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recensito lunedì 04 gennaio 2010 alle 00:00 da Angelo D'Acunto
Retribution
Voto della redazione

Settimo full-length per gli Shadows Fall, una delle formazioni di punta del metal-core americano, assieme ai vari Killswitch Engage, Trivium e Lamb Of God, e che torna a farsi sentire con una certa voglia di riscattarsi dopo il fiacco Threads Of Life (datato 2007). La band dà quindi alla luce Retribution, disco che, a livello di sound compie un brusco passo indietro verso il passato, mentre per quanto riguarda la qualità dei brani rimane, purtroppo, fedele alle ultime prove in studio.

E infatti un cambio di rotta così improvviso può essere rischioso per qualunque gruppo in attività, anche se nel caso degli Shadows Fall non è esattamente così. La band dà sì alla luce un sound molto più indurito, con soluzioni a volte più thrash, altre volte più death-oriented, in ogni caso senza snaturare più di tanto il proprio trademark. Ma lo fa comunque in modo poco fantasioso, senza riuscire a mettere insieme una serie di pezzi che si allontanino dalla ormai stra-sentita (e stra-abusata) formula di chitarre possenti e parti vocali alternate fra scream e pulito. Ma non è solo questo, al di là di una proposta musicale che non fa gridare al miracolo, i nove bravi (più intro) che compongono Retribution suonano, in molti casi, anche abbastanza fiacchi e poco ispirati, dimostrando che, nonostante il "rinnovamento" del proprio sound, la crisi creativa della band persiste e, in questo caso, si fa notare ancor di più.
Non bastano di certo una produzione moderna e curata nei minimi dettagli, ed un artwork che, senza comunque essere troppo eclatante, si distacca in qualche modo dalle copertine di serie B già viste sui dischi precedenti, pochi punti a favore in un disco dove a mancare è la componente più essenziale, ovvero la musica di qualità. Pochi soprattutto i sussulti, come nel caso della dirompente opener My Demise (che verrà comunque dimenticata dopo una piccola manciata di ascolti), e tante invece le occasioni sprecate in una serie di brani che molte volte sembrano imboccare la via giusta nelle prime sezioni, per poi scadere nel banale e smentire le illusioni dell'ascoltatore nel giro di pochi secondi.

Netto passo falso da archiviare, quindi. Retribution è semplicemente un disco composto con poca personalità (e nessuna ambizione, evidentemente), una serie di idee piuttosto scarse e mal sviluppate, il tutto capace purtroppo di garantire una longevità piuttosto limitata. L'obiettivo principale degli Shadows Fall era evidentemente quello di risollevarsi con un sostanziale ritorno alle origini, senza comunque tener conto che alla base di un prodotto che può essere considerato come valido, ci stanno prima di tutto delle buone idee in fase di composizione. Peccato.

Angelo 'KK' D'Acunto

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Tracklist:

01 The Path To Imminent Ruin
02 My Demise
03 Still I Rise
04 War
05 King Of Nothing
06 The Taste Of Fear
07 Embrace Annihilation
08 Picture Perfect
09 A Public Execution
10 Dead And Gone

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6 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Machine Reloaded (04/01/2010 21:57)
0
Disco ispiratissimo.
Se la gioca con Art Of Balance.
Forse non è altrettanto irruento, ma è solido e curato tanto nelle melodie quanto nel groove.
Jester_Heroin (04/01/2010 23:26)
0
Threads of Life è del 2007,bella recensione comunque.
KK Downing (05/01/2010 00:12)
0
Ehm... sì, giusto. Corretto :D
manuel66 (05/01/2010 04:36)
0
D'accordo con il recensore..l'album è una vera cagata.
erosigor75 (05/01/2010 21:42)
0
Premetto che ho conosciuto (ed apprezzato) gli Shadows Fall con Threads of life e che i dischi precedenti non mi entusiasmano.
Questo Retribution, per quanto leggermente inferiore a Threads of life, mi sembra un album più che godibile con alcuni brani riusciti, altri meno ispirati ed una produzione pressochè impeccabile.
Capisco però che i fans della prima ora storcano il naso, perchè la direzione stilistica intrapresa dagli Shadows Fall ha ormai poco a che vedere con quella degli esordi.
gandalf the young (06/01/2010 17:45)
0
Il problema di questa band, come di altre del movimento metalcore, hanno tentato di rendere la loro proposta più accessibile a tutti, risultato? Si è persa l'identità, non è brutto ma la band di The War Wirthin (lasciamo stare quella di Of Blood inarrivabile) è ormai persa, le vendite calano, il periodo del metalcore come ogni scena musicale prima di essa, ha avuto il suo ciclo vitale ed è al tramonto, tentano il passato ma ci credono poco.non sanno dove andare a parare hanno paura di scomparire...invece se fossero sempre atati Coerenti ora non avrebbero paura di scomparire od'invidiare chi ha ormai una status di fan consolidato (vedi killswitch e trivium),pur con album discreti
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