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recensito venerdì 17 novembre 2006 alle 00:00 da Stefano Risso
Stigmata High-Five
 

Stigmata High-Five


Fuck The Facts
2006, Relapse Records/Self
GrindCore
Voto della redazione

Mamma mia che mal di testa! Stigmata High-Five è un pastone violentissimo di grind schizzato e assolutamente imprevedibile che attraversa all'improvviso frangenti musicali disparati e lontanissimi, con lo scopo (devo dire molto riuscito) di disorientare l'ascoltatore.

Che i canadesi Fuck The Facts siano ottimi musicisti non è neppure da mettere in discussione, e l'approdo in casa Relapse dopo anni di carriera sembra proprio meritato, ma nonostante tutti buoni propositi della band nel comporre l'album e del sottoscritto per ascoltare questo disco, bisogna dire che non tutto è andato per il verso giusto. Le canzoni che compongono Stigmata High-Five non hanno alcun schema logico che possa racchiuderle, sono delle vere e proprie schegge impazzite che sembrano essere scappate anche al controllo dei propri creatori. Brani mediamente lunghi, se non quasi delle "suite" per il genere proposto (la conclusiva Dead In The Ruins Of Your Own City supera abbondantemente gli otto minuti ad esempio), dove su una base grindcore molto articolata, vengono gettati sprazzi death metal, rallentamenti repentini, break atmosferici (e tanto altro ancora... ma sarebbe un elenco abbastanza noioso), il tutto in modo assai schizofrenico e nervoso.

In questo modo l'identità dei brani viene assolutamente annullata, tanto è vero che al primo ascolto non mi ero reso conto minimamente del passaggio dalla seconda The Wrecking alla seguente Carve Your Heart Out, facendo prevalere la sensazione di avere tra le mani un "pappone" dalle indubbie qualità ma alquanto indigesto. I nostri sembrano dare il meglio nei pezzi più concisi come What’s Left Behind o The Sound Of Your Smashed Head, dove il livello si mantiene sempre devastante, senza sentirsi smarriti da tanta abbondanza. Cosa che si avverte purtroppo in brani come l'opener La Derniere Image (poco più di sette minuti), Taken From The Nest e la gia citata Dead In The Ruins Of Your Own City. Canzoni che alternano frangenti molto felici (anzi, decisamente buoni), ad altri sicuramente evitabili, in cui una maggiore accortezza avrebbe fatto comodo, senza per altro snaturare il sound generale del disco.

Stigmata High-Five è quindi un lavoro professionale sotto tutti i punti di vista, che gode anche di una produzione molto efficace, ma che probabilmente pretende troppo, senza alla fine tirare le somme. Una mezz'ora di musica in cui si viene sballottati in lungo e in largo ma che non punge, scivola via troppo velocemente. Onore alla tecnica e alla potenza espressa dai Fuck The Facts, ma per comporre un disco così articolato ci vogliono altre qualità, che purtroppo non si comprano al supermercato.

Stefano Risso

Tracklist:

  1. La Derniere Image
  2. The Wrecking
  3. Carve Your Heart Out
  4. Taken From The Nest
  5. What’s Left Behind
  6. The Sound Of Your Smashed Head
  7. Dead In The Ruins Of Your Own City
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2 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
Injection (17/11/2006 19:22)
0
Sinceramente pessimo.
Hellbound (17/11/2006 20:25)
0
Purtroppo i FTF non hanno capito che non basta la tecnica a fare i Dillinger: ci vuole pure l'ispirazione e i genio compositivo. Bocciati (e la Relapse deve rialzare un po' la media, ha delle brutte cadute ultimamente).
2 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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