
Finalmente ce l'hanno fatta.
Già perché benché questo "Tales of the Grotesque and the Arabesque" sia un album d'esordio, i nostri compatrioti Fury 'n' Grace hanno una storia tormentata alle spalle che risale fino al 1994, allorquando i due fondatori Matteo Carnio e Alessandro del Vecchio decisero di unire i loro gusti musicali discordanti in un progetto al tempo sicuramente avanguardistico.
L'aggiunta di due personalità di prim'ordine come Emiliano Bertossi e Gabriele Grilli, meglio conosciuti come i "Wrathlord" e "Nightcomer" della celebrata epic-doom metal band Doomsword sembrava garantire un sentiero lastricato d'oro, ma la ruota della fortuna gira e con lei anche le sorti della neonata band. È il 1998 quando la loro prima fatica, "Mefisto's Wrath", crolla sulle sue stesse gambe a causa di un contratto deficitario. Per nulla scossi da un tale buco nell'acqua, i nostri Fury 'n' Grace proseguono nella produzione di brani articolati e via via sempre più violenti, probabilmente grazie alla formazione 'estrema' di buona parte dei componenti, batterista in testa. Corrono gli anni, e nel 2003 giunge la seconda occasione discografica con "Inferno".
Oramai sembrava fatta, eppure il destino anche in quel caso volle che l'album precipitasse negli abissi a causa di un contratto discografico per nulla spalleggiato da una copertura economica. Quei giorni frenetici (e ricordo personalmente, anche nervosi) sono ormai un ricordo passato, e dopo una breve parentesi melodica di svago e diletto durante il quale il duo Carnio-Grillo ha scatenato, tra una swingin' New Orleans e un vocalizzo di Jeff Scott Soto, le proprie velleità più melodiche negli Edge of Forever, i Fury 'n' Grace tornano più agguerriti che mai con questo Tales of the Grotesque and the Arabesque finalmente supportato da un'etichetta solida e ben rodata come la Dragonheart.
A primo sguardo l'opera appare massiccia: 67 minuti e mezzo di musica non sono cosa da poco, specialmente quando la parola chiave è una sola: eclettismo.
Possiamo riassumere infatti i Fury 'n' Grace come una fusione più o meno armonica di elementi provenienti da dottrine decisamente diverse tra loro - thrash e doom, prog e heavy - una conciliazione a tratti difficile che porta alla formazione di un genere a cavallo tra il prog rock degli anni 70 e una specie di dark wave avantgarde sperimentale dotato di numerose chiavi di lettura.
Figura principe è ovviamente il noto cantante Gabriele Grilli, le cui doti canore sono già state elogiate in numerose sedi e che è stato in grado di donare alle otto tracce di quest'album diverse personalità variegate, passando da gorgheggi che tradiscono una certa scuola Dickinsoniana fino a esplosioni di risate che non possono non far tornare alla mente il miglior Ozzy Osbourne di Crazy Babies... senza trascorare ovviamente i lunghi stralci in chiave heavy/prog che rappresentano la spina dorsale dell'intera opera.
Purtroppo, inquadrare album del genere nella parola scritta non è cosa facile.
Come non è semplice la commistione armoniosa tra grazia e furia, così non è semplice comunicare a un ascoltatore il lavoro di cesello che è celato dietro ai numerosi strati di lettura di questa che definirei un romanzo musicale. Già il titolo riporta alla mente la raccolta di racconti brevi di Edgar Allan Poe, e come per l'autore americano, così anche per i nostri Fury 'n' Grace l'arte è evidentemente rappresentata da un miscuglio oscuro e sinistro di sensazioni dissonanti. I brani, pur se orecchiabili, non hanno il dono dell'immediatezza. L'album cresce ascolto dopo ascolto, e offre numerosi appigli per poterlo apprezzare appieno.
Diciamo fin da subito che gli strumenti lavorano insieme in maniera efficace: il disco certamente non farà parlare di sé per tecnicismi e assoli, anche se abbondano le parti unicamente strumentali, ma certamente verrà ricordato per la sperimentazione a volte persino esagerata. È degno di essere citato l'utilizzo di strumenti estemporanei come fiati, pianoforti e chitarre classiche-mediorientali al fulmicotone; ed è altresì notevole l'inserzione, oltre ai generi canonici che circondano il prog rock, persino di una spiazzante parentesi dark-ambient che sorprende allo stesso modo dei sussulti e delle risate di una fanciulla eterea immersa nel cospicuo minutaggio di alcune delle tracce più impegnative.
Spiazzare però non vuol dire confondere: l'esecuzione strumentale è di una pulizia anomala, a tratti avvolgente e a tratti quasi asettica, e la produzione di ottimo livello di Dragonheart aiuta a godere dei numerosi silenzi e singhiozzi che costellano l'opera, sapientemente dosati per aggiungere pathos e scandire la tetra narrazione musicale.
Tales of the Grotesque and the Arabesque è un continuo di sperimentazione che, come già detto, possiede il ritmo di un libro di racconti - ed è questo probabilmente il punto forte dell'opera: l'espressività narrativa, quasi cinematografica, che esplode sia dalla voce calda e articolata di Grilli e sia dalle frammentatissime chitarre che raramente lasciano lo spazio di un respiro e che contribuiscono a creare quell'atmosfera insieme raffinata e decadente che è alla base della filosofia della band.
Un album insomma per palati fini, per chi apprezza la buona musica e la sa assaporare come un bicchiere di vino d'annata. Forse risulterà persino un po' troppo elegante e "arabescata" alle orecchie di chi non è avvezzo a continui voli pindarici musical-intellettuali nella musica... ma i veri intenditori sapranno già dove conduce il sentiero di questi Fury 'n' Grace. Siamo stati minacciati, "your heart belongs to me" - e credo che più di qualcuno ci lascerà il cuore in questo parto durato ben quattordici anni.
TRACKLIST:
1. Grotesque & Arabesque: Tales Of The Grotesque And The Arabesque
2. Grotesque & Arabesque: Coma
3. Grotesque & Arabesque: The Imp Of The Perverse
4. Uncanny Midnights Of The Bride
5. Burning Cathedrals
6. Black Art
7. The Buried
8. Maldoror
Commenti dei lettori (10)
Ho ascoltato il disco più volte e ogni volta trovo un particolare nuovo!
Li aspetttiamo al Gods of Metal!!!
Davvero bravi, originali, oltre tutto ciò che si sente oggigiorno...pezzo preferito: Uncanny!!
Tutti eccezionali
Uno dei best album di quest'anno
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