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recensito lunedì 14 marzo 2005 alle 00:00 da Matteo Lasagni
Star Tales
 

Star Tales


Dol Ammad
2004, Black Lotus Records
Power
Voto della redazione

Dietro a questo nuovo progetto dal nome assai curioso, Dol Ammad, si cela tutta la creatività di un giovane tastierista greco, tale Thanasis Lightbridge, il quale, supportato da personaggi del calibro di Alex Holzwarth (batterista dei Rhapsody) e Sascha Paeth (producer metal di grande fama) ci propone un debut album davvero particolare e interessante. Si tratta infatti di un'opera di rara originalità, che sfamerà i palati sempre più esigenti dei tanti metallari alla ricerca di qualcosa di veramente innovativo. Riporto semplicemente la dicitura in copertina: "Electronica Art Metal". Spesso purtroppo questi accostamenti altisonanti lasciano presagire una vera e propria "ciofeca" mascherata da promo sensazionale e da belle parole, ma per fortuna questa volta siamo di fronte a un disco di buona fattura, che cattura l’attenzione per l’abbinamento di due mondi finora molto lontani: il metal e l’elettronica.

Tanto per essere chiari, provate a fondere maestosi cori alla Rhapsody, musica elettronica con atmosfere fra l’apocalittico e l’etereo e ritmiche pesanti che in alcuni episodi si lanciano in velocissimi attacchi in doppia cassa. Il tutto sorretto da un muro chitarristico profondo e cupo che non regala solismi, ma una sempre massiccia dose di potenza. Indiscusse protagoniste le tastiere di Lightbridge che donano a tutto il cd un clima quasi surreale. Si spazia senza grossi problemi attraverso una grande gamma di stili: dal progressive ambient di pezzi come "Weaver’s Dance", "The Veil" e "The Hill Of Hope" giocate su tempi sostenuti e cori sontuosi, ai tratti psichedelici della conclusiva "Mission Butterfly", all’elettronica nuda e cruda di "Dreamport" e "Back To The Zone", per arrivare alle tremende bordate symphonyc speed di "Eclipse", "Vortex 3003" e della splendida "Master Of All" che per il sottoscritto rappresenta la vera hit dell’album, dotata di un chorus stratosferico e di un drumming devastante.

In generale mi sento di promuovere senza grosse remore questo ispirato debutto dei Dol Ammad, anche se vanno rimarcati alcuni piccoli difetti. In primis la produzione che, pur non essendo malvagia, risulta a volte troppo "pocciata". I suoni spesso si "impastano" e data la ricchezza strumentale e corale sarebbe stata preferibile una maggiore definizione e pulizia, anche per quanto riguarda la batteria i cui piatti a volte sporcano eccessivamente il sound complessivo. In secondo luogo ho trovato alcune tracce, in particolare quelle molto lunghe e prog-oriented, troppo prolisse e senza una precisa ossatura e, per quanto sia apprezzabile lo sforzo sperimentale, mi è sembrato che a volte il pur bravo Lightbridge abbia ecceduto in stravaganza rendendo i brani poco digeribili. Comunque sia vi consiglio di scaricare i samples dal loro sito ufficiale per farvi un’idea più precisa di questi nuovi promettenti Dol Ammad.

Tracklist:

01. Dreamport
02. Eclipse (Corona Of The Sun)
03. Weaver's Dance
04. Boxed Daylight I
05. Boxed Daylight II
06. The Veil (Seven Face Danger)
07. Back To The Zone
08. Master Of All
09. Hill Of Hope
10. Kruug
11. Vortex 3003
12. Mission Butterfly

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6 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
alvinaccia (14/03/2005 17:40)
0
sono curioso!! mi sa molto Jam session con Rhapsody Ozric Tentacles...
blackalba (16/03/2005 03:35)
0
Dio mio che schifo............
virgin666steele (16/03/2005 15:07)
0
la più brutta copertina della storia
Riccardo Angelini (18/03/2005 00:40)
0
Il mio voto è da prendere con le pinze: l'ho ascoltato solo una volta da un amico, ma è bastato per capire quanto sia lontano dai miei gusti.
Sicuramente il limite è mio: non digerisco le sonorità e i beats elettronici, in quest'album fin troppo esubeanti (ma Holzwarth cosa ci stava a fare?), mentre le chitarre spesso si sentono appena. Riconosco però l'originalità della proposta.
Probabilmente qualcuno di vedute più ampie delle mie potrebbe vederci una nuova strada per la musica, ma faccio molta fatica a pensarla davvero praticabile.

Da quel che ho sentito, più adatto a un amante dell'elettronica che a uno del metal.
marshal (21/03/2005 11:24)
0
qualcosa di nuovo per uscire dalla monotonia e dalla mancanza di fanttasia che è diventato il metal. A chi ha ascoltato di 2000 dischi piacerà di sicuro. Da nn prendere sottogamba
iampoppo (25/03/2005 12:44)
0
Ma dai! Non venitemi a dire che questa roba è metal! Vorrei sapere chi riesce ad ascoltarla per più di 1 minuto. Secondo me è elettronica (neanche tanto bella) riempita di cori e doppio pedale...
Con tutta la buona volontà non si avvicina neanche al concetto stesso di metal!
6 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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