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recensito giovedì 09 novembre 2006 alle 00:00 da Stefano Risso
The Pleasure in Suffering
 

The Pleasure in Suffering


Putrid Pile
2005, Goregiastic Records
Death
Voto della redazione

Secondo disco per i Putrid Pile di Shaun LaCanne, il solo membro effettivo della band del Wisconsin, unico compositore e strumentista del progetto a cui si devono le parti di chitarra, basso, voce e programmazione della batteria. Una one man band micidiale che ritorna sul mercato a due anni di distanza dal debutto Collection of Butchery, con questo splendido The Pleasure in Suffering, una mazzata in piena regola che conferma i Putrid Pile come uno dei gruppi più interessanti dell'intera scena brutal.

Se devo essere sincero, qualche tempo fa non avrei immaginato di poter parlare in modo così caloroso di questo disco, che si è rivelato progressivamente uno dei lavori più malati che abbia ascoltato ultimamente. Un brutal d'impatto che gioca su riff di "ampio respiro", senza cercare la velocità a tutti i costi, preferendo partiture di chitarre dal groove a tratti incontenibile, giocando su passaggi slam uno più bello dell'altro, e colpendo ininterrottamente e senza pietà sulle orecchie degli ascoltatori. Un riffing di chiara scuola Cannibal Corpse, che si manifesta in tutta la sua bontà dopo diversi passaggi, ben equilibrato tra stacchi maggiormente tirati e frangenti in cui è l'headbanging a fare da padrone, dotati di un mood e di un impatto semplicemente irresistibile.

LaCanne si è dimostrato davvero abile nel comporre brani molto semplici, tanto che ad un primo ascolto potrebbero sembrare tutti troppo simili, in cui assumono un'importanza fondamentale le micidiali variazioni delle ritmiche, lineari e molto pulite, incredibilmente coese alle vocals fognate ultragutturali (e in scream, ottime tra l'altro) in cui il nostro Shaun si prodiga per l'intera durata del disco, il tutto sorretto da una batteria programmata quasi allo stato dell'arte per il genere proposto, e a cui ci si abitua molto presto, con patterns sufficientemente vari e suoni molto vicini alla realtà, sicuramente meglio di quanto fatto dall'altro grande tuttofare brutal Shawn Whitaker. C'è poco da dire, The Pleasure in Suffering è un lavoro pesantissimo, volutamente mastodontico e ostico che va ascoltato con lo spirito giusto, senza badare troppo alla sostanza dei brani, ma lasciandosi trasportare dalla compattezza della musica.

Nessuna traccia in particolare da segnalare -anche se l'opener My Inner Demon e la conclusiva Food For The Maggots sono dei piccoli capolavori-, un macello sonoro dall'inizio alla fine, che riuscirebbe a far scatenare in headbanging furiosi anche l'ascoltatore più pacato. Un lavoro solo per affezionatissimi, che potrà sicuramente essere oggetto di critiche anche da parte di alcuni appassionati. Per quanto mi riguarda, The Pleasure in Suffering è un lavoro riuscito sotto tutti punti di vista, che merita assolutamente di essere ascoltato.

Stefano Risso

Tracklist:

  1. My Inner Demon
  2. STFC (Strangle The Fucking Cunt)
  3. Rush-Hour Killing Spree
  4. Putrid Pile (of Rotting Corpses)
  5. Baby Brains
  6. Gorging On Labia
  7. Rip Her To Shreds
  8. Battered Bitch
  9. Bind, Torture, Kill (mp3)
  10. Caged And Awaiting Death
  11. Circlepit Commando
  12. Food For The Maggots (mp3)
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15 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
bentonmaniac (09/11/2006 16:22)
0
Ehmmmmmmm, da dove cominciare....dunque, The Pleasure in Suffering l'ho sentito la prima volta più o meno 5, 6 mesi fa, per cui direi che lo conosco abbastanza bene...che dire...non ha nulla di incredibile, solita roba brutal che francamente non aggiunge nulla nè toglie nulla al genere musicale...farli passare per dei grandi mi sembra esagerato, ok che hanno palesi influenze Cannibal Corpse ma ragazzi, i Putrid ne hanno di strada da fare...però non si può dire che chi non condivide le proprie idee non capisce a priori il genere recensito....il 98% dei miei ascolti è death metal (che sia grind, brutal, death classico, svedese melodico, death/black e chi più ne ha più ne metta), e il fatto che io non condivida una tua recensione (e non accade di rado) non fa di me uno che ne capisce meno di te...
Doyle (09/11/2006 18:58)
0
Ho ascoltato i due mp3 che ci sono nella rece.

Insomma, non saranno geni, ma neanche così malaccio. Mi piace molto la batteria che sembra tutto tranne che elettronica. La voce poteva essere mixata meglio. A tratti è un pò fastidiosa e anche effettata.

Però da qui a definire questa musica inquinamento acustico ne passa. Dimostra ignoranza nel genere. Se si ascolta tutto il giorno AOR o glam, difficilmente si può capire il brutal o il death in generale...
opencasket (09/11/2006 19:41)
0
io non capisco che cazzo commentate a fare se non vi piace il genere, bravi continuate a fare i bambini...cmq ottima recensione stefano, purtroppo non ho potuto ascoltare il primo disco, ma devo dire che questo mi ha preso da subito, gran bel disco...
HeroInADream (09/11/2006 20:06)
0
La recensione mi ha incuriosito un bel po' li ascolterò sicuramente... Stefano non prendertela per i commenti di gente che non sa quello che dice... W il Brutal (copertina stupenda)
bloody-eyes (09/11/2006 20:51)
0
perchè perdere tempo a scrivere offese verso album di un genere che neanche si ascolta?
il disco in questione è bellissimo, i suoni sono nitidi e la drum machine sembra umana. Lunga vita al brutal.
MaX-PoWeR (10/11/2006 12:32)
0
Ho ascoltato i samples... che roba orripilante.
Hellbound (10/11/2006 12:37)
0
Ci metto un click a cancellare commenti e account. Non sapete leggere il disclaimer? Perdete pure tempo, io mi diverto.
Luca_Bernasconi (10/11/2006 13:49)
0
Credo obbiettivamente che questo sia un buon prodotto di brutal, ma con notevoli margini di miglioramento, soprattutto sulla voce: elemento che come qualcuno ha gia notato risulta fastidioso (registrazioni? missaggio?) in più di un punto del disco.

rulez (10/11/2006 17:06)
0
Album pessimo
Hellbound (10/11/2006 22:46)
0
Il problema di questo come di molti altri album - come quelli che se ne intendono avranno notato, e non quelli che danno aria ai denti perchè hanno tempo da far perdere alla gente - risiede nella drum machine registrata coi fustini del Dixan, senza il minimo arrangiamento, semplicemente. Troppo facile fare dischi così, anche se poi le canzoni si difendono più che bene. Non certo un capolavoro.
mcdeath (10/11/2006 23:58)
0
Premettendo che ho solo ascoltato i pezzi che sono linkati nella recensione... do la sufficienza perchè decisamente acerbi : potrebbero fare di più, e la parte ritmica ,per quanto non originalissima, è notevolmente gasante :-) . Concordo con chi dice che la voce non è un granchè

Se tutte le band Brutal death continuano a sfornare album sufficienti...il trono rimarra sempre ai NILEEEEEEEEEEE!!!!
calus (11/11/2006 01:25)
0
appunto, quanto mettiamo ai Nile? 120?
Almeno qua la drum è gasante..
KikoLoureiro (11/11/2006 18:26)
0
ho asc i samples.......pessimi. il MIO voto è ZERO. ps: stefano non ti offendere se abbiamo gusti diversi....il mondo è bello perchè è vario ma anche perchè ognuno può (o dovrebbe potere) dire le sua....ciao
Neverdying (01/12/2006 14:56)
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Sono un metallaro che ascolta principalmente i sottogeneri estremi (death, black, brutal etc...) ma quest'album secondo me è incompleto... ci manca quel qualcosa in più per farlo trasformare in un capolavoro...manca quella VERA grinta del brutal...e attenzione: la vera grinta del brutal nn sono solo i growl cavernosi o le intro da macellaio che squarta una bambina...ma molto altro...
Strangel (16/12/2006 21:12)
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Ok, non è straordinario, ma è e resta un buonissimo lavoro di brutal, non riscriverà la storia, ma si ascolta che è un piacere.
15 commenti - Mostrati da 1 a 20 - Pag: 1
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