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recensito sabato 08 luglio 2006 alle 00:00 da Nicola Furlan
State of Euphoria
 

State of Euphoria


Anthrax
1988, Island
Thrash
Voto della redazione

State of Euphoria è una bomba programmata per colpire a suon di pennellate Mosh Thrash qualunque molecola d’aria si presenti nello spazio e proiettarla direttamente ai livelli neuronali del cervello. Il platter si colloca con notevole successo in un momento fondamentale per il thrash made in U.S.A. che vive proprio un quegli anni una sorta d’età dell’oro. Degno successore del capolavoro Among the Living (1986) è pure il predecessore del discusso Persistence of Time (1990). La devastante e solidissima line up è quella che ha fatto storia e vedeva dietro gli strumenti i magnifici 5: Belladonna, Benante, Spitz, Bello e Ian, a porsi come fautori assoluti di un panorama thrash tra i più potenti mai realizzati.

Mi si permetta una breve, ma dovuta divagazione. La sottile differenza tra Among the Living e questo State of Euphoria sta principalmente nella maturazione della band che dalla ricca “spontaneità” estroversa del disco targato 1986 passa ora ad un songwriting più meditativo e ricercato attraverso melodie grigie, introspettive e nebulose nonchè incidenti lyrics trattanti temi di denuncia sociale od analisi psicologica. Domandarsi quale sia il più significativo è impossibile e, pur eleggendo Among the Living al titolo di Re del Mosh Sound di sempre, State of Euphoria ne può sicuramente rappresentare il degno successore collocandosi di fatto appena uno scalino più in basso.

Apre l’insana e coinvolgente Be All, End All potente espressione di componenti thrash sempre più caratteristiche ed articolate, cariche di notevoli e dense ritmiche; si passa poi all’estrema caratura tecnica di una Out of Sight, Out of Mind guidata sapientemente dalla distinte moshing lines loro marchio di fabbrica e consistenti in quelle particolarissime rallentate e cadenzate ritmiche che fungono da cambio di tempo nello sviluppo delle songs; non è facile correre dietro il significato profondamente scandito, secco e corposo di cantati così estremamente ricamati da un Belladonna che oltre non sarebbe più potuto andare e dall’imprevedibile ed esplosiva doppia di Charlie Benante ormai irreversibilmente posseduta dalle ritmiche perfettamente scandite dell’ “Anthrax Thrash Sound” già assaporate intensamente nel capolavoro precedente Among the Living. L’introspettiva Make Me Laugh, “religiosa” song nel sound e nelle lyrics si sviluppa attraverso una linearità vorticosa e turbolenta a calamitare violentemente sotto l’azione di forze soniche l’ascoltatore verso condotti che dilatano il tempo; si passa poi alla famigerata Antisocial, cover dei Trust, dalle melodie così fortemente “homeless street life”. Who Cares Wins è l’avvicinamento più pericoloso a ciò che gli Anthrax avrebbero potuto produrre ovvero il thrash più introspettivo forse che si possa trovare in circolazione: tecnico, martellante, ma sempre razionato nella sua netta pulsazione ritmica; insomma il fatto che la band stia correndo border line tra la ragione e la follia ormai è dimostrato in questa proposta come è un dato di fatto che non possano comunque prescindere dalla loro vena Hard/Thrash Core che spinge nuovamente per uscire soprattutto a tratti proprio in Now It’s Dark, splendida song essenzialista dell’attuale filosofia fine anni 80. E si arriva a Schism, song sviluppata sui più classici canoni thrash del loro recente passato, molto tirata, tecnicamente ben costruita e potente, forse anche l’unica che avrebbero potuto curare un po’ di più, ma che necessariamente doveva essere presente per legare il presente con il passato. Misery Loves Company è sottilmente melodica, la produzione a tratti localmente ecata la rende originale, la battuta e le ritmiche (cori compresi) la trascinano sull’accattivante, ma senza eccessi, e poi presenta una parte solista fantastica. Incomprensibile e stordente strano profumo questa “follia n° 13” prima di inabissarsi nel Finale che parte in un deciso, potente e roboante stile Bay Area regalando davvero atmosfere da ricercatissimo Thrash Sound a cambio di ritmo.

State of Euphoria è un ottimo disco, un mezzo capolavoro che si colloca immediatamente dietro Among the Living e per questo consigliato caldamente. Diciamo che gli si può tranquillamente conferire il compito di guardiano delle chiavi della fetta di Giardino dell’Eden che gli Anthrax si sono meritatamente conquistati nella loro storia, Giardino il cui cartello di accesso scrive: Riservato ai Grandi Maestri del Thrash Bay Area.

- nik76 - 

Tracklist:
01- Be all, End all
02- Out of Sight, Out of Mind
03- Make me Laugh
04- Antisocial
05- Who Cares Wins
06- Now it’s Dark
07- Schism
08- Misery Loves Company
09- 13
10- Finale
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38 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2
inrock (08/07/2006 13:59)
0
Non è male, non riesco però a comprendere perchè quando uscì la critica lo distrusse e accusò la band di essersi sputtanata. Credo proprio che a quesi tempi fossimo abituati troppo bene.
Believe In Nothing (08/07/2006 14:00)
0
Album strano se paragonato ai lavori precedenti, è strutturato in maniera più elaborata... bissare il successo di Among The living cambiando rotta era piuttosto difficile e loro ci sono andati molto vicini!!!

Bella recensione nik, sono d'accordissimo veramente su tutto!!!
SERGIOVINCI (08/07/2006 14:10)
0
A me onestamente piace più di album tipo "Persistence of Time". Non so perchè sia così sottovalutato. "Be all...and all" vale da sola l'acquisto.
noce (08/07/2006 14:15)
0
Non capisco e non capirò mai perché questo capolavoro fu massacrato dalla critica. Non me lo spiego proprio. Lo comprai in cassetta originale e dopo due anni il nastro era completamente consumato.
nargotrhond (08/07/2006 14:18)
0
bello, ma among the living è su un altro pianeta!

"...N.F.L. EFILNIKUFESIN

.....NFL NICE FUCKING LIFE!"
Alessandro Zaccarini (08/07/2006 14:24)
0
Un po' sottotono rispetto ai livelli degli Anthrax di quei tempi. In ogni caso una bella mazzata di quelle che non possono non pioacere.
Antisocial capolavoro di un certo modo di fare thrash.
BrutalThrash (08/07/2006 14:46)
0
il meno bello dei loro primi 5 album, ma bel disco lo stesso!!!
Blackie Lawless (08/07/2006 14:49)
0
grande nik!!! finalmente state of euphoria... sottovalutato non ho mai capito perchè, è bellissimo questo disco!!!
oldmaidenfan73 (08/07/2006 15:01)
0
Non male, un disco di passaggio lo definirei... il ponte ideale tra Among the living e Persistence of Time.

Ne uscissero così di dischi però...
oldmaidenfan73 (08/07/2006 15:06)
0
precisazione: Antisocial è una cover dei francesi Trust (bellissima l'originale aggiungo).
corpse_desecrator (08/07/2006 17:23)
0
Il loro disco che mi piace di meno...carino ma nulla rispetto agli altri.
ryche74 (08/07/2006 19:05)
0
Questo disco ai tempi della sua uscita "scatenò" un vero putiferio. Stroncato dalla stampa tutta, rappresentò a mio parere una fase di stallo creativo per la band;
mi spiego: rispetto ai capolavori "Spreading" e "Among" che avevano palesato notevoli passi avanti rispetto al debutto, in questo SOE io non trovo progressi significativi nel songwriting. Non a caso la miglior song è proprio "Antisocial" una cover... ( bella anche "Finale")
Non tutto l'album è chiaramente da buttare pero col successivo fecero molto meglio... :)
Count_Ghrischnack (08/07/2006 22:35)
0
Bellissimo,anthrax rulez..
dark schneider (09/07/2006 16:53)
0
a mio avviso il meno bello tra i primi 5 dischi

insomma per me dopo Among the Living viene Spreading the Disease...

ottimo disco comunque, con momenti eccezionali come Be All, End All e Antisocial
The_Clansman (10/07/2006 10:56)
0
Se un disco così uscisse adesso staremmo a gridare al miracolo..Concordo che negli anni 80 si lamentavano del brodo grasso, è inconcepibile criticare un disco così bello, cosi ANTHRAX e così ben prodotto!
marshal (10/07/2006 16:00)
0
SEBBENE SOTTOVALUTATO DALLA CRITICA E DAI MOCCIOSETTI DELL'EPOCA (NOI) RESTA CMQ UN OTTIMO LAVORO, MA SI SA IN UN EPOCA IN CUI USCIVANO UN CAPOLAVORO AL MESE ERA FACILE LAMENTARSI QUANDO, NONOSTANTE L'OTTIMA QUALITA', UN DISCO NON ERA ALL'ALTEZZA DEI PRECEDENTI. OTTIMO DISCO IN OGNI CASO.
Mauri62 (10/07/2006 17:43)
0
All'uscita fu letteralmente stroncato. Dopo Spreading e Among le aspettative erano massime e non furono rispettate; certo, visto oggigiorno darebbe la paga a molti ma ai tempi fu una delusione, Antisocial e Be all a parte....
ryche74 (11/07/2006 13:17)
0
Inviato da Mauri62
Il mio giudizio: 70

All'uscita fu letteralmente stroncato. Dopo Spreading e Among le aspettative erano massime e non furono rispettate; certo, visto oggigiorno darebbe la paga a molti ma ai tempi fu una delusione, Antisocial e Be all a parte....

Inviato da marshal
Il mio giudizio: 70

SEBBENE SOTTOVALUTATO DALLA CRITICA E DAI MOCCIOSETTI DELL'EPOCA (NOI) RESTA CMQ UN OTTIMO LAVORO, MA SI SA IN UN EPOCA IN CUI USCIVANO UN CAPOLAVORO AL MESE ERA FACILE LAMENTARSI QUANDO, NONOSTANTE L'OTTIMA QUALITA', UN DISCO NON ERA ALL'ALTEZZA DEI PRECEDENTI. OTTIMO DISCO IN OGNI CASO.


Ecco le ultime due-tre analisi praticamente la dicono tutta.
Certo che se uscisse oggi sarebbe un mezzo miracolo...
oppure se lo avessero pubblicato prima di "Spreading" e "Among" sarebbe stato ancora diverso il metro di valutazione...Ma come dice Mauri62 "Le aspettative erano massime..."
Per me nettamente perfetti i precedenti due e ottimo il successivo.

poluz76 (11/07/2006 15:45)
0
Questo disco per me è bellissimo. Forse perchè è con esso che ho conosciuto il gruppo tantissimi anni fa però evidentemente è stato quello giusto perchè non mi sono più stancato di conoscere e collezionare la loro intera discografia. L'ho sempre considerato come un lavoro pieno di senso dell'umorismo nell'elencare tutti gli stilemi del trash che imperversavano allora. Poi era l'unico gruppo di cattivoni del trash con un attitudine così scanzonata. Parte della loro potenza eversiva risiedeva propio in questo. Da paragonare a questo piglio mi vengono in mente solo i Galactic Cowboys. Non dimentichiamoci che gli Anthrax sono sempre stati all'avanguardia nel mischiare influenze di vari generi, come ad esempio con il rap di Bring the noise partorito con i Public Enemy. Un gruppo per me leggendario e un disco, questo, inimitabile.
signofthehammer (11/07/2006 17:49)
0
E' stato il primo disco ke ho sentito degli Anthrax poki mesi prima dell'uscita di Persistence of Time, e quindi c sono affezionato. Tra le soghe mi piacciono un sacco Who cares wins, bello il video, e Now it's dark. Grandi e thrashosi Anthrax!
38 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1 2
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