenza di stile, ma per la pochezza compositiva. Per fortuna la band prima della fine dell'album ci delizia con altre tre perle: lo slow Still of the Night (appena un anno dopo questo titolo aprirà uno degli album più scoppiettanti di sempre) è un'altra ballad di classe sopraffina, la metallica Rise or Fall e la aor-oriented Slave to Love chiudono il cerchio e regalano a noi fans emozioni incredibili.
Come ho detto in precedenza, siamo di fronte ad un album di rottura con il passato, fu un esperimento quasi Aor ed il pubblico americano rispose con abbastanza calore a questo nuovo esperimento facendo raggiungere alla band la posizione 31 della classifca. Un album sicuramente molto buono, (per una band che ha dato tantissimo al movimento hard n'heavy), rivolto sia a chi ama la scena aor americana, sia a chi ama ritornelli vorticosi e fiammeggianti e anche ai veri amanti dell'Heavy Metal. Track-list:
1.Main Attraction
2.The Wild and the Young
3.Twilight Hotel
4.Down and Dirty
5.Rise Or Fall
6.Put Up or Shut Up
7.Still of the Night
8.Bass Case
9.The Pump
10.Slave to Love
11.Helping Hands Line-Up:
Kevin DuBrow - lead and backing vocals
Frankie Banali - drums, electric and acoustic percussion
Carlos Cavazo - all guitars and backing vocals
Chuck Wright - bass guitars and backing vocals
Jeff Naideau - keyboards and synth
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7 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Loud65 (30/07/2004 15:36)
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Il capolavoro dei Quiet Riot rimarrà in eterno Metal Health, ma questo è un discreto disco che si lascia ascoltare con i suoi alti e bassi.
Per me i Quiet Riot sono stati una band fondamentale.
Filippo Benedetto (19/08/2004 23:42)
0
Non è un capolavoro ma un discreto lavoro di una band che ho apprezzato non solo per la militanza di Randy Rhoads tra le sue fila.
Masso 39 (24/07/2005 21:21)
0
Inferiore sicuramente a Metal... ma fortissimo nei suoi contenuti.
Bravi Quiet!
Band, come già detto da un utente, fondamentale per l'Heavy Metal.
robfleming (27/03/2011 18:21)
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Il successo è un ricordo, ma la voglia di divertirsi è rimasta inalterata
glamster80 (09/07/2011 03:05)
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A mio parere un buon album condito da apprezzabili elementi di tastiere.Merita l'aquisto insieme a metal health e condition critical,dopo quest'album per la band inizierà un lungo declino.
glamster80 (09/07/2011 03:05)
0
A mio parere un buon album condito da apprezzabili elementi di tastiere.Merita l'aquisto insieme a metal health e condition critical,dopo quest'album per la band inizierà un lungo declino.
elpata86 (18/06/2012 14:07)
0
Bel disco, più easy listening di "Metal Health" e "Condition Critical".
7 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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