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recensito mercoledì 02 marzo 2005 alle 00:00 da Filippo Benedetto
Real Illusions: Reflections
 

Real Illusions: Reflections


Steve Vai
2005, Sony Music
Hard Rock
Voto della redazione

Rieccolo. Più pazzo e visionario che mai a raccontare un nuovo “romanzo in musica” con l’ausilio della sua fedele chitarra e delle sue pregiatissime mani. E’ tornato con un nuovo album intitolato “Real Illusions: Reflections”. Bisogna dirlo subito: quest’album è un plateale – e fortissimo - atto d’amore verso la musica.

Il perché lo si può dedurre già all’ascolto dell’opener “Building the church”, brano ricco di groove dove il nostro si cimenta in un riffing accattivante ed egregiamente sostenuto da un drumming cadenzato ma trascinante. Non può non essere menzionato il lavoro solistico che spicca, senza sminuire il ruolo del resto degli strumentisti, in modo particolare. Già eravamo abituati alla speciale predilezione di Vai per suoni “alieni” e il guitar hero ne dà ulteriore prova con la seguente “Dying for your love”, pezzo che rapisce il cuore grazie al lirismo chitarristico miscelato ad orchestrazioni che coloriscono il tutto di atmosfere romanticamente cupe. Con “Glorious” c’è posto anche per sonorità più hard, merito di un riffing portante diretto ed efficace, dove la chitarra solista assume il ruolo di vera e propria “voce narrante” sviluppando in maniera decisamente originale ed imprevedibile il tema. Di contorno, ma bene in vista, le orchestrazioni tastieristiche che arricchiscono di colore il sound. Di tutt’altra pasta è fatta “Km-Pee-Du-We”, dove il nostro ha modo di concentrare l’attenzione dell’ascoltatore lungo sognanti armonizzazioni, riecheggiando in maniera evidente le sperimentazioni del passato (basti ricordare il difficile “Flex-Able” del lontano 1983). “Firewall” gioca su ritmi catchy e riffs funky-soul arricchiti da una sezione fiati davvero stuzzicante. Ecco ciò che mancava alla musica di Steve Vai, l’aggiunta di una orchestra che sapesse fare da intelligente “spalla” alle follie chitarristiche del famoso chitarrista. Di certo, con questo brano Steve dà dimostrazione di non porre limiti alla propria vena creativa. Un amaliante sitar dà il via alla seguente “Freak Shows Excess”, track dove possiamo notare in primo piano un lavoro egregio non solo, al solito, delle guitars ma soprattutto del basso di Mr. Sheehan che non si limita a rendere corposa la sezione ritmica ma arriva a assumere ruolo di secondo solista. Il pezzo è articolato, ricco di cambi d’atmosfera e sound, insomma una chicca per gli appassionati del virtuosismo alla sei come al quattro corde.
La vera sorpresa arriva con la settima song, “Lotus Feat”, dove il nostro riesce a toccare punte elevate di lirismo e romanticismo. Accompagnato da un caldo tappeto orchestrale, il nostro sviluppa in sede solistica un tema che potrebbe quasi essere l’ideale commento di una pellicola cinematografica, tanto è evocativa di immagini in movimento. Quando si passa a “Yai Yai” possiamo gustare nuovamente la folle visionarietà musicale di Steve che, sperimentando stranissimi suoni con la propria chitarra, mostra - lungo il breve lasso di tempo di due minuti - quanto Frank Zappa conti ancor’oggi nel suo modo di scrivere e suonare musica. 
Il disco lentamente sta volgendo a termine e con “Midway Creatures” il sound si incupisce non poco. Qui spicca brillantemente il solismo chitarristico che assume primario ruolo nell’accrescere il livello di tensione emotiva creato dal cupo tema fondamentale. Non meno oscuro il riffing acustico di “I’m your secrets”, dove a dare ulteriore colore intervengono vocals calde e penetranti. A chiudere in bellezza il disco troviamo la lunga “Under it all”, la song più “heavy” del platter. Qui il nostro si cimenta in dissacranti, provocatorie e, perché no, aggressive melodie dove le dissonanze hanno un posto di primo piano nello sviluppo tonale del pezzo.

Non so se questo disco riceverà più consensi o critiche. Credo, però, che segni l’inizio di un nuovo percorso creativo per Steve Vai e se le premesse sono queste c’è da ben sperare.    


Track Listing:

01. Building The Church
02. Dying For Your Love
03. Glorious
04. Km-Pee-Du-We
05. Firewall
06. Freak Show Excess
07. Lotus Feet
08. Yai Yai
09. Midway Creatures
10. I'm Your Secrets
11. Under It All

Line Up:

- Steve Vai Guitar, Vocals, Producer, Engineer, Mixing, Instrumentation

Guests :

- Len Birman / Spoken Word
- Ruby Birman / Spoken Word
- Gregg Bissonette / Percussion
- Jeremy Colson / Percussion, Drums
- Laurel Fishman / Spoken Word
- Gary Grant / Trumpet
- Jerry Hey / Trumpet
- Dan Higgins / Saxophone
- Charles Loper / Trombone
- Tony MacAlpine / Guitar, Keyboards, Vocals
- Jeff Mallard / Spoken Word
- Michael Mesker / Spoken Word
- Thomas Nordegg / Spoken Word
- Chris Opperman / Piano
- Bill Reichenbach Jr. / Trombone
- Billy Sheehan / Bass, Vocals
- Fire Vai / Spoken Word
- Pia Vai / Harp
- Dave Weiner / Guitar (Acoustic), Guitar (Electric), Guitar (Rhythm), Sitar (Electric)
- Larry E. Williams / Saxophone 
 
 

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16 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
nectar (02/03/2005 16:37)
0
Ogni album di Vai è una scoperta,una interminabile evoluzione tecnica e stilistica verso l'eccellenza....e c'è chi ancora esalta panzuti svedesi.....
Francesco Prussi (02/03/2005 18:41)
0
Concordo con quanto afferma Filippo nella rece, perchè Steve ancora una volta sforna un album assolutamente strabiliante ricco di feeling e soluzioni musicali anche inedite per il nostro. Penso sinceramente che di critiche questo disco non ne meriti xchè Vai ha dimostrato ancora una volta di essereun'artista fuori dal comune e da ogni classificazione.Grandissimo.
cowboyfromhell666 (02/03/2005 20:23)
0
Gran bel disco...come sempre un altro centro per Vai... come sempre tutto è nel suo stile. I legati la fanno da padrone e da leggenda è l'assolo portante di Midway Creatures con sweep e tapping al fumicotone. Vai si conferma talentuoso e sempre imprevedibile. Mi sembrà però inopportuno criticare un tale "panzone svedese" che tanto ha fatto per la musica che adoriamo, e per lo strumento che chi come me venera. Comunque è vero che lo svedesone è diventato troppo manieristico...ma rimane sempre un mostro sacro... Stay HEAVY!!!!
SaloOrion (03/03/2005 09:39)
0
Bellissimo!! Forse uno dei lavori migliori di questo stra grande artista!!
Jasx (03/03/2005 11:22)
0
Se nn fosse stato un album di Steve Vai, sarebbe stato un ottimo album, ma dall'uomo che ha sfornato un capolavoro come Passion&Warfare ci si deve aspettare di più!
Il disco cmq rappresenta la conferma del talento di questo grande artista!
Dark Schneider (05/03/2005 00:07)
0
Per parlare bene di un artista bisogna sempre infangarne un'altro...ah, la povertà di idee, che brutta cosa.

Sono molto curioso di sentire il nuovo disco di Vai, si leggono solo ottime recensioni.
nectar (05/03/2005 14:40)
0
Il mio commento non voleva infangare nessuno,semmai volevo esprimere (personalissimo parere) quale differenza abissale intercorre tra Vai e Malmsteen,un musicista assolutamente unico e complesso il primo,un musicista decisamente più monotono e "caciarone" il secondo.Trovo però fastidioso leggere da anni interviste di qualcuno(un nome a caso?Malmsteen) che infanga pesantemente dozzine di musicisti per parlar bene di.............rullo di tamburi............se stesso.
"Un altro" senza apostrofo...ah, la povertà di grammatica :=)
dark_angel666 (27/06/2005 20:56)
0
bellissimo album!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!veramente ben fatto,grande vai!!!
PS,perchè cavolo si deve sempre tirare in ballo il Sig.Malmsteen??se non piace la sua musica,semplicemente non ascoltatelo,c'è a chi annoia e a chi da grandi emozioni!Punto!lo stesso vale con qualunque artista!Vivi e lascia vivere!.
dark_angel666 (01/07/2005 00:10)
0
Dimenticavo...Impossibile spiegare i sentimenti e le emozioni che mi ha fatto evocare con Lotus Feet!Semplicemente stupenda!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
EXTREMEMETAL (01/09/2005 17:24)
0
Io sono un metallaro e non un rocker, ma non posso evitare di dire che Steve Vai è il miglior chitarrista al mondo, per quanto siano fantastici anche John Petrucci e Malmsteen. Il grande Andrix non se ne è andato lasciando scoperta la linea di assoli e meraviglie anzi...
trash (04/09/2005 13:05)
0
è sempre il più grande di tutti!
HellKnight (08/11/2005 15:16)
0
Prima scrivi una recensione che elogia in tutto e per tutto l'album e poi come voto gli dai 84???
filippo benedetto (21/12/2005 12:14)
0
perchè, 84 è un voto basso?

maiden88 (16/01/2006 20:04)
0
L'alieno è tornato
kowal80 (18/10/2006 10:11)
0
I voti che leggo mi sosprendono, quest'album non riesce proprio ad emozionarmi, manca di pathos, di anima, manca di senso melodico proprio, basta ascoltare la 7a traccia per rebdersi conto di una canzone impoistata su due sole note, tra l'altro uguale alla canzone Feelings. Insomma mi sembra uno SV piuttosto svogliato, anche se la tecina esecutiva non si discute. D lui però mi aspetto altro.
LorenzTheGreat (23/02/2008 00:53)
0
in effetti è meno emozionante di altri dischi di steve...però credo che lotus feet salvi il disco!!
16 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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