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recensito giovedì 12 gennaio 2006 alle 00:00 da Stefano Risso
Sol Niger Within
Voto della redazione

"L'artista è il creatore di cose belle" - Oscar Wilde

Ho riflettuto a lungo per riuscire a trovare le parole adatte per poter iniziare questa mia recensione e non trovando la giusta ispirazione mi sono affidato ad una citazione che racchiude perfettamente la sensazione di estasi che emana questo disco. Dinnanzi a espressioni artistiche così potenti la razionalità critica dell'uomo viene sopraffatta dal senso di contemplazione e di abbandono. Non credo di esagerare nel caricare di enfasi questa breve introduzione, sto solo traducendo nel modo più congeniale e comprensibile possibile quello che suggerisce il mio animo.

La sensibilità musicale di Fredrik Thordendal espressa senza limiti, libera di sfiorare la nostra mente come corde pizzicate in singhiozzanti assoli e libera di colpirci senza preavviso con imponenti distorsioni apocalittiche. Questo è Sol Niger Within, il progetto solista del principale compositore celato dietro al monicker Meshuggah, divenuto sempre più sinonimo di musica priva di ogni catalogazione. E non si può comprendere l'evoluzione musicale della band di Umea senza aver assimilato quest'opera che riprende, rielabora e anticipa numerose caratteristiche che Thordendal ha poi riversato nella sua band.

Questo disco è posto cronologicamente in uno snodo cruciale della discografia degli svedesi, ponendosi tra Destroy Erase Improve (1995) e Chaosphere (1998) . A mio avviso è a questo punto che i Meshuggah cominciano ad intraprendere un percorso del tutto personale, distanziandosi via via sempre più nettamente dall'etichetta "cyber thrash" e dai gruppi con cui condividevano questa definizione. Sol Niger Within è una sorta di prototipo, nel quale possiamo ritrovare numerose caratteristiche che sono poi diventate innovazioni in tutto e per tutto nei dischi successivi a questo. Per prima cosa quest'album è strutturato in un unico monolite di quasi tre quarti d'ora suddiviso in trenta tracce, che anticipa le ultime prove su disco quali I e Catch 33. Inoltre il tema della circolarità e dell'ossessività, il continuo fluire di momenti diversi senza interruzioni, vede in Sol Niger Within i primi vagiti di quello che sarà un trademark della band svedese. Altri elementi introdotti sono il taglio più industriale affidato alle chitarre, che si pongono a cavallo fra Destroy Erase Improve e Chaosphere, i primi accenni ad un netto rallentamento del mood generale delle composizioni, portati a compimento con Nothing, e l'utilizzo di spoken vocals (eseguite anche qui da Tomas Haake); oltre a tutto questo ci sono gli eterei assoli di Thordendal, i principali protagonisti del disco, un vero e proprio campionario virtuosistico in cui si possono riconoscere temi e passaggi che compariranno nei dischi futuri degli svedesi . Un lavoro ricchissimo che ha in serbo altre piccole sorprese che non sono ancora state ancora sviluppate, come l'utilizzo massiccio di synth, di elettronica e di strumenti inusuali come sax e organo.

Ma a prescindere da qualsiasi disamina, la carta vincente di Sol Niger Within è la forza con cui rapisce l'ascoltatore, la capacità di liberare e aprire completamente la mente e lasciarsi trasportare dalla musica senza badare troppo a quello che si sta ascoltando. Ecco è questo che io intendevo dire nell'introduzione di questa recensione; una volta catturati dalle vibrazioni emesse dall'album si è come inerti, in completa balia di composizioni che riescono ad essere estremamente emozionali nonostante si sviluppino su coordinate diametralmente opposte. Grazie ad un approccio maggiormente votato a temi jazz/fusion rispetto alla componente metal in senso stretto, Thordendal riesce a coprire un vasto spettro di sensazioni che con i Meshuggah non potrebbe mai raggiungere. Un senso di estraniazione, di annichilimento, di solitudine... Provate ad ascoltare ad occhi chiusi brani come I, Galactus, UFOria, Bouncing In A Bottomless Pit, Magickal Theatre .33. (tanto per citarne alcuni), e vi assicuro che tutto quello che vi circonda perderà completamente valore, vi ritroverete a contatto con la parte più profonda di voi stessi, un percorso mentale sublime e doloroso che metterà a nudo le vostre debolezze, paure e speranze.

Un progetto solista che ha però richiesto la partecipazione di numerosi musicisti, ognuno dei quali si è espresso (manco a dirlo) su livelli eccelsi, su cui spicca la spettacolare prestazione alla batteria di Morgan Agren, che ha collaborato in carriera con artisti del calibro di Fank Zappa e Steve Vai. Come anticipato sopra, dei suoi "meshuggheners" è stato chiamato solo Haake, che ha prestato la sua voce in uno dei parecchi inserti di spoken vocals del disco. La parte del leone è ovviamente affidata a Fredrik Thordendal, semplicemente sublime, qui in veste anche di produttore (che ovviamente centra tutto il sound sulle proprie evoluzioni chitarristiche). Non chiedetemi poi di parlare dei testi, psichedelici e introspettivi (come del resto l'artwork), impreziositi da parecchie citazioni di Dante, Beckett, Platone, Hesse e altri, come a voler guidare l'ascoltatore all'interno dei numerosi brani strumentali.

Spero di essermi dilungato eccessivamente, tutte le parole del mondo non basterebbero a descrivere la profondità di questo disco. Il voto che vedete là sotto è solo per dovere editoriale, Sol Niger Within è uno di quei rari casi in cui le valutazioni hanno ben poco significato.

Stefano Risso

Tracklist:

01. Antanca - The End (The Uncompounded Reality)
02. 00:00 The Beginning Of The End Of Extraction (Evolutional Slow Down)
03. 01:36 The Executive Furies Of The Robot Lord Of Death
04. 03:04 Descent To The Netherworld
05. 03:34 ...Och Stjärnans Namn Var Malört
06. 05:28 Dante's Wild Inferno (mp3)
07. 06:27 I, Galactus
08. 07:56 Skeletonization
09. 08:11 Sickness And Demoniacal Dreaming
10. 09:17 UFOria
11. 09:56 Z1-Reticuli
12. 12:48 Transmigration Of Souls
13. 14:16 In Reality All Is Void
14. 14:46 Krapp's Last Tape
15. 16:02 Through Fear We Are Unconscious
16. 17:01 Death At Both Ends
17. 18:00 Bouncing In A Bottomless Pit
18. 19:14 The Sun Door
19. 20:46 Painful Disruption
20. 21:15 Vitamin K Experience (A Homage To The Scientist/John Lilly)
21. 22:12 Cosmic Vagina Dentata Organ
22. 26:55 Sensorium Dei
23. 30:37 Magickal Theatre .33. (mp3)
24. 32:27 Z2-Reticuli
25. 35:19 De Profundis
26. 35:49 Existence Out Of Joint (mp3)
27. 37:03 On A Crater's Verge
28. 38:17 Solarization
29. 40:07 The End Of The Beginning Of Contraction (Involutional Speed Up/Preparation For The Big Crunch)
30. 40:23 Tathagata

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9 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
sixx77 (12/01/2006 14:22)
0
Un precursore della moderna follia fatta chitarrismo!
partisa (12/01/2006 15:11)
0
Caro Stefano, facendo questa recensione hai compiuto un azione, a parer mio, degna di pregio e per questo ti ringrazio, anche a nome di tutti gli accaniti fan di Thordendal & company come me. Non avrei mai pensato di poter leggere su TM la rece di Sol Niger Within, lo credevo un lavoro destinato unicamente ad una ristretta nicchia di ascoltatori (tra i quali ovviamente ci sei anche tu..). Sei riuscito nell’impresa di spiegare al lettore l’intricato lavoro che c’è dietro la composizione di un album del genere, anche se credo che l’ascolto sia la cosa migliore, pur ammettendo che a volte anche l’ascolto stesso potrebbe rivelarsi non sufficiente.. bisognerebbe piuttosto studiarselo con cura.
L’unica pecca del cd forse è il fatto che l’album è un unico brano.. forse, se fosse stato diviso nelle 30 tracce di cui è composto, sarebbe stato meglio.. ma forse anche questo fa parte della logica perversa di Thordendal.
Un consiglio a chi leggerà questa recensione: comprate, ascoltate, riflettete e godete.
Grande!
Hellbound (12/01/2006 22:01)
0
Il genio/follia di Thordendal ai massimi livelli, libero da confini stilistici. Un disco che ha forse il difetto di essere fin troppo cervellotico a tratti, ma da apprezzare come un'opera d'arte.
lordkrandel (13/01/2006 12:33)
0

Il voto è 100 perchè è obbligatorio votare anche per un semplice commento, senza aver sentito il disco, e questo sicuramente non sarà un disco da 0. --- Volevo comunque precisare che la citazione di Oscar Wilde non ha valore assoluto, ma è detta dallo scrittore de "Il Ritratto di Dorian Gray". La connotazione di "bello" è molto particolare per Wilde. --- Rosanna Giovinazzo scrive : "Dorian Gray, <...> Più che un immorale è un amorale, in quanto in lui il senso del bello, al primo posto nella scala dei valori, ha fatto dimenticare i valori di bontà e di giustizia. È un individuo cinico e dissoluto che, ossessionato dal raggiungimento del sublime, del bello, calpesta ogni legge umana e divina, disprezza tutto ciò che è mediocre o banale e, chiuso nella sua eleganza come in un bozzolo di seta, persegue quelle sensazioni e quei piaceri che sono propri di un’élite fatta di persone speciali, eccezionali."
Stefano Risso (13/01/2006 12:54)
0
la citazione ha valore solo per quello che può significare nel contesto della recensione, e non per quello che in realtà significa per colui che l'ha partorita. ovviamente ho dovuto per correttezza scriverne anche l'autore. Qui si commenta il disco, per eventuali dibattiti letterari c'è il forum. grazie
diathema (23/01/2006 11:33)
0
Ottima recensione devo dire, ma il voto (anche se vale fino ad un certo punto) mi sembra troppo basso. Siccome nella recensione è già stato scritto tutto ciò che serve per farsi un'idea di massima del disco anche senza averlo ascoltato, mi permetto di integrarla con alcune informazioni. Questo lavoro è uscito originariamente nel 1997 come traccia unica; nel 1999 è uscita una versione leggermente rimaneggiata (sono sparite alcune parti di organo e sono state sostituite alcune tracce), questa volta divisa in tracce, denominata "Sol Niger Within Version 3.33". In tempi relativamente recenti la versione originaria del disco è stata ristampata, però con la divisione in tracce. Io ho la fortuna di possedere entrambe le versioni! Ho fatto una certa fatica a trovare questo album, per poi scoprire che è reperibile tramite il sito di Morgan Agren ad un prezzo ragionevole... Se non ce l'avete procuratevelo assolutamente: difficilmente potrete ascoltare qualcosa di così complesso, emozionante e futuristico. Soprattutto questa è avanguardia!
Angel_of_Amarth (18/07/2006 12:20)
0
Bello, bello, bello. Ottimo lavoro.
FrankZappa83 (03/06/2008 21:01)
0
Contorto come pochi altri album. Coraggioso e da premiare!
emanuele (14/02/2012 10:17)
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avanguardia sonora al 100%. Molto molto meglio da solo!
9 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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