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recensito mercoledì 20 maggio 2009 alle 00:00 da Federico Orano
Shambala
 

Shambala


Aquaria
2007, Marquee/Avalon
Power
Voto della redazione

Anche se a molti di voi questo nome non dice un granchè, gli Aquaria sono una vera e propria cult band. Questo sestetto brasiliano (rispetto al debutto hanno sostituito il vecchio chitarrista e aggiunto una seconda chitarra) hanno esordito nel 2005 con Luxaeterna, un album, uscito solo in Sud America e Giappone, che ha ricevuto consensi unanimi. Tanta gente ha riconosciuto quel disco come la continuazione del discorso iniziato parecchi anni prima dagli Angra con quell'autentico capolavoro che risponde al nome di Holy Land (continuato in parte da Matos con gli Shaman nello splendido Ritual). Due anni dopo ecco Shambala e, anche se le aspettative erano davvero elevate, i nostri Sud Americani non deludono affatto!

L'album inizia con una classica intro, subito dopo parte a mille Heart of the gods. Tante orchestrazioni, cambi di tempo continui, momenti sparati ed altri piu tranquilli, musica etnica, e sempre e comunque tanta melodia; questi sono alcuni degli aspetti che noterete durante l'ascolto di questo disco. Per avere un'idea del potenziale di questo album basta ascoltare Into the forest, una canzone di quasi 10 minuti che riesce ad incantare. Favoloso l'inizio di percussioni e flauto (come non ritornare con la mente a dei classici degli Angra come Silence and distance o Carolina IV), che lascia spazio al piano e alla voce di Vitor Veiga per poi partire con un riff granitico ma sempre accompagnato dalle orchestrazioni disegnate da Alberto Kury, mente della band insieme al batterista Bruno Agra (quest'ultimo ora anche nei Revolution Renaissence di Timo Tolkki). Lost è un'altra hit del disco con l'emozionante intro piano-voce e il ritornello ricco di coretti ancora una volta di scuola Matos-Bittencourt. Lara è una song di impatto, super melodica e non molto lunga. Ne troveremo un paio in questo disco. Vi ritroverete a cantare il ritornello senza neanche accorgervene. Siamo giunti alla title-track, un mid tempo davvero ben fatto con un assolo centrale splendido. Altra canzone degna di nota è Child of the universe che ci riporta verso un power più tradizionale, stile Angels Cry per intenderci. Tanta doppia cassa, assoli veloci, e un Vitor Vega protagonista che raggiunge note altissime, il tutto senza dimenticare i soliti cambi di tempo a cui la band ci ha abituati. Ecco l'altra canzone di facile impatto: Firewings. Anche qui, giù il cappello di fronte alla classe della band! Skies of Amazonia non fa altro che mantenere l'album su livelli altissimi. Di nuovo riff pesante, ritornello melodicissimo, percussioni nella parte centrale, assoli sparati a 100 all'ora. A Liberty l'onore di chiudere questo album. Forse la song meno riuscita del disco ma ci sono gruppi che pagherebbero fior di quattrini pur di comporre una canzone di questa qualità.

Una band ineccepibile da ogni punto di vista. Assoli di chitarra davvero ben fatti, tecnici ma non esasperati; piuttosto spesso molto melodici. Registrato in diversi studi in Brasile ma mixato e masterizzato dal famoso Tommy Hansen, una sicurezza in questo campo. Anche questo album non è stato distribuito in Europa (misteri del music business), il che ci fa sorgere alcune domande: gli Aquaria riceveranno mai il successo che meritano? O dovranno spegnersi molto prima? Forse il prossimo, terzo album della band potrà rispondere a queste domande. L'unica cosa che posso dire ora è... "I believe in Aquaria!"

PS: L'edizione giapponese contiene un'ultima traccia, Neo, di circa 3 minuti che ricorda un po' Pride dei connazionali Shaman.

Discutine sul topic relativo.

Federico “CelestialDream” Orano

Tracklist:
1- Hope
2- Heart of the Gods
3- Expedition
4- Into the forest * MySpace *
5- Lost
6- Lara * MySpace *
7- Shambala
8- Child of the universe (Hearth)
9- Firewings * MySpace *
10- Skies of Amazonia
11- Liberty
12- Neo (japanese bonus track) * MySpace *

Line-up:
Vitor Veiga- voce
Gustavo di Padua- chitarra
Rob Scrip- chitarra
Fernando Giovannetti- basso
Bruno Agra- batteria
Alberto Kury- tastiera

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10 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
jas_kinkel (20/05/2009 15:54)
0
E' mai possibile che una band di questo valore non abbia trovato un'etichetta che pubblicasse due gtrandi dischi come Luxetena e Shambla qui in Europa? Faccio un appello alle ns.valide etichette......fate qualcosa!!!!!
emanuele (20/05/2009 20:22)
0
magari si sono buttati sui mercati dove sapevano che potevano andare forte!
Luxaeterna non era male, l'unico problema è che le canzoni avevano un minutaggio esagerato, troppe parti diluite!
fabiometal (22/05/2009 09:25)
0
gran bell'album e gran bel gruppo...avessi io la possibilità li metterei sotto contratto ora...:P
kikoloureiro (23/05/2009 11:58)
0
Gran disco questo Shambala degli Aquaria.
Si confermano dopo il buonissimo esordio Luxaeterna personalizzando maggiormente il loro sound. Ok deve molto allo stile dei primi Angra... ma rielaborano questo modo di suonare con soluzioni proprie.
Ottima prova da parte di tutta la band che veramente è preparatissima in ogni strumento
Se vi piace il power pulito e tecnico non lasciatevelo scappare.... ci sono ancora angeli che piangono e si chiamano Aquaria
Rhadamanthys (23/05/2009 23:00)
0
Mah, buon power metal (quando l'album suona in questa direzione) ma l'intento emulativo dell'inarrivabile Holy Land non valorizza per niente il full-length in questione, anzi ne pregiudica la personalità e l'anima complessiva.
Gli Angra dell'era Matos erano tutta un'altra cosa e di ben altra caratura musicale... quanta nostalgia.
Rhadamanthys (25/05/2009 11:42)
0
solo un appunto: il cantante degli Aquaria in questo platter mi ricorda moltissimo, ovviamente Matos (soprattutto in certe linee vocali in flasetto) e Falaschi, ma anche e soprattutto il grande Michele Luppi (ex Vision Divine). Ascoltare con attenzione per credere ;)
dani66 (29/05/2009 19:04)
0
Clamoroso album e gruppo che mi è sfiggito, glom!!!

Un Power ricco di idee ed effetti "naturalistici"... ottimo!
kingbruce (27/06/2009 23:46)
0
suvvia, andiamo, 86 è un votone!
disco molto carino ma con un sound che definirei sovraffollato. Trovo difficile cogliere le parti dei singoli strumenti, non so se mi spiego, incontro troppe sovrapposizioni che vanno ad appesantire poi l'ascolto.
Ci sono un paio di canzoni molto belle ma "let the show begin" non ha avuto a mio avviso un degno successore.
Ps ma in che lingua è cantata "Neo"?
Pps, più che a "Pride" (degli Shaaman) mi ricorda piuttosto "Purgatory Time" (dei Falconer) in parte del ritornello
Skidmetal (19/12/2009 08:34)
0
valutazione eccessiva...le parti sono mal legate, la musica è patica... giusto alcuni spunti qua e là ma poi tutto suona alla stessa maniera...
HMauro (16/04/2012 16:38)
0
Fra Fuoco e Acqua...certo che con sto nome il paragone con i loro connazionali Angra (Dea del Fuoco) se lo sono andati a cercare. Si è vero a volte ricordano un pò i mitici Angra dei tempi di Matos ma questo non è certo un male anzi.. è un pò come se giocando a calcio qualcuno mi paragonasse a Pelè :)
Ottima band e ottimo lavoro questo Shambala degli Acquaria.
10 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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