
Un nuovo disco e un DVD celebrativo: questo era il progetto che la mente di Jon Nödtveidt covava prima dello scioglimento definitivo dei Dissection, la sua vera, unica creatura: una band che ha dato alla scena estrema due inarrivabili capolavori, prima del citato, ingiudicabile, Reinkaos, e che ha plasmato i canoni su cui ancora oggi decine di band della scena internazionale si esercitano.
È quindi quasi commovente, considerato anche il tragico epilogo scelto da Jon per la sua esistenza, assistere all’esecuzione quasi completa dei suoi capolavori classici, tratte esclusivamente (con l’eccezione di Maha Kali) da The Somberlain e Storm Of The Light’s Bane: una rassegna di veri e propri capolavori (e sono termini che si usano con molta parsimonia, ovviamente), eseguiti però da una formazione diversa per tre quarti da quella originale, il che penalizza decisamente il risultato finale.
Se infatti Jon è il vero motore della band, con il suo carisma e la sua preparazione tecnica, che gli consente di eseguire le complesse strutture dei brani con la naturalezza che richiedono, diverso è il discorso per i restanti membri, i quali vanno da un buon livello di preparazione (il chitarrista italiano Set Teitan) ad una performance decisamente scadente (il batterista Tomas Asklund, che, a dispetto di quanto fatto in passato negli ottimi Dawn, sfigura totalmente di fronte all’estro di Ole Öhman). Le canzoni ne risentono inevitabilmente, con i pezzi più veloci appiattiti dall’immobilità di Asklund, ma queste sono cose che chi ha potuto vedere all’opera i Dissection nel recente tour italiano già sa: gli altri godranno a pieno dello spettacolo contenuto, enfatizzato da riprese ottime e da un sonoro limpido.
Completano il tutto il clip della nuova Starless Aeon, di certo non all’altezza del passato, la tipica photogallery ma soprattutto un’intervista in cui Nödtveidt appare fiero e convinto di sé, quasi gioioso nell’esprimere il proprio pensiero. Ed è proprio questo a lasciare l’amaro in bocca, e a porre mille interrogativi non solo sulla sua effettiva sanità mentale, ma sull'intero significato che il singer ha voluto imprimere al ritorno della sua band.
Una band che si identificava ormai con un solo personaggio, controverso e tragicamente vicino alla mentalità black anni '90, quella da cronaca nera appunto, che ha saputo creare veri e propri gioielli a soli 20 anni, per poi imprimere una sterzata ideologica a tutta la sua opera, relegando (è un fatto) la musica a puro strumento di comunicazione. Il che ha nuociuto sicuramente alla qualità dei brani, lasciando che questo DVD rispolverasse il momento migliore dei Dissection, quando di Caos primordiale non si parlava ancora, ma parlavano le chitarre.
"La mia stessa attitudine nei confronti della musica è qualcosa di completamente diverso anche solo dall' "intrattenimento": puoi vedere la musica in molti modi, come un'occupazione per il tempo libero, una scelta di vita, un divertimento o una religione. Bene, per me è quest'ultima, una religione: è il mio stesso spirito che cresce, che si libera con la musica; questo è la motivazione che porta avanti i Dissection."
Questo mi diceva, ormai più di un anno fa, Nödtveidt: follemente coerente, coerentemente creativo, sino alla fine.
Alberto 'Hellbound' Fittarelli
Setlist:
1. Intro: At The Fathomless Depths 02:05
2. Night's Blood 07:37
3. Frozen 04:16
4. Maha Kali 06:24
5. Soulreaper 06:57
6. No Dreams Breed In Breathless Sleep 01:22
7. Where Dead Angels Lie 07:59
8. Retribution... Storm Of The Light's Bane 05:41
9. Unhallowed 07:10
10. Thorn Of Crimson Death 09:00
11. Heaven's Damnation 04:31
12. In The Cold Winds Of Nowhere 05:01
13. Elizabeth Bathory 05:28
14. The Somberlain 09:12
15. A Land Forlorn 07:25
Extra:
Intervista con Jon Nödtveidt
Photo gallery
"Starless Aeon" - videoclip
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